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Archive for luglio 2009

La liposuzione di Ronaldo

Questa notizia non potevo certo perdermela, fonte Studio Sport.

Colui un tempo noto come il Fenomeno, attaccante della nazionale brasiliana campione del mondo, il giocatore di calcio Ronaldo, non Cristiano, ma questo:

ron

 è stato sottoposto ad un’operazione per ridurre una frattura alla mano, e già che c’era, ha deciso di approfittare dei saldi di fine stagione offerti dall’ospedale per sottoporsi ad una liposuzione. Era indeciso se farsi trapiantare un terzo rene o le branchie che possono sempre tornare utili quando si fa il bagno, ma poi ha optato più che per aggiungere qualcosa, per togliere qualcosa.

Il dettagliato bolletino medico ci fa sapere che negli uomini che hanno superato i trent’anni, tendono a depositarsi dei cumuli d’adipe localizzati nei fianchi (le maniglie dell’amore per capirci) che anche diete ed esercizio hanno difficoltà a far smaltire al soggetto, specie se il soggetto fa poco esercizio e l’unico che gli riesce bene è quello con la mandibola. Per questi motivi su Ronaldo si è deciso di intervenire con una liposuzione localizzata più che sulla panza (davvero una panza da pallone d’oro viste le ultime immagini, anzi, pare che il pallone che un tempo Ronaldo nascondeva agli avversari con funambolici dribbling, adesso abbia deciso di nasconderlo infilandoselo sotto la maglia, e magari anche più di un pallone) sui terribili fianchi.

Da fonti non confermate pare che ciò che dai fianchi è stato tolto venga reinserito nelle chiappe, di modo che il fenomeno possa usufruire della sua posizione preferita: seduto, in modo ancor più comodo. Alla fine tutto è bene ciò che finisce bene.

ronaldo79

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cra“Estate senza nuvole – Ma il cielo è seeeempre più blu, uh-uh-uh…”

 

 

 

 

 

xxx

Un po’ tanto privata questa festa.

 

 

 

 

 

viale

Ma è un’indicazione o una buona idea per il titolo di un libro?

 

 

 

 

 

luce

Mi piace l’idea che anche nelle tenebre più fitte, riesca sempre a farsi strada un raggio di luce. A volte quella luce ce la porta qualcuno e allora si capisce immediatamente che quel qualcuno/a è una persona che vale, una persona con cui vale la pena di fare un bel po’ di strada insieme. E dopo un attimo le tenebre tendono a diradarsi, e se tornano tu hai quella luce lì a portata di mano che le rende meno scure, meno dense, meno angoscianti. Sì, esatto, questo è il prossimo spot dell’Enel…

Agosto ormai è alle porte: buone vacanze a tutti

 

viaggio

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Un titolo ed un post che potrebbe aver scritto un giornalista della redazione di Studio Aperto.

Ma se lascio da parte i brividi che mi corrono lungo la schiena, pensando al titolo a pseudo-effetto, a quanto sto per scrivere e al fatto che mi sento tanto Macchiavello (ma vogliamo parlare di Safiria Leccese? Non era lei… o forse era l’altra che le somiglia… che aveva litigato con uno sposino abruzzese dopo il terremoto a l’Aquila, perché lei a tutti i costi voleva riprendere il matrimonio e quello preferiva vivere quel momento speciale con la famiglia in intimità, e lei urlava “il diritto di cronaca, il diritto di cronaca”, ma vai a cagare!), devo dire che una domanda me la sono posta da quando mi è sembrato di vedere che in giro nella rete, nei blog intendo, rispetto ad un anno fa, un anno e mezzo, l’aria è cambiata, qualcosa è cambiato (anche senza Jack Nicholson). Mi sembra infatti che il blog non sia più quel centro di aggregazione che catalizzava piccole o grandi comunità di internauti che interagivano tra loro. Mi sembra che tutto un po’ alla volta vada sfumando, che quel mondo stia scomparendo, o almeno non abbia più la vitalità di un tempo. Resta saldo chi parla di politica, roba del genere, ma i blog come agorà virtuale per discutere anche e solo del gusto di gelato che più ci piace, mi pare siano in via di estinzione, o per meglio dire che l’attività che vi si svolge, il dialogo, il piacere di comunicare, vada esaurendosi.

Mi sono ancora chiesto se (ed eccomi in pieno clima Studio Aperto, manca solo il servizio finale su Anna Falchi nuda, o la sgallettata di turno) non sia perché ora a catalizzare l’attenzione, divenendo luogo di ritrovo privilegiato, semplice e immediato, ma permettetemi di dire anche parecchio vuoto con tratti di insulso, non sia Facebook.

Ho finito, tutto qui. Resta solo un po’ di tristezza.

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Quando fa caldo…

Se dovessi utilizzare un’immagine pregnante per rappresentare il mio rapporto con l’afa, direi che quando una cappa di caldo appiccicoso attanaglia l’atmosfera: mi cascano le palle. Sto fisicamente in uno stato di prostrazione che mi fa venire l’angoscia. Niente da fare, il caldo mi butta giù, con il freddo la mia mente è sempre attiva, sveglia, propositiva, sopportabilmente ottimista, con il caldo non ho forze né fisiche né mentali.

In queste occasioni una sana, intelligente, risata mi dà un po’ di sollievo (oltre alla doccia). Se sono solo la risorsa principale per rilassarmi e ridere senza subire gli urti del caldo (ma anche degli altri) è la televisione. Se uno fa affidamento alla tv per rilassarsi e divertirsi sta fresco! Cioè: ciccia. In queste occasioni penso a cosa mi picerebbe guardare, cosa mi manca di più alla tv. In questo momento avrei voglia di ridere con Daria:

 

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Fanculo l’estate.

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Già pare anacronistico il titolo, se pensiamo che oggi (ma anche nei tempi passati eh) ci sono molti uomini che fanno largo uso di trucchi, creme, lozioni (l’abominio vero a mio avviso è la depilazione delle sopracciglia e quella integrale, ma la mia è una considerazione tanto personale quanto gretta, ossia spiritualmente limitata). Tanto per dire: il nuovo, già ex (credo, non intendo approfondire) moroso dell’Arcuri girava con gli occhi più truccati di lei.

Ora, in fatto di trucco (viste anche le premesse) non è che io sia un esperto o abbia granché da dire: sia come uomo che non pratica la cosa sia, d’altra parte, come uomo privo di genio.

make_up_01L’ispirazione per ciò che segue (che ultimamente in fatto di ispirazione per aggiornare il blog – ma più che ispirazione che quella c’è, direi in fatto di voglia – più che gretto sono greto, prosciugato nello specifico) viene dal post di Eppifemili, e possiamo pure citare il salvifico mantra di Alessia “lucidalabbra”  o le disavventure di Monia che causa caviglia dissociata, non ha potuto partecipare ad un matrimonio vestita e preparata come avrebbe desiderato. Tutto ha a che fare con l’arte delle donne di farsi belle (più in generale di attraversare la vita con un tocco di sublime classe). I link ai post ci sono, non mi pare il caso di spiegare, anche perché chi legge qua sa già a cosa mi riferisco.

make-up-yslRagazze con trucco o senza trucco? La bellezza viene esaltata da un trucco ben fatto o viene mortificata? Trucco: estetica del bello alla sua massima espressione o, appunto, parva innaturalia?

Baudelaire ha le idee chiare: in tutto ciò che è naturale (che ha a che fare con la natura) risiede il lato più terribile dell’uomo: ad esempio il delitto come istinto di sopravvivenza, o piacere ecc. Quanto di buono c’è nell’uomo avviene per via di virtù, e la virtù è frutto di ragione e calcolo. La virtù è artificiale (ossia non connaturata alla natura), la virtù eleva al soprannaturale. Il male si fa senza sforzo, naturalmente, il bene è sempre il prodotto di un’arte. Detto questo come premessa, Charles dice che la donna è nel suo pieno diritto, e addirittura compie un dovere, sforzandosi di apparire magica e soprannaturale grazie al trucco; bisogna che stupisca e affascini: essendo un idolo deve indorarsi per essere indorata, deve divinizzare la sua fragile bellezza. Deve prendere a prestito tutte le arti e i mezzi per elevarsi al di sopra della natura, non deve nascondere il trucco, può farne sfoggio ma non con affetazione e piuttosto con una sorta di candore. Pure Ovidio è d’accordo, l’importante per lui è che quando una donna si trucca non ammetta mai nella sua toletta gli uomini, che non devono esser messi a parte dei suoi segreti di bellezza.

shrek-the-fifthC’è pure chi la pensa diversamente, tanto per citarne uno: Tertulliano non la vede mica bene la cosa, se Dio avesse voluto una pecora blu l’avrebbe dipinta di blu, perciò il trucco che modifica ciò che Dio ha creato è più competenza e manifestazione del demonio, perciò non va bene. Il trucco è una manomissione della natura. Non vi dico della storia degli angeli che si invaghiscono delle donne, ci danno dentro per un po’ ma poi si stufano, e allora i demoni per riaccendere il loro desiderio forniscono il maquillage alle donne ecc. Interessante poi la sintesi del suo pensiero: truccarsi è divenire immagine. Tertulliano amava le immagini come io e Dracula amiamo l’aglio. Sulla stessa scia il pedagogo Clemente di Alessandria: truccarsi è distruggere la bellezza della natura.

Cosmetic applicatorE così molti altri: chi a favore, chi contro. Ma leggendo ho osservato che nessuno considera ciò che c’è alla base dell’operazione di truccarsi, e non mi riferisco tanto all’esperienza, non mi riferisco alla misura (sapere come esaltare l’immagine di sé senza esagerare fino a ridursi ad una maschera grottesca), non mi riferisco alla grazia, qualità che connota il viso di una donna ben truccata, ma mi riferisco alla fatica! La fatica. Una ragazza si prepara perché ha piacere di essere bella, lo fa per sé, certo, ma lo fa anche per te (se è fidanzata, e per gli altri: amici, parenti, sconosciuti, alte donne) e siccome spesso truccarsi è un piacere, ma come ogni attività umana rappresenta anche una fatica e se parliamo di depilazione pure una tortura, se quella graziosa ragazza è la tua fidanzata lei non solo ti offre un’immagine e una prospettiva della sua belleza, ma ti offre la fatica che ha fatto per preparare quell’immagine di sè. 

Se la mia lei mettendosi il sandaletto mi fa vedere con piacere lo smalto che si è data e io lo trovo bellissimo, è così non solo perché lei è bellissima e lo è sempre anche senza il trucco (mutano però i riflessi della sua bellezza, perché dire sei bella sempre, senza cogliere le diverse forme in cui la sua bellezza si manifesta, con o senza trucco, è da superficiali e da cialtroni, significa che in realtà non la guardi – lei è bellissima quando è truccata e preparata per un’occasione speciale e la vedi sorridere, lei è bellissima quando appena sveglia e senza trucco ti sorride, il suo sorriso ha forme, implicazioni, riflessi e una luce completamente diversi in un caso o nell’altro, ma qualitativamente non c’è differenza, e se tu ti trovi in uno scalino della scala evolutiva che ti permette di cogliere la diversa  forma della bellezza e ti senti tremare le ginocchia e senti una sensazione di benessere che dallo stomaco si propaga in tutto il corpo, allora sai che hai di fronte una ragazza non comune, sai che quella bellezza non è solo immagine di sé ma ti arriva dentro e incide in te così a fondo, perché è una bellezza  profonda radicata dentro di lei, e ogni volta lei te ne mostra una parte diversa e tu sei un privilegiato, un felice fino all’estasi privilegiato) ma è bellissima perché c’è lei, c’è la sua fatica, c’è il suo piacere di essere bella. C’è un attimo sospeso di infinita gioia da condividere.

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