“Già, proprio così, sono in vena, su di giri, allegro-andante con moto, ho voglia di ridere e di far ridere, ho voglia di far battute spiritose, ironiche, acute, ottuse, ho proprio una frenesia dentro… eddai eddai e che ci vuole? Sono al top, ho sonno ma non ho freni, sono un vulcano di idee divertenti, ma quante ne so? Quante? Vedo solo il lato comico della vita, sono…”
“Ma va a cagare!”
Esatto, proprio così, eccolo il punto dolente: distorsioni della vita, paradossi insopportabilmente inconcepibili, roba che per conservare il buonumore ci vuole una certa dose di sangue freddo.
Quando sono in viaggio, quando esco, vado regolare di corpo; quando rientro a casa mi blocco. Il contrario di ciò che accade alle persone normali, ma credo dipenda dal fatto che quando sono in viaggio io mi sento a casa, quando torno a casa vorrei essere lì, in viaggio, proprio lì eh. Ma io rido, che me frega? Non troppo che poi mi partono certe ventate essendo pieno d’aria al pari di uno zeppelin, comunque rido! E ridendo provo le tisane alle erbe. “Devono prorpio essere buone” fa mia madre “se le bevi con quel sorriso sulle labbra”; “prova” faccio io ridendo e lei capisce che si tratta di una trappola. La gente, quando le proponi qualcosa ridendo, non si fida, e fa bene. Pure Berlusconi ride sempre, voi vi fidate? Fassino non ride mai, ma io non mi fido neanche di lui.
Me ne sto in spiaggia, è quasi deserta, telo mare farlocco Benetton (non per darmi arie, specie le arie di prima, ma perchè quello costava poco) io steso sopra (al telo, non a Benetton) temperatura gradevole, brezza dal mare che concilia il sonno, il sole scotticchia, mi sto beatamente appisolando quando arriva il trattore che fa la pulizia della spiaggia. Io mi alzo. Parlo di una spiaggia immensa, e viene a rompere le scatole a me. Passa, pulisce, pare si tolga dalle palle, io mi stendo di nuovo, chiudo gli occhi e quello torna indietro, via in piedi per non farmi schiacciare. Se ne va, io mi distendo e quello da duecento chilometri, appena mi vede steso, torna indietro. Via su in piedi. Ma io rido, ah ah ah, che mi frega? Mi pare una maratona su e giù, manco in palestra a tormentare gli addominali: io mi stendo, chiudo gli occhi rilassato e quello torna indietro. Allora mi sposto dove ha già pulito, sempre con il sorriso sulle labbra. Mi stendo e il trattore, che credevo ormai distante, torna indietro dove aveva già pulito! E io mi alzo e sempre con il sorriso sulle labbra gli chiedo: stronzo, ce l’hai con me? Avanti così per quasi un’ora. Non scherzo è andata esattamente così, alla fine è sparito, sì, ma erano anche le sei di sera! Ma io rido, sì io rido, rido sempre…
sono arrivate le foto della laurea di mia madre, foto di gruppo: ma perché cazzo non ridi e hai sempre quella faccia da deficente nelle foto? Ma perché cazzo ridi se il trattore rompe le balle in spiaggia o se bevi la tisana al propano liquido e non ridi nelle foto, che paiono poi quelle segnaletiche dei ricercati dall’Interpool? Perché se fai una foto con la morosa pianti su quella faccia da baccalà? Perché? Ma sarai demente! Sì, ridi, ridi… la mia foto migliore:
