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Archive for ottobre 2009

C’è posta per te

Grazie, grazie, tenchiu veri grazie per il francobollo memico che mi hanno girato:

Eppi

e La Strega

e che io distribuisco a piene mani a tutti color che passando di qua volessero fregiarsi dell’occhio di Ra nel loro blog. Sì tutti voi, perché lo meritate, perché voi valete! Perciò quando tornerete a casa, dai vostri blog, fate loro una carezza e dite: questa è la carezza del Papa, cioé del Taglia, e poi sentitevi liberi di appiccicare il francobollo sul vostro blog e se qualcuno vi chiedesse: chi te l’ha dato? Rispondete: questo è il francobollo che mi ha donato il Papa, cioé sempre il Taglia. Pace e bene.

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Non mi piacciono le generalizzazioni, ma è innegabile che in certe situazioni uomini e donne abbiano dinamiche di pensiero completamente diverse e antitetiche, del tipo che se tu uomo provassi a spiegare una cosa/situazione/circostanza e come la vedi ad un altro uomo quello ti capirebbe al volo, ma se la stessa cosa tu la spiegassi ad una donna quella ti guarderebbe come se fossi un alieno. E naturalmente ciò ha senso anche quando il primo fattore dell’equazione è una donna: donna spiega a donna che la capisce al volo una cosa che un uomo troverebbe assurda pertanto incomprensibile. E non solo quando si parla di realtà estranee all’uno o all’altro sesso, es. un pedata sulle palle (uomini), la migliore marca di rimmel (donne). Ma anche in situazioni che fanno parte dell’esperienza di vita di entrambi. Esempi concreti? Che siate uomini o donne attingendo alla vostra di esperienza scommetto che ve ne verranno subito in mente.

Guardavo una trasmissione televisiva, in fatto sentimentale, ad esempio, si diceva che questa differenza di prospettive è data dalla differente concentrazione in Adamo ed Eva di testosterone. Mah, la cosa mi puzza e non ci credo ma se l’hanno detto i dottoroni sarà così.

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Prima di High School Musical, prima di Zac Efron c’era lui: il leggendario Vinnie Barbarino (John Travolta).

Non so quanti di voi abbiano visto questa divertente sit-com (appartiene alla mia infanzia, la trasmettevano su tv locali) titolo originale “Welcome back Mr. Kotter” ambientata in una scuola newyorkese di un quartiere degradato, tra povertà, poca voglia di studiare (la classe di Vinnie è una classe ghetto in cui finiscono gli studenti con i voti più bassi, derisi dagli altri compagni, odiati dal preside in quanto sovvertitori dell’ordine, non pecoroni buonini e sorridenti, ma gente che guarda in faccia ciò che non va e prova a reagire a suo modo, grazie all’aiuto di un prof che ha a cuore le sorti dei suoi studenti), necessità di emergere, questione raziale ecc. ma tutto trattato con grande umorismo e senza retorica o fare la paternale al telespettatore.

Io comincerò a diventare un vecchio rincoglionito eh, ma perché ho tanto l’impressione che High School e minchiate del genere ottenebrino le menti dei giovani, mentre le care vecchie sit-com di un tempo (o i film di un tempo) oltre a farci divertire ci insegnavano qualcosa, azzardo ci aiutavano a crescere, ma senza falsi moralismi, senza storielle blande e vuote per decerebrati incapaci di pensare. Ma forse si vuole proprio che sti giovini non sviluppino una loro lucida e analitica capacità critica? Che siano tanti pupazzetti come quelli che dimenano i fianchi tra larghi e mostruosi (perché vuoti) sorrisi come Zac Efron e compagnia? Mah.

Fatto sta che tra le zuccherose e avvilenti storie di High School, tra la banalità dei film genere giovanlistico che vanno adesso, il vecchio Vinnie Barbarino (come Bluto-John Belushi di Animal House) i suoi compagni Washington e Horshac, il caro vecchio prof. Kotter risultano ancor più leggendari.

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Intitolava così un suo libro Philip K. Dick (e non uno dei suoi migliori a detta dei conoscitori di quest’autore, io l’ho letto e devo dire che si lascia leggere). Che cosa sognano gli androidi che di cose ne hanno viste sui bastioni di Andromeda e al largo della cintura di Orione? Che cosa sogniamo noi che di cose tutti i giorni ne vediamo e ne sentiamo anche se restiamo con i piedi ben saldi sulla nostra amata Terra?

Ma soprattutto: lei cosa sogna?

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Povero Johnny Deep

Johnny Deep ha dichiarato che tutte le mattine si alza, si guarda allo specchio e piange, perché per lui la sua bella faccia è una condanna. (Fonte: Omnibus, La7)

Tutte le mattine io mi alzo, mi guardo allo specchio e piango pensando alla terribile disgrazia occorsa a Johnny Deep.

Però se li guardo bene sti due paiono fratelli… e pensare che bastava un niente perché Johnny fosse come Gattuso e non dovesse più disperarsi, natura crudele.

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