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Posts Tagged ‘umorismo’

Gli uomini sono animaletti complessi e allo stesso tempo molto semplici da prendere e comprendere nei loro recessi psicologici. Tra di loro non c’è alcuna differenza di età, censo, cultura ecc. le dinamiche di pensiero sono uguali per tutti i maschi, e a chi fosse contrario alle lacunose generalizzazioni dirò che generalizzare salva: generalizzando posso dire che tutte le tigri sono pericolose e perciò non è il caso di avvicinarsi ad esse, ho forse sbagliato generalizzando? Che l’uomo lo ammetta o no, che ve lo faccia capire o meno, esistono dei punti sensibili che irrigidiscono (e non nel punto desiderato) il maschio, ed io vi dirò quali sono i comportamenti da evitare così da renderlo felice, rendendo anche voi felici che non avrete accanto uno che sbuffa, o che si è trasformato in una mummia perché non parla più. Fallo felice intitolava simpaticamente e ambiguamente un libro sull’eros, ci vuole un niente perché lui scodinzoli allegro, perché quest’esserino che trae i processi cognitivi e le dinamiche di comportamento dalle sue radici ataviche, sia sereno. Radici ataviche perché noi maschi nel profondo non siamo mai usciti dalle caverne del paleolitico, ed è così che viviamo e ci misuriamo con gli altri, con il wireless in una mano, certo, ma emotivamente con una clava sull’altra e lo sguardo truce, perché nessuno venga a fare pipì nel nostro territorio. Perché alla fine è tutta una questione di sesso, e la vita di qualsiasi uomo gira attorno al suo sesso. Di seguito dimostrerò quanto appena enunciato, che il nucleo emotivo dell’uomo è immutato dal paleolitico. Non ci possiamo fare niente.

1. Non traditelo. Mi pare il minimo, se poi fosse lui a tradirvi, beh, sapete cosa dovete fare e non devo certo dirvelo io. Ma se il vostro lui è una persona che vale, direi che non è il caso di appesantirgli la testa con un soppalco di due tonnellate di ramificazioni frondose. Più che altro perché è scomodo passare attraverso le porte con popò di struttura da condonare, ed ogni uomo che si rispetti nel suo intimo è pigro, terribilmente, compiaciutamente pigro. Quelli costantemente dinamici hanno solo una coscienza più sviluppata, lo fanno per poi poter tranquillamente dire, senza sensi di colpa o essere rimproverati: adesso mi rilasso, birraaaaaa.

2. Non parlategli mai dei vostri ex, primo è assai probabile che al vostro lui non interessi una cippa; secondo: non fosse mai che dal vostro passato salti fuori un semidio con il corpo di Pitt e la faccia di Clooney, esperto maestro del sesso. Già ci misuriamo con secoli e secoli di storia maschile (idee sbagliate e leggende metropolitane sul sesso e come funzioni per le donne, la chimera dell’orgasmo ecc.) e con tutti gli altri maschi del pianeta (chi ce l’ha più lungooooo), ci mancherebbe pure il fantasma dell’ex in camera da letto. Inibente-inebetente.

3. Attenzione: i suoi amici maschi gli sono simpatici, i vostri amici maschi gli stanno sulle balle. Matematico, non fidatevi se vi dice che quel tipo è tanto simpatico, non è così.

4. Corollario alla precedente: non uscite mai da sole con un vostro amico maschio. I tette (di qualunque misura) -à-tete con un amico: cene, shopping, cinema, teatro, concerti ecc. impostati su: ma è solo un caro amico, figurati… ci fanno girare l’intestino crasso. Anche se lui abbozza un sorriso non è di accondiscendenza, è una smorfia perché gli acidi ribonucleici gli stanno venendo su. La regola vale anche se l’amico è dichiaratamente gay, perché come il Santo Santissimo Povia 😯 ricorda: Luca era gay e adesso sta con lei. Luca era gay, sta con lei e adesso fa l’etero al pronto soccorso del policlinico Gemelli, perché gli ho staccato le palle. Al concerto portateci il vostro lui, sì, è chiaro che Tiziano Ferro non gli piacerà e farà ventimila storie, ma alla fine sarà orgoglioso e felice di essere lì con voi, anche se le smorfie apparentemente diranno il contrario, ma è solo una posa! Siamo maschi: coerenti lì dove non dovremmo esserlo.

5. Corollario al corollario: per la gloria di Odino, non fate che il vostro confidente intimo sia un uomo, la spalla su cui piangere e confidarvi un uomo, ma santa polenta come direbbe Al Bano maschio doc, il mondo è strapieno di donne, trovatevi un’amica. Perché Luca era gay ma adesso sta con lei.

6. Lo so che quei complimenti lì che vi fa quel tipo lusingano tanto il vostro ego, vi fanno sentire apprezzate anche fuori dal cortile di casa, ma metteteci con garbo e fermezza un freno, tirate su un muro, perché se poi lo fa il vostro lui, modello muratore bergamasco, su quel muro il galante viscido ci sbatte il muso contro, e alla fine chi ci rimette è il vostro moroso che ha cementato i mattoncini del muro con le gengive del galante.

7. Corollario alla precedente: anche gli uomini sono ormonosi, in circolo hanno il testosterone, niente dolori per noi, ma l’irritabilità è la stessa del vostro periodo mensile.

8. Quando Sex and the City fa danno. Capita raramente, viva S.and the C., ma succede. Fate in modo che la vostra vagina non sia argomento di pubbliche discussioni. Ok, è vostra, ma in un rapporto di coppia è normale che la si consideri anche un po’ nostra (nostra inteso come di lei e lui, della coppia, non proprietà maschile, ma gioia esclusiva dei partner). Non ci piace in particolare che altri maschi commentino, facciano frizzi e lazzi su quello che è il nostro (ripeto, inteso di lei e lui) intimo. È il nostro Eldorado, il tesoro nascosto, l’esclusiva di lei e lui, il segreto, il nucleo dell’intimità e dell’amore perché ci piace sapere di avere l’esclusiva laggiù, l’esclusiva di una parte speciale della persona speciale che amiamo, qualcosa di solo nostro e che gli altri ci invidiano. E suvvia, non ci possiamo permettere la Ferrari per essere invidiati, lasciateci almeno questo. È il piacere, la gioia, qualcosa di mio e solo mio… ok, non la tiro lunga, via le sovrastrutture: è il nostro territorio di caccia non ci vogliamo intrusi in mezzo. Ci piace pensare che ci sia una parte remota ed inaccessibile al resto dell’umanità, ci piace pensare di essere speciali e i più fortunati perché solo noi pascoliamo e razzoliamo a sud del vostro equatore, ma se quell’umanità ci mette il naso dentro è come se ci sentissimo noi, e anche per voi, violati! L’uomo è molto sensibile eh, sotto i muscoli pulsanti batte un cuore tenero.

9. Infine il biscottino, dategli ogni tanto il biscottino, il contentino di qualsiasi natura e tipo, ci vuole poco per farlo scodinzolare allegro, davvero poco ma ricordatevi di dargli il premio se è stato bravo, e ogni tanto premiatelo semplicemente perché lo amate. Anche la bestiola ha bisogno di sentirsi amato, apprezzato e considerato, non è solo esclusiva di voi donne. L’uomo non chiederà mai, anche se non usa il Denim, ma poi il meschino mi va in depressione.

10. Sesso? Beh, fatelo, fatelo, fatelo, fantasia e piacere di stare insieme nel pieno e totale rispetto l’uno dell’altra. Che ve devo dì, saprete ben cosa fare e come, no? Se no affittatevi un porno.

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Il rock è duro, manteniamolo così! In sè questa pubblicità di MTV non mi aveva convinto granché, finché non ho visto la faccia che fa alla fine la bambina 😀 povera stella…

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“Già, proprio così, sono in vena, su di giri, allegro-andante con moto, ho voglia di ridere e di far ridere, ho voglia di far battute spiritose, ironiche, acute, ottuse, ho proprio una frenesia dentro… eddai eddai e che ci vuole? Sono al top, ho sonno ma non ho freni, sono un vulcano di idee divertenti,  ma quante ne so? Quante? Vedo solo il lato comico della vita, sono…”

“Ma va a cagare!”

Esatto, proprio così, eccolo il punto dolente: distorsioni della vita, paradossi insopportabilmente inconcepibili, roba che per conservare il buonumore ci vuole una certa dose di sangue freddo.

Quando sono in viaggio, quando esco, vado regolare di corpo; quando rientro a casa mi blocco. Il contrario di ciò che accade alle persone normali, ma credo dipenda dal fatto che quando sono in viaggio io mi sento a casa, quando torno a casa vorrei essere lì, in viaggio, proprio lì eh. Ma io rido, che me frega? Non troppo che poi mi partono certe ventate essendo pieno d’aria al pari di uno zeppelin, comunque rido! E ridendo provo le tisane alle erbe. “Devono prorpio essere buone” fa mia madre “se le bevi con quel sorriso sulle labbra”; “prova” faccio io ridendo e lei capisce che si tratta di una trappola. La gente, quando le proponi qualcosa ridendo, non si fida, e fa bene. Pure Berlusconi ride sempre, voi vi fidate? Fassino non ride mai, ma io non mi fido neanche di lui.

Me ne sto in spiaggia, è quasi deserta, telo mare farlocco Benetton (non per darmi arie, specie le arie di prima, ma perchè quello costava poco) io steso sopra (al telo, non a Benetton) temperatura gradevole, brezza dal mare che concilia il sonno, il sole scotticchia, mi sto beatamente appisolando quando arriva il trattore che fa la pulizia della spiaggia. Io mi alzo. Parlo di una spiaggia immensa, e viene a rompere le scatole a me. Passa, pulisce, pare si tolga dalle palle, io mi stendo di nuovo, chiudo gli occhi e quello torna indietro, via in piedi per non farmi schiacciare. Se ne va, io mi distendo e quello da duecento chilometri, appena mi vede steso, torna indietro. Via su in piedi. Ma io rido, ah ah ah, che mi frega? Mi pare una maratona su e giù, manco in palestra a tormentare gli addominali: io mi stendo, chiudo gli occhi rilassato e quello torna indietro. Allora mi sposto dove ha già pulito, sempre con il sorriso sulle labbra. Mi stendo e il trattore, che credevo ormai distante, torna indietro dove aveva già pulito! E io mi alzo e sempre con il sorriso sulle labbra gli chiedo: stronzo, ce l’hai con me? Avanti così per quasi un’ora. Non scherzo è andata esattamente così, alla fine è sparito, sì, ma erano anche le sei di sera! Ma io rido, sì io rido, rido sempre

sono arrivate le foto della laurea di mia madre, foto di gruppo:  ma perché cazzo non ridi e hai sempre quella faccia da deficente nelle foto? Ma perché cazzo ridi se il trattore rompe le balle in spiaggia o se bevi la tisana al propano liquido e non ridi nelle foto, che paiono poi quelle segnaletiche dei ricercati dall’Interpool? Perché se fai una foto con la morosa pianti su quella faccia da baccalà? Perché? Ma sarai demente! Sì, ridi, ridi… la mia foto migliore:

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Il bagno siberiano

In sala d’incisione (costruzione annessa a villa circondata da campi nella ridente campagna veneta):

Taglia 1 (cioè mio padre): oh, ma qui c’è un bagno?

Tecnico del suono: c’era, il vento l’ha fatto volare via, perciò…

Taglia 1 (sempre mio padre): perciò la facciamo in mezzo ai campi, spazio ce n’è.

Angelo (batterista): sì, qui funziona il cesso siberiano. Sapete cos’è? Vai fuori e ti forniscono di due bastoni: bastone uno, lo pianti per terra e ci appoggi il cappotto…. (silenzio)

Coro formato da Taglia 2 (cioé io, fotografo) e il Tecnico del suono: e il secondo bastone?

Angelo (batterista): lo usi per tenere lontani i lupi!

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Proprio così: caro il mio turista (lui è caro? E Venezia com’è?) se a Venezia vuoi usare i bagni pubblici devi pagare. Ok, capita un po’ ovunque. Ma una recente delibera del consiglio comunale, proposta dal vicesindaco Michele Vianello, prevede una doppia tariffa: alta stagione 3 euro, bassa stagione 1,50. Con tanto di pipì card. Ok, anche qui bene o male siamo nella norma…

…la genialata (se così vogliamo dire) sta in questo che -occhio- se prenoti la pisciata paghi meno. Se prima di uscire dall’albergo, o prima di partire per la vacanza, ti colleghi on-line e ti prenoti per fare i tuoi bisognini (ma oltre al giorno uno deve indicare anche l’ora esatta in cui arriverà al cesso pubblico? A Milano prenotano la visita al Cenacolo di Leonardo, a Venezia prenoti il bagno 😯 ) allora paghi solo 2 euro.

Per i residenti tariffe agevolate, la vostra pipì amici (anche la mia) vale 25 centesimi… sì, basta essere in possesso della wc-card abbonamento. Per gli over 65 è gratis, l’imoprtante è farsi la wc-card della durata quadriennale al costo di 3 euro (allora non è gratis). Ora, ci hanno trifolato le palle con l’I-mob (l’inutile e poco pratico I-mob, chi è di Venezia e terraferma sa di cosa sto parlando, per prendere i mezzi pubblici); adesso la tessera per fare pipì… secondo voi quanti acquisteranno la tessera e quanti invece proseguiranno con la consueta pratica in uso a Venezia di farla nelle corti/calli “sconte”? Andate al bar, dirà chi non è di queste parti. Sì, ma a Venezia mica tutti i bar sono forniti di cesso, di calli invece è pieno.

Eh, ma Marcel Duchamp mica era scemo, lui ci aveva già pensato, precorreva i tempi e ovunque andasse in valigia portava con sé quella che poi qualcuno ha creduto fosse un’opera. Macché opera…

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Io e mia sorella eravamo in cucina, lei si stava preparando un caffè ed io un tè. In sottofondo c’era la tv accesa e ad un certo punto è saltata fuori una delle solite pubblicità idiote sulla stitichezza: lui che fa dell’ironia perché lei è gonfia, e lei che spiega che la situazione è quella perché è stitica e alla fine la baracca si salva con una meravigliosa supposta effervescente  (che deve essere tutta un programma, adatta magari per l’ultimo dell’anno tra botti ed effervescenza siamo in clima con la festività).

Sorella: non ho capito perché in queste pubblicità siamo sempre noi donne a soffrire di stitichezza, oppure, caso contrario, sempre noi donne siamo quelle colte dalla diarrea improvvisa, a voi uomini non capita mai? E da cosa dipende ciò, dal fatto che noi siamo creature più sensibili?

io: onestamente non posso spiegare l’idiozia dei pubblicitari, raggiunge livelli che vanno oltre l’umana comprensione. Piuttosto, mi incuriosisce questa cosa dell’effervescenza, ma se io uso nello stesso modo del citrato e ci butto un goccio d’acqua ottengo lo stesso effetto?

sorella: certo, e con la supposta effervescente ci puoi preparare una bevanda dissetante.

Ecco l’illuminante pubblicità, è di una stupidità imbarazzante, tanto quanto il nome della supposta: Eva-qu

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Dato che, ultimamente, l’andazzo dalle mie parti è questo, scrivo un altro episodio dei miei due amanti/morosi preferiti, perché la cosa mi diverte… sia chiaro che, se vi va di commentare, io sono ben felice, dite tutto ciò che volete ma non mettetemi in mezzo eh! 

 

Lui e lei mentre lo stanno facendo

 

Lei: nell’impeto – dimmi qualcosa di sconvolgentemente erotico, dimmelo…

Lui: banana

Lei: fermandosi – che? Banana?

Lui: sì, ha una forma evocativa, è esotica e poi è un frutto che ti piace, no?

Lei: se è per questo mi piacciono anche i kiwi. Che vuol dire banana? Ti pare una cosa erotica?

Lui: non lo so, sul momento mi è venuto questo. E poi che vuol dire sconvolgentemete erotico?

Lei: non avevo dubbi che una domanda del genere potesse uscire dalla tua bocca. Che tu non sapessi cosa significa sconvolgente ed erotico me ne ero accorta da un pezzo

Lui: eddai, dammi un’altra possibilità – di nuovo ricominciano

Lei: dimmelo adesso… dimmelo adesso!

Lui: stronza!

Lei: spingendolo viama vaffanculo, ho la faccia di una a cui piaccia essere insultata mentre lo fa? Stronzo sarai tu

Lui: ma non va bene neanche questo? Mi pareva abbastanza erotico, pensavo ti sarebbe piaciuto

Lei: no, questo è il genere di cose che piacciono a te. E mi è andata ancora bene, sarà perché siamo sotto Natale, ma potevo pure beccarmi della troia. Ti ho chiesto una cosa erotica non di immaginare che io sia il tuo capoufficio

Lui: quella sarebbe una fantasia per niente erotica. Senti un po’, cocchina, io adesso mi distendo e tu se vuoi puoi accomodarti sopra, ricominciamo, ma questa volta me la dici tu una cosa sconvolgentemente erotica, così a bruciapelo, intesi?

Lei: nessun problemaricominciano a farlo

Lui: adesso amore, adesso, dimmela… dimmela

Lei: banana.

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