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Archive for novembre 2008

LUI E LEI IN CAMERA DA LETTO, dopo aver fatto l’amore. Lei è in baby-doll distesa sul letto che legge una rivista di moda, lui passeggia nervosamente avanti e indietro.

Lei: c’è speranza che la batteria si scarichi o continuerai così per molto? Se durasse così tanto quando facciamo l’amore sarebbe una vera benedizione per la sottoscritta

Lui: che? Parlavi con me?

Lei: no, parlavo con la porta del cesso, ci faccio delle conversazioni più interessanti che con te. Che hai oggi?

Lui: no… niente… cosa leggi?

Lei: quello che si legge dopo una scopata, Famiglia Cristiana. Ci risiamo, è ripartito il moto perpetuo

Lui: è solo che non capisco, è così strano…

Lei: cosa non capisci, perché 2 più 2 faccia 4? Hai scoperto il potere dell’addizione?

Lui: ma stai scherzando?

Lei: il potere dell’ironia invece resta ancora uno sconosciuto, giusto? Dico davvero, che ti prende?

Lui: dicevo, è strano forte… sono tre giorni che te la lecco ma quella non si consuma mai. Visto, lo conosco anch’io il potere dell’ironia

Lei: certo, e padroneggi anche gli arcani segreti della finesse. Qua l’unica cosa che si consuma è la mia pazienza. Perché non vai a farti un giro

Lui: e tu non vieni?

Lei: devo prendere il guinzaglio e portarti a fare pipì nel parco?

Lui: qua tira brutta aria, meglio se vado

Lei: copriti bene che anche fuori tira brutta aria, e poi mi pianti certe scene da moribondo per un semplice raffreddore

Lui: non c’è da scherzare con il raffreddore, basta un niente e si trasforma in polmonite

Lei: mai invece che tu ti trasformassi in un essere pensante

Lui: tu non fai che disprezzare il sottoscritto, ma ti assicuro che in giro c’è di peggio

Lei: sì, il virus Ebola. Vuoi che ti elenchi i sintomi, scommetto che nel giro di tre secondi te li senti tutti addosso. Ma perché voi uomini siete così piagnucolosi?

Lui: siete voi che ci portate ad essere così. Viviamo in uno stato di continua paura per quello che diciamo o facciamo, perché tanto non vi va mai bene niente. L’unico momento in cui godiamo di un po’ di libertà e ci sentiamo amati è quando stiamo male

Lei: povero caro, mi fanno tanta tenerezza i cuccioli malati e sofferenti, lo vuoi un calcio sulle palle?

Lui: vado che è meglio

Lei: è quello che ho detto io due minti fa. Ma si può sapere cosa avevi prima?

Lui: sono nervoso, c’è un argomento che non so bene come affrontare… vedi io ti amo e vorrei sposarti, solo che non so come chiedertelo. Non dici niente? Visto, sono riuscito a farti chiudere la bocca

Lei: guarda che se stavi scherzando io quel calcio ce l’ho sempre pronto

Lui: no, non stavo scherzando, ma non so come chiedertelo

Lei: se vuoi il mio parere questo è un modo idiota per farlo

Lui: è un inizio però

Lei: e se non ti impegni di più quest’inizio sarà anche la fine

Lui: ma tu mi ami?

Lei: se non ti amassi ti avrei già ammazzato da tempo, opzione comunque che tengo buona per il futuro

Lui: ti amo anch’io.

D’altronde tutti hanno bisogno di…

 

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Ogni tanto passando da Chissene o sul blog di Scarlett, leggo in alcuni commenti delle forme verbali tipo: amoTI, adoroLO (credo esista) un gergo personale e simpatico. Se lo usi vuol dire che fai parte di un determinato gruppo.

Ho trovato qualcosa di simile anche per strada, un neologismo per esprimere il proprio amore:

ti-lovvo

TI LOVVO, che sia un incrocio tra: I LOVe you e ti VOglio? 

In ogni caso il vecchio TI AMO resiste ancora, lo si trova scritto in verticale, piccolino, sul lampione a sinistra in questa foto:

ti-amo

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Axl Rose ha finalmente pubblicato il tanto atteso, sbandierato, pubblicizzato, mitizzato (era diventato una barzelletta ormai), chiacchierato, pensato, rivisto e corretto nuovo album dei Guns’n’Roses, di cui già da 10 anni (suppergiù) conoscevamo il titolo “Chinese Democracy”. Del gruppo originale è rimasto solo Axl, e giusto per fare un parallelo del tipo: “se tanto mi dà tanto”, chissà che non sia un fenomenale album di ritorno come la mezza puttanata che ci ha proposto Billy Corgan con l’ultimo (nel senso che molti sperano non ne verranno più pubblicati) degli Smashing Pumpkins.

L’ultimo album ufficiale dei Guns risale a 15 anni fa “the Spaghetti incident?” trattasi tra l’altro di una serie di cover. Il panorama rock ultimamente mi pare parecchio asfittico e non so quanto o cosa questo disco potrà dare o aggiungere, staremo a vedere. Intanto James Hetfield frontman dei Metallica ha dichiarato che ascolterà il nuovo lavoro degli ex compagni di tour dei tempi andati, ma che l’attesa non gli ha tolto il sonno. La morte musicale di uno dei miei gruppi preferiti, i Metallica appunto, celebrata ormai da mò con l’album “Metallica”, noto come Black Album, ha invece tolto il sonno a me.

Tornando ai Guns, io sono stato un grande fan di “Apetite for destruction”, loro album d’esordio, poi non mi ha coinvolto la svolta rock-pop, dignitoso e ben fatto comunque, che la band ha scelto per gli album successivi (non che ci sia tanto materiale dopo Apetite), ed è per questo che io preferisco ricordare i Guns così:

Ecco Chinese Democracy il singolo

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Oggi, nel pomeriggio, avevo un impegno. Sapendo che la cosa non sarebbe andata per le lunghe, mi sono portato via la macchina fotografica perché era una bella giornata: limpida, fredda ma non in modo eccessivamente fastidioso, e a me piace passeggiare con un clima del generre, ti stura i pori e ti monda il cervello.

Così vado in campagna: ambiente ameno e sereno, soprattutto tanto silenzio, l’ideale per fare qualche foto (niente di speciale, niente di pretenzioso) e rilassarsi…

anatra

Cammina e cammina arrivo in una stradina secondaria, pubblica ma tranquilla e va chi ti vedo? I cacciatori! Penso che magari posso pure rubare qualche foto interessante. Chiedere direttamente a loro il permesso mi secca, così mi apposto, fotografo un po’ il tramonto e aspetto che arrivino a tiro (come fanno loro con i fagiani; personalmente preferisco le fagiane, ma ognuno ha diritto di divertirsi con l’hobby che preferisce). Ho visto che da un po’ mi puntavano e mi guardavano mezzo torvo, ma ho detto: è lo sguardo fiero del cacciatore. No, no Taglia, ti guardano proprio di traverso, spetta che si avvicinano, fa finta di niente. Magari li metti a disagio perché hai la macchina fotografica in mano e sono timidi. Sono timidi? No-ooo, ti guardano proprio storto. E che cazzo vogliono sti qua…

Poi ho capito nella mia beata ingenuità, io vado in giro con questa tracolla per portare la macchina fotografica:

arklyn perciò: macchina fotografica da safari ecologista, sguardo mio che è normalmente incazzato/torvo con gli estranei, tracolla con simbolo facilmente fraintendibile (quella non è un’arma, ma una macchinetta per fare pircing)… chiaro, quelli hanno pensato che io fossi una specie di militante verde salviamo il pianeta, mi batto per i diritti degli animali… praticamente il loro più acerrimo nemico… mica l’avevo capito sul momento che a me di ste robe qua mi frega poco. Però avevo colto dal loro sguardo che era meglio cambiare aria, che non c’era trippa per il fotografo curioso… ed è finita così

aerei no, che avete capito, non sono le tracce lasciate dai proiettili che mi hanno sparato i cacciatori… sono due aerei che vanno in direzione diversa. Come abbiamo fatto noi, io da una parte loro da un’altra. Alla fine però uno l’ho beccato a distanza di sicurezza… non fatevi ingannare, qui lo zoom è al massimo, in realtà il mio nuovo amico era un puntino all’orizzonte parecchio distante.

cacciatore

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Volevo farvi vedere una cosa, e chiedere un vostro parere.

A far da mangiare mi arrangio, sono un tantino arrugginito rispetto ad una volta, ma se capitasse di finire sull’Isola dei Famosi, meglio, su quella di Lost che lì c’erano i viveri, non vi farei morire di fame. A meno che non ci siano solo scatolette e niente apriscatole.

Però se c’è una cosa che detesto fare sono i dolci, proprio odio fare i dolci, odio l’idea di seguire scrupolosamente la ricetta senza mettere il mio tocco creativo, odio che se il forno non è perfetto il dolce non venga bene, odio dover guarnire al millimetro la torta perché altrimenti, anche se è buona, va sempre di traverso a qualcuno in quanto: ma che brutta, ma che storta.

Odio preparare i dolci e qualche settimana fa, al volo, dopo una giornata campale, ho dovuto preparare un dolce. Ma io odio preparare i dolci (l’ho già detto?) e siccome quando odio fare qualcosa la faccio “artistica”, che è sinonimo edulcorato di “male”, questo è il risultato. Crostata con marmellata di ciliege.

torta

Mia sorella dice che le mie crostate (quelle di frutta e crema mi riescono esteticamente meglio) sono talmente brutte da sconfinare nell’agghiacciante, talmente spaventose che lei non le mangia non per una questione di gusto ma di forma. Talmente venute fuori dal forno di Satana che ogni volta si munisce d’acqua santa, perché teme che tagliandole possa venir fuori qualche demone (testuali parole). Che simpatica mia sorella. Non è brutta la crostata, è artistica, insomma, io le faccio così che pare siano appena uscite da una tela di Van Gogh. Che male c’è, dico io, a non fare tutto prorpio perfetto? Se sono un attimo imbranato nelle decorazioni? Beh, che ve ne pare , voi l’avreste mangiata?

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Lo studente gagliardo che si trovava sui gradini sotto di loro mollò una scorreggia. Dixon si voltò verso di lui, domandando in tono sommesso:

“ha parlato un angelo?”

(“Dedalus – a Portrait of the artist…” James Joyce)

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Curiose coincidenze. Prima di scrivere questo post che avevo in mente da un po’, sono passato da Sophieboop e leggendo il suo di post sull’amore mi è venuta l’ispirazione per chiudere definitivamente un capitolo del mio passato, senza che questo mi sia in qualche modo d’aiuto su come orientarmi riguardo al futuro. Iniziamo:

Ecco una persona che sull’amore ha qualcosa di intelligente da dire e che val la pena di leggere: Sophieboop “SpiderLove”

Ed ora uno che non ne ha mai capito granché, o meglio, io la mia idea chiara in testa ce l’avrei e la potrei così sintetizzare: ci siamo io e te e il resto non esite, fanculo il mondo. Io sono qui con te, esattamente dove vorrei essere, tu sei qui con me esattamente dove vuoi essere, il resto non ha alcuna importanza. Solo che trovare qualcosa del genere è impossibile, o quasi, perché per i supereroi come SpiderLove (di Sophieboop) o il qui presente Mr. Wanted nulla è impossibile e difatti una volta trovai qualcosa del genere. Un rapporto speciale, un rapporto agli occhi degli altri “strano”, e così alla fine io, giovane supereroe ventenne che non aveva ancora dimestichezza con i suoi superpoteri e le perfide trappole di quel mondo che credevo d’aver escluso, mi spaventai.  Ecco, forse io ho tradito il nostro rapporto quando ho guardato “noi” con gli occhi degli altri, il fottuto mondo, e mi è parso che ciò che vivevamo fosse magari non proprio strano, però ne ebbi paura (coglione, ma in fondo avevo ventanni, mica lo potevo capire quanto fortunato ero, lo capisco adesso però, eccome se lo capisco) e un po’ alla volta la tela che ci teneva uniti si sfilacciò. Io la feci sfilacciare e lei non vi si oppose, non lottò, lasciò che tutto finisse, ma non per cattiveria, lo facemmo entrambi con un grande stupore, come se fossimo imbambolati e impotenti davanti a quello che stava accadendo. E a distanza di anni, quando ci capitò di rivederci, ancora non avevamo chiaro cosa fosse successo.

Non era strano il fatto che lei avesse due anni più di me, che sono due anni? strano risultava a molti che l’orizzonte delle nostre vite fosse esclusivamente quella tela di cui parla Sophieboop: c’eravamo io e lei ed il resto non esisteva. Non è un modo di dire, era così: ci incontravamo all’università, ci chiudevamo nell’appartamento di un’amica e restavamo lì e così dalla mattina alla sera, non ragno e mosca, ma due anime che si prendevano cura l’una dell’altra e il cui unico piacere era quello. Finita la guerra con il mondo, c’era qualcosa di più importante da fare. C’era… appunto. E anche la dimensione temporale ha il suo bel peso, perché è questo che conta in amore, faccio un discorso generale non riferito alla mia esperienza sopra descritta: il fatto che si possano prendere dei grossi abbagli e dopo non è la ferita a far male, ma la consapevolezza di aver sprecato del tempo e di non poterlo più recuperare, tempo che si poteva impiegare prendendosi cura di un’anima che avesse voglia di prendersi cura di noi.

Bene, in questi giorni sono così e scrivo così, scrivo prevalentemente per me e non trovo assurdo che gli altri possano non capire o annoiarsi. Concludo con:

Flo, cameriera del Mel’s Dinner, che parla dell’uomo ideale: il mio uomo ideale lo immagino tipo spot pubblicitario, hai presente quello in cui c’è una ragazza che corre in un prato fiorito? Io la cosa la immagino così: ci sono io che corro su quel prato andando incontro al mio principe azzurro. Solo che nessuno mi ha mai detto che in quella corsa mi capiterà di pestare un sacco di merda di vacca”.

Alice, cameriera al Mel’s Dinner, alle prese con l’uomo ideale: “bellezza, le donne mi mettono su di un piedistallo” “bene, saranno contenti i piccioni” “senti cocca, gli uomini come me non crescono sugli alberi” “no, gli uomini come te in genere vengono appesi agli alberi” “la prossima volta ti scriverò un bigliettino d’amore” “immagino che imparerai a scrivere apposta per l’occasione”

Coldplay “Fix you”

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