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Archive for the ‘lui e lei’ Category

In salotto: Lei è in cima alla scala che sistema le decorazioni sull’albero. Lui, sotto, gliele passa

 

Lei: facciamo che non attacchi con i tuoi soliti doppi sensi cretini sulle palle di Natale… e dove la metto la punta… sotto il vischio mi ci invischio ma me ne infischio e non faccio fiasco ecc., intesi?

Lui: perciò facciamo che attacco solo le decorazioni. Tu però non tiri fuori: quanti regali ho dovuto fare quest’anno, e non so mai cosa prendere per le amiche… perché faccio tutto all’ultimo minuto? Hai visto Miriam che schifo di regalo mi ha fatto, lo avrà riciclato

Lei: ma sei scemo o che? Quando mai io ho fatto discorsi del genere?

Lui: nel caso quest’anno ti fosse venuto in mente di farli, io ho messo le mani avanti. Anzi, le spingo un attimo più avanti e te le metto sul culo. Com’è caldo.

Lei: come sei romantico tu

Lui: ho voglia di fare l’amore, ti voglio

Lei: adesso?

Lui: no, questo è un avviso, come per le dichiarazioni di guerra che vanno inviate almeno un giorno prima, facciamo capodanno, va bene? Sì adesso.

Lei: qui?

Lui: in piazza non mi pare l’ideale e non è tanto per la gente, ma per il freddo

Lei: scordati che io mi distenda nuda sul pavimento: primo, è freddo; secondo, mi scassa la schiena. Neanche sul tappeto che quello mi fa prudere il culo

Lui: io sotto non mi ci metto, sono l’uomo! Che figura ci farei con i pastori del presepe? Comunque non occorre distendersi, tu scendi sul piolo più basso della scala, te ne stai di spalle, allarghi le gambe, sporgi il tuo sederino verso di me e al resto penso io. Anzi: mentre scendi ti spogli, un indumento ad ogni piolo e ad ogni piolo ti fermi ed io mi concentro in adoremus su di una parte del tuo corpo

Lei: quattro scalini, spogliarsi e pausa, quando arrivo giù mi sono beccata l’influenza, e non credo ne valga la pena

Lui: e allora scendi direttamente all’ultimo, io ti spoglio e ti do il regalo di Natale anticipato: dove la metto la punta?

Lei: ti vedo un po’ troppo allegro, non è che fai scherzi vero? Non è che confondi un buco per un altro, perché in quel caso so io dove te la metto la punta: nel tritacarne

Lui: ma che hai oggi? Mica faccio il cretino

Lei: che hai tu che sei su di giri, hai bevuto? Fatti baciare che controllo. Lei si sporge, lui la bacia e le mette le mani sul seno

Lui: che due belle palle di Natale

Lei: figurarsi se alla fine non li piazzavi i tuoi doppi sensi idioti

Lui: dai scenditi e spogliati che infilo il torroncino nella calza

Lei: ma tu oggi hai fatto colazione con panettone farcito con viagra al posto dei canditi?

Lui: è il clima natalizio che mi rende euforico, e scendi! Se no salgo io.

Lei: vengo giù, sì. Ma sarà sicura la scala, non è che finiamo sopra l’albero, vero? Hai detto su questo piolo, sono all’altezza giusta? Si spogliano

Lui: sporgiti un attimo ed allarga di più le gambe

Lei: non ho spazio, più di così non posso… ma che fai là sotto, ti serve un mirino? La pianti di farmi il solletico spostando la punta su e giù?

Lui: però ti piace il solletichino

Lei: scende dalla scala, gli dà una spinta facendolo finire col culo sul pavimento. Al diavolo, adesso che mi hai messa in moto lo facciamo così, non fiatare e stattene buono, goditi la giostra che mi è venuta voglia, poi le dico io due parole ai pastori del presepe se ti prendono in giro perché stai sotto.

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Dato che, ultimamente, l’andazzo dalle mie parti è questo, scrivo un altro episodio dei miei due amanti/morosi preferiti, perché la cosa mi diverte… sia chiaro che, se vi va di commentare, io sono ben felice, dite tutto ciò che volete ma non mettetemi in mezzo eh! 

 

Lui e lei mentre lo stanno facendo

 

Lei: nell’impeto – dimmi qualcosa di sconvolgentemente erotico, dimmelo…

Lui: banana

Lei: fermandosi – che? Banana?

Lui: sì, ha una forma evocativa, è esotica e poi è un frutto che ti piace, no?

Lei: se è per questo mi piacciono anche i kiwi. Che vuol dire banana? Ti pare una cosa erotica?

Lui: non lo so, sul momento mi è venuto questo. E poi che vuol dire sconvolgentemete erotico?

Lei: non avevo dubbi che una domanda del genere potesse uscire dalla tua bocca. Che tu non sapessi cosa significa sconvolgente ed erotico me ne ero accorta da un pezzo

Lui: eddai, dammi un’altra possibilità – di nuovo ricominciano

Lei: dimmelo adesso… dimmelo adesso!

Lui: stronza!

Lei: spingendolo viama vaffanculo, ho la faccia di una a cui piaccia essere insultata mentre lo fa? Stronzo sarai tu

Lui: ma non va bene neanche questo? Mi pareva abbastanza erotico, pensavo ti sarebbe piaciuto

Lei: no, questo è il genere di cose che piacciono a te. E mi è andata ancora bene, sarà perché siamo sotto Natale, ma potevo pure beccarmi della troia. Ti ho chiesto una cosa erotica non di immaginare che io sia il tuo capoufficio

Lui: quella sarebbe una fantasia per niente erotica. Senti un po’, cocchina, io adesso mi distendo e tu se vuoi puoi accomodarti sopra, ricominciamo, ma questa volta me la dici tu una cosa sconvolgentemente erotica, così a bruciapelo, intesi?

Lei: nessun problemaricominciano a farlo

Lui: adesso amore, adesso, dimmela… dimmela

Lei: banana.

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LUI E LEI IN CAMERA DA LETTO, dopo aver fatto l’amore. Lei è in baby-doll distesa sul letto che legge una rivista di moda, lui passeggia nervosamente avanti e indietro.

Lei: c’è speranza che la batteria si scarichi o continuerai così per molto? Se durasse così tanto quando facciamo l’amore sarebbe una vera benedizione per la sottoscritta

Lui: che? Parlavi con me?

Lei: no, parlavo con la porta del cesso, ci faccio delle conversazioni più interessanti che con te. Che hai oggi?

Lui: no… niente… cosa leggi?

Lei: quello che si legge dopo una scopata, Famiglia Cristiana. Ci risiamo, è ripartito il moto perpetuo

Lui: è solo che non capisco, è così strano…

Lei: cosa non capisci, perché 2 più 2 faccia 4? Hai scoperto il potere dell’addizione?

Lui: ma stai scherzando?

Lei: il potere dell’ironia invece resta ancora uno sconosciuto, giusto? Dico davvero, che ti prende?

Lui: dicevo, è strano forte… sono tre giorni che te la lecco ma quella non si consuma mai. Visto, lo conosco anch’io il potere dell’ironia

Lei: certo, e padroneggi anche gli arcani segreti della finesse. Qua l’unica cosa che si consuma è la mia pazienza. Perché non vai a farti un giro

Lui: e tu non vieni?

Lei: devo prendere il guinzaglio e portarti a fare pipì nel parco?

Lui: qua tira brutta aria, meglio se vado

Lei: copriti bene che anche fuori tira brutta aria, e poi mi pianti certe scene da moribondo per un semplice raffreddore

Lui: non c’è da scherzare con il raffreddore, basta un niente e si trasforma in polmonite

Lei: mai invece che tu ti trasformassi in un essere pensante

Lui: tu non fai che disprezzare il sottoscritto, ma ti assicuro che in giro c’è di peggio

Lei: sì, il virus Ebola. Vuoi che ti elenchi i sintomi, scommetto che nel giro di tre secondi te li senti tutti addosso. Ma perché voi uomini siete così piagnucolosi?

Lui: siete voi che ci portate ad essere così. Viviamo in uno stato di continua paura per quello che diciamo o facciamo, perché tanto non vi va mai bene niente. L’unico momento in cui godiamo di un po’ di libertà e ci sentiamo amati è quando stiamo male

Lei: povero caro, mi fanno tanta tenerezza i cuccioli malati e sofferenti, lo vuoi un calcio sulle palle?

Lui: vado che è meglio

Lei: è quello che ho detto io due minti fa. Ma si può sapere cosa avevi prima?

Lui: sono nervoso, c’è un argomento che non so bene come affrontare… vedi io ti amo e vorrei sposarti, solo che non so come chiedertelo. Non dici niente? Visto, sono riuscito a farti chiudere la bocca

Lei: guarda che se stavi scherzando io quel calcio ce l’ho sempre pronto

Lui: no, non stavo scherzando, ma non so come chiedertelo

Lei: se vuoi il mio parere questo è un modo idiota per farlo

Lui: è un inizio però

Lei: e se non ti impegni di più quest’inizio sarà anche la fine

Lui: ma tu mi ami?

Lei: se non ti amassi ti avrei già ammazzato da tempo, opzione comunque che tengo buona per il futuro

Lui: ti amo anch’io.

D’altronde tutti hanno bisogno di…

 

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