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Archive for the ‘Love-lipopp’ Category

inizialmente sbattere con decisione, successivamente lavorare poco per volta ma con una certa energia, fate sentire che ci siete, ciò permetterà che aumenti bene il volume, ci vuole pazienza ed attenzione, imparerete con la pratica […] procedere sollevando e sbattendo […] non scaldare troppo, la temperatura non deve essere eccessivamente elevata, altrimenti non funziona […] a questo punto procedere con un movimento avvolgente, ritmato, dal basso verso l’alto ma delicato in modo che i due composti si uniscano alla perfezione uno sull’altro, non bisogna avere fretta, piano e con cura. Quando sarà tutto ben montato…

… se volete anche le dosi per fare la torta margherita servono: 130 gr di farina, 150 di zucchero, 70 di fecola, 4 uova, 1 bustina di zucchero vanigliato, 2 cucchiaini di lievito, a piacere 100 gr di burro.

Non mi piace e trovo riduttivo lo stereotipo cucina-seduzione/cucina-sesso, presupposto su cui si basano tutti i film che ho visto e che trattano di cucina, tranne l’unico veramente sensato e ben fatto che è Ratatouille; direi piuttosto che più azzeccato è  il connubio pasticceria-sesso.

Mi trovavo a trascrivere una serie di ricette per impasti base di pasticceria e più leggevo e trascrivevo, e più nelle azioni descritte mi pareva di cogliere metafore più o meno velate (come lo zucchero o la crema inglese ben cotta), rimandi, verbi, che rappresentassero non il modo di procedere per preparare un dolce, ma un appagante incontro amoroso, con un inizio fatto di energici preliminari pieni di passione e poi una fase d’amore prolungata ed attenta.

Mai piaciuta la pasticceria, ma mi sa che mi ci converto.

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Vi è mai capitato di pensare: voglio essere una persona migliore? Vi è mai capitato di porvi l’obiettivo di migliorarvi e crescere ogni giorno?

A me no. Mi sono sempre creduto uno migliore, finché non ho conosciuto lei, finché non mi sono guardato attraverso i suoi occhi, finché non mi sono visto nudo attraverso lei, e decisamente ho preso coscienza di quello che ho, comunque, sempre saputo: non sono un migliore, eh già.

Voglio essere una persona migliore, voglio esserlo per lei. Un passo alla volta.

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Gli uomini sono animaletti complessi e allo stesso tempo molto semplici da prendere e comprendere nei loro recessi psicologici. Tra di loro non c’è alcuna differenza di età, censo, cultura ecc. le dinamiche di pensiero sono uguali per tutti i maschi, e a chi fosse contrario alle lacunose generalizzazioni dirò che generalizzare salva: generalizzando posso dire che tutte le tigri sono pericolose e perciò non è il caso di avvicinarsi ad esse, ho forse sbagliato generalizzando? Che l’uomo lo ammetta o no, che ve lo faccia capire o meno, esistono dei punti sensibili che irrigidiscono (e non nel punto desiderato) il maschio, ed io vi dirò quali sono i comportamenti da evitare così da renderlo felice, rendendo anche voi felici che non avrete accanto uno che sbuffa, o che si è trasformato in una mummia perché non parla più. Fallo felice intitolava simpaticamente e ambiguamente un libro sull’eros, ci vuole un niente perché lui scodinzoli allegro, perché quest’esserino che trae i processi cognitivi e le dinamiche di comportamento dalle sue radici ataviche, sia sereno. Radici ataviche perché noi maschi nel profondo non siamo mai usciti dalle caverne del paleolitico, ed è così che viviamo e ci misuriamo con gli altri, con il wireless in una mano, certo, ma emotivamente con una clava sull’altra e lo sguardo truce, perché nessuno venga a fare pipì nel nostro territorio. Perché alla fine è tutta una questione di sesso, e la vita di qualsiasi uomo gira attorno al suo sesso. Di seguito dimostrerò quanto appena enunciato, che il nucleo emotivo dell’uomo è immutato dal paleolitico. Non ci possiamo fare niente.

1. Non traditelo. Mi pare il minimo, se poi fosse lui a tradirvi, beh, sapete cosa dovete fare e non devo certo dirvelo io. Ma se il vostro lui è una persona che vale, direi che non è il caso di appesantirgli la testa con un soppalco di due tonnellate di ramificazioni frondose. Più che altro perché è scomodo passare attraverso le porte con popò di struttura da condonare, ed ogni uomo che si rispetti nel suo intimo è pigro, terribilmente, compiaciutamente pigro. Quelli costantemente dinamici hanno solo una coscienza più sviluppata, lo fanno per poi poter tranquillamente dire, senza sensi di colpa o essere rimproverati: adesso mi rilasso, birraaaaaa.

2. Non parlategli mai dei vostri ex, primo è assai probabile che al vostro lui non interessi una cippa; secondo: non fosse mai che dal vostro passato salti fuori un semidio con il corpo di Pitt e la faccia di Clooney, esperto maestro del sesso. Già ci misuriamo con secoli e secoli di storia maschile (idee sbagliate e leggende metropolitane sul sesso e come funzioni per le donne, la chimera dell’orgasmo ecc.) e con tutti gli altri maschi del pianeta (chi ce l’ha più lungooooo), ci mancherebbe pure il fantasma dell’ex in camera da letto. Inibente-inebetente.

3. Attenzione: i suoi amici maschi gli sono simpatici, i vostri amici maschi gli stanno sulle balle. Matematico, non fidatevi se vi dice che quel tipo è tanto simpatico, non è così.

4. Corollario alla precedente: non uscite mai da sole con un vostro amico maschio. I tette (di qualunque misura) -à-tete con un amico: cene, shopping, cinema, teatro, concerti ecc. impostati su: ma è solo un caro amico, figurati… ci fanno girare l’intestino crasso. Anche se lui abbozza un sorriso non è di accondiscendenza, è una smorfia perché gli acidi ribonucleici gli stanno venendo su. La regola vale anche se l’amico è dichiaratamente gay, perché come il Santo Santissimo Povia 😯 ricorda: Luca era gay e adesso sta con lei. Luca era gay, sta con lei e adesso fa l’etero al pronto soccorso del policlinico Gemelli, perché gli ho staccato le palle. Al concerto portateci il vostro lui, sì, è chiaro che Tiziano Ferro non gli piacerà e farà ventimila storie, ma alla fine sarà orgoglioso e felice di essere lì con voi, anche se le smorfie apparentemente diranno il contrario, ma è solo una posa! Siamo maschi: coerenti lì dove non dovremmo esserlo.

5. Corollario al corollario: per la gloria di Odino, non fate che il vostro confidente intimo sia un uomo, la spalla su cui piangere e confidarvi un uomo, ma santa polenta come direbbe Al Bano maschio doc, il mondo è strapieno di donne, trovatevi un’amica. Perché Luca era gay ma adesso sta con lei.

6. Lo so che quei complimenti lì che vi fa quel tipo lusingano tanto il vostro ego, vi fanno sentire apprezzate anche fuori dal cortile di casa, ma metteteci con garbo e fermezza un freno, tirate su un muro, perché se poi lo fa il vostro lui, modello muratore bergamasco, su quel muro il galante viscido ci sbatte il muso contro, e alla fine chi ci rimette è il vostro moroso che ha cementato i mattoncini del muro con le gengive del galante.

7. Corollario alla precedente: anche gli uomini sono ormonosi, in circolo hanno il testosterone, niente dolori per noi, ma l’irritabilità è la stessa del vostro periodo mensile.

8. Quando Sex and the City fa danno. Capita raramente, viva S.and the C., ma succede. Fate in modo che la vostra vagina non sia argomento di pubbliche discussioni. Ok, è vostra, ma in un rapporto di coppia è normale che la si consideri anche un po’ nostra (nostra inteso come di lei e lui, della coppia, non proprietà maschile, ma gioia esclusiva dei partner). Non ci piace in particolare che altri maschi commentino, facciano frizzi e lazzi su quello che è il nostro (ripeto, inteso di lei e lui) intimo. È il nostro Eldorado, il tesoro nascosto, l’esclusiva di lei e lui, il segreto, il nucleo dell’intimità e dell’amore perché ci piace sapere di avere l’esclusiva laggiù, l’esclusiva di una parte speciale della persona speciale che amiamo, qualcosa di solo nostro e che gli altri ci invidiano. E suvvia, non ci possiamo permettere la Ferrari per essere invidiati, lasciateci almeno questo. È il piacere, la gioia, qualcosa di mio e solo mio… ok, non la tiro lunga, via le sovrastrutture: è il nostro territorio di caccia non ci vogliamo intrusi in mezzo. Ci piace pensare che ci sia una parte remota ed inaccessibile al resto dell’umanità, ci piace pensare di essere speciali e i più fortunati perché solo noi pascoliamo e razzoliamo a sud del vostro equatore, ma se quell’umanità ci mette il naso dentro è come se ci sentissimo noi, e anche per voi, violati! L’uomo è molto sensibile eh, sotto i muscoli pulsanti batte un cuore tenero.

9. Infine il biscottino, dategli ogni tanto il biscottino, il contentino di qualsiasi natura e tipo, ci vuole poco per farlo scodinzolare allegro, davvero poco ma ricordatevi di dargli il premio se è stato bravo, e ogni tanto premiatelo semplicemente perché lo amate. Anche la bestiola ha bisogno di sentirsi amato, apprezzato e considerato, non è solo esclusiva di voi donne. L’uomo non chiederà mai, anche se non usa il Denim, ma poi il meschino mi va in depressione.

10. Sesso? Beh, fatelo, fatelo, fatelo, fantasia e piacere di stare insieme nel pieno e totale rispetto l’uno dell’altra. Che ve devo dì, saprete ben cosa fare e come, no? Se no affittatevi un porno.

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Già pare anacronistico il titolo, se pensiamo che oggi (ma anche nei tempi passati eh) ci sono molti uomini che fanno largo uso di trucchi, creme, lozioni (l’abominio vero a mio avviso è la depilazione delle sopracciglia e quella integrale, ma la mia è una considerazione tanto personale quanto gretta, ossia spiritualmente limitata). Tanto per dire: il nuovo, già ex (credo, non intendo approfondire) moroso dell’Arcuri girava con gli occhi più truccati di lei.

Ora, in fatto di trucco (viste anche le premesse) non è che io sia un esperto o abbia granché da dire: sia come uomo che non pratica la cosa sia, d’altra parte, come uomo privo di genio.

make_up_01L’ispirazione per ciò che segue (che ultimamente in fatto di ispirazione per aggiornare il blog – ma più che ispirazione che quella c’è, direi in fatto di voglia – più che gretto sono greto, prosciugato nello specifico) viene dal post di Eppifemili, e possiamo pure citare il salvifico mantra di Alessia “lucidalabbra”  o le disavventure di Monia che causa caviglia dissociata, non ha potuto partecipare ad un matrimonio vestita e preparata come avrebbe desiderato. Tutto ha a che fare con l’arte delle donne di farsi belle (più in generale di attraversare la vita con un tocco di sublime classe). I link ai post ci sono, non mi pare il caso di spiegare, anche perché chi legge qua sa già a cosa mi riferisco.

make-up-yslRagazze con trucco o senza trucco? La bellezza viene esaltata da un trucco ben fatto o viene mortificata? Trucco: estetica del bello alla sua massima espressione o, appunto, parva innaturalia?

Baudelaire ha le idee chiare: in tutto ciò che è naturale (che ha a che fare con la natura) risiede il lato più terribile dell’uomo: ad esempio il delitto come istinto di sopravvivenza, o piacere ecc. Quanto di buono c’è nell’uomo avviene per via di virtù, e la virtù è frutto di ragione e calcolo. La virtù è artificiale (ossia non connaturata alla natura), la virtù eleva al soprannaturale. Il male si fa senza sforzo, naturalmente, il bene è sempre il prodotto di un’arte. Detto questo come premessa, Charles dice che la donna è nel suo pieno diritto, e addirittura compie un dovere, sforzandosi di apparire magica e soprannaturale grazie al trucco; bisogna che stupisca e affascini: essendo un idolo deve indorarsi per essere indorata, deve divinizzare la sua fragile bellezza. Deve prendere a prestito tutte le arti e i mezzi per elevarsi al di sopra della natura, non deve nascondere il trucco, può farne sfoggio ma non con affetazione e piuttosto con una sorta di candore. Pure Ovidio è d’accordo, l’importante per lui è che quando una donna si trucca non ammetta mai nella sua toletta gli uomini, che non devono esser messi a parte dei suoi segreti di bellezza.

shrek-the-fifthC’è pure chi la pensa diversamente, tanto per citarne uno: Tertulliano non la vede mica bene la cosa, se Dio avesse voluto una pecora blu l’avrebbe dipinta di blu, perciò il trucco che modifica ciò che Dio ha creato è più competenza e manifestazione del demonio, perciò non va bene. Il trucco è una manomissione della natura. Non vi dico della storia degli angeli che si invaghiscono delle donne, ci danno dentro per un po’ ma poi si stufano, e allora i demoni per riaccendere il loro desiderio forniscono il maquillage alle donne ecc. Interessante poi la sintesi del suo pensiero: truccarsi è divenire immagine. Tertulliano amava le immagini come io e Dracula amiamo l’aglio. Sulla stessa scia il pedagogo Clemente di Alessandria: truccarsi è distruggere la bellezza della natura.

Cosmetic applicatorE così molti altri: chi a favore, chi contro. Ma leggendo ho osservato che nessuno considera ciò che c’è alla base dell’operazione di truccarsi, e non mi riferisco tanto all’esperienza, non mi riferisco alla misura (sapere come esaltare l’immagine di sé senza esagerare fino a ridursi ad una maschera grottesca), non mi riferisco alla grazia, qualità che connota il viso di una donna ben truccata, ma mi riferisco alla fatica! La fatica. Una ragazza si prepara perché ha piacere di essere bella, lo fa per sé, certo, ma lo fa anche per te (se è fidanzata, e per gli altri: amici, parenti, sconosciuti, alte donne) e siccome spesso truccarsi è un piacere, ma come ogni attività umana rappresenta anche una fatica e se parliamo di depilazione pure una tortura, se quella graziosa ragazza è la tua fidanzata lei non solo ti offre un’immagine e una prospettiva della sua belleza, ma ti offre la fatica che ha fatto per preparare quell’immagine di sè. 

Se la mia lei mettendosi il sandaletto mi fa vedere con piacere lo smalto che si è data e io lo trovo bellissimo, è così non solo perché lei è bellissima e lo è sempre anche senza il trucco (mutano però i riflessi della sua bellezza, perché dire sei bella sempre, senza cogliere le diverse forme in cui la sua bellezza si manifesta, con o senza trucco, è da superficiali e da cialtroni, significa che in realtà non la guardi – lei è bellissima quando è truccata e preparata per un’occasione speciale e la vedi sorridere, lei è bellissima quando appena sveglia e senza trucco ti sorride, il suo sorriso ha forme, implicazioni, riflessi e una luce completamente diversi in un caso o nell’altro, ma qualitativamente non c’è differenza, e se tu ti trovi in uno scalino della scala evolutiva che ti permette di cogliere la diversa  forma della bellezza e ti senti tremare le ginocchia e senti una sensazione di benessere che dallo stomaco si propaga in tutto il corpo, allora sai che hai di fronte una ragazza non comune, sai che quella bellezza non è solo immagine di sé ma ti arriva dentro e incide in te così a fondo, perché è una bellezza  profonda radicata dentro di lei, e ogni volta lei te ne mostra una parte diversa e tu sei un privilegiato, un felice fino all’estasi privilegiato) ma è bellissima perché c’è lei, c’è la sua fatica, c’è il suo piacere di essere bella. C’è un attimo sospeso di infinita gioia da condividere.

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Per un’ora d’amore non so cosa farei… o forse sì? Sì, lo saprei, altroché!

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E’ come l’alba della vita e dell’allegria, è il vero significato del sole (C. Bukowski)

Dì, lo so che se tu vuoi puoi rallentare il cammino del sole, ci puoi fare ciò che ti va con le stelle – le hai imprigionate nella tua lampada azzurra – è per questo che tutto con te è incredibile, perché tu sei incredibile; anche io, ogni tanto, guardandomi penso di esserlo, non sono incredibile ma mi convinco d’esserlo se sto con te, e quando mi baci non mi importa più del sole e delle stelle e di me, restano solo la vita e l’allegria: tu! Cazzo, se non è incredibile questo…

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Dico a te, sì proprio a te attempato podista che passeggi di buon passo in un parco grande quanto metà di Manhattan, e nonostante ciò continui a passare a due cm dal telo in cui ci siamo accomodati io e la mia gioia. Dico a te, che tra l’altro sfoggi una discreta faccia di chiulo con un orgoglio che è proprio fuori luogo, credimi, come fuori luogo è il tuo continuo passare a quei due centimetri in un parco enorme in cui potresti pure perderti da tanto spazio c’è, e ho l’impressione, dico così eh, a sensazione, che se ti perdessi manco i parenti più stretti ti cercherebbero, oh podista scassapalle. Ok, capisco che uno in un parco non possa pretendere di avere l’intimità che ha a casa propria, ma podista, hai proprio rotto il cazzo!

Voi due laggiù, sì, voi due ragazzetti distesi sul telo che avete a disposizione un parco grande quanto la metà di Manhattan, e nonostante ci siano dozzine di meravigliosi punti di vista, vi siete orientati in modo da poter guardare me e la mia gioia. Ve ne state a pancia in giù con le mani che vi tengono il mento e puntate giusto nella nostra direzione, dritti come un fuso, che se mi viene da lasciarmi un po’ più andare, non posso. Ok,  capisco che in un parco uno non possa pretendere di avere l’intimità che ha a casa propria, però, ragazzetti, avete proprio rotto il cazzo eh! Ma fate come gli altri due lì accanto, quelli hanno scelto un’altra direzione, e un’altra posizione, sono uno sopra all’altra! Quelli il parco se lo godono e si godono la reciproca compagnia. Ripeto, avete rotto il cazzo!

No! Pure l’uccello, di specie e forma a me ignota con un ciuffo alla Little Tony, ci guarda e si posa sul ramo del salice a un metro da noi; uccello il ramo di un salice non è tanto resisten… appunto, come volevasi dimostrare, l’uccello casca dal ramo pendente del salice finendo in mezzo all’erba con un tonfo niente male. Ok, capisco che in un parco uno non possa pretendere di avere l’intimità che ha a casa propria, ma l’uccello ebete no eh!

“Taglia ma quanto la fai lunga, ti sei divertito? Sei stato bene?”

“altroché, alla grande!”

“e allora perché rompi?”

“ma mi pareva d’essere in mezzo a guardoni, gente (e uccelli) che non ha un minimo di discrezione; voglio dire, è così fuori dalle regole dell’universo  il concetto che, se ci sono due persone insieme, piacevolmente, amabilmente, confidenzialmente insieme, uno evita di scassare la minchia?”

“vabbè, dai, poteva andare peggio”

“Sì? E in che modo”

“Poteva piovere”

“difatti poi ha piovuto” ok, capisco che uno in un parco non possa pretendere di stare al coperto come a casa propria, ma pure la pioggia ha proprio rotto il cazzo…

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