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Archive for the ‘cinema’ Category

Sorprese inaspettate

Shibata Toyo, poetessa (a 92 anni), scrive “La vita può cominciare quando meno te lo aspetti”

Verità sacrosanta. Ogni tanto qualche parola di speranza, specie di sti tempi, fa bene leggerla.

La vita inizia, o ci sorprende, o cambia, o ci conquista, quando uno meno se lo aspetta, e a tal proposito c’è un gran bel film con Paul Newman, che consiglio, si intitola “La vita a modo mio”.

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Se ti siedi davanti al pc, ti metti a scrivere, guardi lo schermo e pensi: qui non mi pareva di aver messo un punto; torni indietro con il cursore (per ben due volte), provi a cancellare il punto ma quello non se ne va. Allora osservi da vicino lo schermo e ti accorgi che non si tratta di un punto, ma di un’indefinita macchia tonda, capisci che è tempo di pulire lo schermo.

In fatto di pulizie questi sono due specialisti:  i fratelli Sheen(Estevez) nella commedia, Il giallo del bidone giallo, (1990)

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Il galateo a tavola

Buone maniere a tavola: quando il galateo non capisce una cippa.

Nello specifico concentro la mia breve analisi su: chi deve essere servito per primo? Il galateo esige che si servano prima gli ospiti, poi i familiari, per ultimi noi.

Ma se voi conoscete la cucina, e avete anche e solo un minimo a che fare con il cucinare, capirete come ciò sia sbagliato. Se avete un ospite a cui tenete in modo particolare, e gli servite un primo piatto, ebbene quell’ospite deve essere servito per ultimo. Perché il piatto che avrà il maggiore e più succulento condimento, sarà proprio quell’ultimo piatto, quello preso dal fondo della padella o della terrina in cui, ad esempio, della pasta è stata unita e mescolata con il sugo.

Perciò non affidatevi al galateo, ma al buonsenso (e al sottoscritto): l’ospite a cui tenete di più è quello che va servito per ultimo, perché riceverà il piatto migliore. E se qualcuno degli altri storcerà il naso per questa vostra estemporanea scelta, non invitatelo più a casa vostra, o mandatelo direttamente affanculo e senza passare dal via. Sappiate che voi siete nel giusto, e il vostro ospite ve ne sarà grato.

E a proposito di cene, convivialità e voglia di divertimento, questo è un gran bel film: Invito a cena con delitto

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Qual è una delle situazioni più imbarazzanti per un vip, o una star di fama mondiale? Posto che farsi beccare senza mutande oggi fa acquisire punti di merito, più che creare imbarazzo, e che se ti parte una scorreggia puoi sempre dire di essere il testimonial dell’Activia con il bifidus attivo-molto-attivo, passiamo alla numero tre della lista, che di colpo diventa la numero uno

Matt Damon, ospite del Late Show, ha raccontato di essersi trovato in questa situazione:

è a Londra per girare un film e, con la famiglia, decide di andare al parco. Si avvicina a Matt una coppia di giovani sposi spagnoli, che gli chiedono di fare una foto e lui, disponibile e contento, dice: ma certo. Mette il braccio intorno alle spalle della ragazza, e pianta un sorriso da conquista di Hollywood.

Matt dice di capire che qualcosa non va, quando il marito invece pianta su un’espressione da: brutto figlio di puttana togli le mani da mia moglie. L’espressione dice questo, mentre a parole gli spiega che desiderava che Matt facesse loro una foto. Non lo avevano riconosciuto.

Ora, Matt ha spiegato a David Letterman che l’imbarazzo non era tanto verso la coppia di spagnoli che non l’avevano riconosciuto, ma nei confronti della moglie dell’attore, che un paio di metri più in là era piegata in due dalle risate.

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Venere e Giove

Non so se in queste sere vi sia capitato di alzare lo sguardo al cielo. A me capita spesso. Sono stato un astrofilo per un certo tempo, con il mio fedele telescopio Newtoniano, giallo, il Konus Dorado, me ne andavo a campi ad osservare stelle, pianeti, deboli luminescenze di nebulose lontane. Oggi campi dalle mie parti ce ne sono pochi (e non è molto igienico stazionarvi di notte) e l’inquinamento luminoso è tale che non ne vale più la pena. In vita mia sono riuscito a vedere una sola volta, ad occhio nudo, la via lattea: in Sardegna.

Bene, se avete sollevato il naso al cielo in queste sere, vi sarà di sicuro capitato di vedere due “stelle” luminose, specie sul far del tramonto, che stazionano molto vicine. Quei due punti luminosi non sono stelle, bensì due pianeti: Venere e Giove. Una congiunzione particolare, non frequente, uno spettacolo che ci regala questo 2012.

E c’è gente che scrive agli osservatori astronomici per chiedere se si tratti di UFO: – No, stia tranquillo signore, non sono navi aliene, si tratta solo di due enormi comete che si stanno dirigendo verso la Terra, alla fine ha visto che i Maya avevano ragione? (Il quadro lì sopra è di Pietro Liberi, Giove sulle nuvole tra divinità femminili).

Un bel film di invasioni aliene? Uno molto più intelligente dei tanti polpettoni che ci propinano adesso? La Guerra dei Mondi, il film del 1952 però, non quella minchiata di remake targato Spielberg.

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La cricca del cattivo fare in cucina, capitanata dall’anticucina (per scelta o pigrizia) Benedetta Parodi, colpisce ancora. Cosa ne penso dei vari cotto e mangiato l’ho già scritto in questo post, ma non finisco di stupire.

Un’altra deliziosa ricetta viene proposta sulla rubrica di cucina, che la Parodi cura sulle pagine del TV Sorrisi e Canzoni. La meravigliosa lasagna ai carciofi fatta con: pasta fresca già preparata (e qui ancora ci siamo, in commercio ce ne sono di ottima qualità); besciamella che immagino confezionata, primo non è scritto come farla, poi conoscendo… cubetti di cotto (ah, ne esistono di già tagliati e pronti in confezione, nel caso vi fosse sfuggito, no eh, di sicuro non vi è sfuggito) ed ecco la meraviglia delle meraviglie: volete una lasagna ai carciofi? Benissimo, comprate la crema di carciofi già pronta, quella in barattolo. Mmmh che bontà, mi invitate a cena? Ho i brividabadibidi

Ma poi sta roba la mangiate davvero? Comprate i surgelati che fate prima, o meglio ordinate una pizza, fate ancora prima e spendete meno. Che soddisfazione può dare confezionare un piatto del genere? Uno può sentirsi fiero di averlo preparato? Può in tutta coscienza proporlo agli ospiti, o darlo da mangiare ai propri figli? Il sapore di sta lasagna, deve essere paragonabile al morso dato alle scarpe di un maratoneta, smesse dopo 250mila chilometri percorsi nel deserto. La tossicità (parlo di tossicità) la stessa di quelle scarpe.

Questa non solo è roba immangiabile, ma fa pure un male tremendo all’organismo! Vi avvelenate cazzo, sono conservanti e chimica da 4 soldi. Preparare la stessa lasagna con ingredienti freschi vi porterebbe via solo un po’ di tempo in più, quel tempo lo trascorrereste in famiglia ottenendo il doppio benefico risultato di giovare alla digestione, e rafforzare le relazioni familiari.

Ma non è finita, già che ci siamo, per la serie: cosa non si farebbe pur di andare in televisione! Malati di protagonismo. Ho visto chef, o presunti tali nonostante le loro stelle Michelin, sfilare nel programma televisivo della Parodi. Ora, caro chef stellato, o tu non sai cosa sia fare dell’ottima cucina (e può benissimo essere), oppure tu pur di andare in televisione partecipi a qualsiasi programma (comprese le previsioni meteo), senza informarti su come sia quel programma. Se poni in cucina la stessa cura che metti nell’informarti, meglio tenersi alla larga dal tuo ristorante.

Ma cosa sta diventando la cucina in Italia? Favorevole a questa esplosione modaiola di cucina di cui si parla ovunque e si fa ovunque, contrario ai cattivi maestri, contrario ai cialtroni che lo fanno di mestiere e avvallano cattivi maestri, pur di ritagliarsi l’ennesimo spazio in tv, che neanche Alessia Mertz ai tempi era così attaccata ad un passaggio televisivo.

Eccolo un vero chef: Remy, del film Disney-Pixar Ratatouille (il miglior film sulla cucina che mi sia capitato di vedere). Passione, attenzione, cura, amore per gli ingredienti, voglia di far star bene gli altri!

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La notizia del giorno in rete è che Belen, al festival di Sanremo, non portava le mutande, probabilmente la cosa deve essere imputata alla crisi.

Dopo aver pagato Enel, gas e canone Rai anch’io mi trovo, come Belen, letteralmente senza mutande.

La crisi è qualcosa di palpabile e presente, non sono più chiacchiere da bar, catastrofismo da fine del mondo, oppure furboneria cialtronesca per dichiarare meno e non pagare le tasse. Non analizzo sintomi e prove evidenti di questa situazione (non ora almeno), che sono sotto gli occhi di tutti. Piuttosto mi chiedo dove andremo a finire: tutti senza mutande?

Tra crisi e latitanza delle mutande mi viene in mente il film The Survivors – Come ti ammazzo un killer (ma quanto brutte sono talvolta le traduzioni dei titoli di film o libri stranieri?) con Walter Matthau e Robin Williams. La trama contempla un paio di mutande mancanti, crisi economica nera, disoccupazione e killer professionisti. Williams e Matthau si incontrano in un dinner, dopo essere stati all’ufficio di collocamento (perdono il lavoro entrambi causa recessione), qui vengono rapinati da un killer professionista che, a causa della crisi economica (va fiacca anche nel suo settore) è costretto a  compiere rapine comuni. Il rapinatore-killer impone agli avventori di spogliarsi, per facilitare la sua fuga, ma Matthau si rifiuta di farlo perché, non avendo fatto il bucato, non indossa le mutande. Ne nasce una mezza discussione, approfittandone Mattahu e Williams sventano la rapina. Nella lotta Matthau toglie il passamontagna al killer e lo vede in faccia. Da qui iniziano le roccambolesche avventure che coinvolgono i due compagni forzati Williams-Matthau (la dinamica da strana coppia funziona bene anche qui), in una godibile commedia, leggera nonostante i temi trattati e con una punta di surreale che la arricchisce. Battute spiazzanti e buon ritmo.

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