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Archive for the ‘meme’ Category

C’è posta per te

Grazie, grazie, tenchiu veri grazie per il francobollo memico che mi hanno girato:

Eppi

e La Strega

e che io distribuisco a piene mani a tutti color che passando di qua volessero fregiarsi dell’occhio di Ra nel loro blog. Sì tutti voi, perché lo meritate, perché voi valete! Perciò quando tornerete a casa, dai vostri blog, fate loro una carezza e dite: questa è la carezza del Papa, cioé del Taglia, e poi sentitevi liberi di appiccicare il francobollo sul vostro blog e se qualcuno vi chiedesse: chi te l’ha dato? Rispondete: questo è il francobollo che mi ha donato il Papa, cioé sempre il Taglia. Pace e bene.

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Honest Scrap

La gentile honestawardIrish Coffee mi ha onorato (come dicono i giapponesi, e io oggi ho sonno – capirai che novità – e quando ho sonno mi vengono gli occhi stretti, due fessure, ergo a mandorla perciò posso anche esprimermi come un giapponese) del premio Honest  Scrap che consiste nel raccontare dieci cose di sé (di me nello specifico). Iniziamo:

sono uno che tende talvolta a preoccuparsi eccessivamente, a pianificare per evitare sorprese, che si arrovella e pensa troppo, questo inibisce l’azione, cioè tendo a bloccarmi, ad essere titubante. Dovrei recuperare un po’ di sana inconsapevolezza.

Sono fondamentalemnte una persona buona… qualcuno vuole darmi un morso? Niente condimenti per favore.

Sono quasi astemio, nel senso che bevo raramente alcool, in genere un goccio di vino a Natale, basta. Non fumo e non mi drogo. In Bacco tabacco e Venere, mi concentro su Venere; in sesso droga e rock’n roll ne ho due su tre invece.

Una volta scrivevo con passione, frenesia, un’ansia febbrile, adesso lo faccio molto più raramente.

Continuo a leggere però… ma non studio più… mi sto intristendo

Ho frequentato la scuola alberghiera, mi piace cucinare, mi piace l’idea di cucinare insieme a Lei, la mia Lei, mi piace mangiare insieme a Lei, mi piace fare un sacco di cose insieme a Lei, mi piace la vita da quando c’è Lei, perché mi piace Lei, chiaro.

Mi piace fare fotografie ma non credo di amare la fotografia, o almeno la amo a piccole dosi, nel senso che è un’attività che ti isola completamente dal mondo (non che sia mai stato un problema per me isolarmi, ma adesso ne ho molta meno voglia), la fotocamera pone una barriera tra te e il mondo che ti costringe a non guardarlo più, pare paradossale ma è così. Ci vuole sangue freddo per fare foto.

I miei orizzonti sono piuttosto limitati, nel senso: sto benissimo nel mio mondo, ci faccio entrare poche persone. Adesso il mio mondo non è più solo mio, ragione in più per proteggerlo ancor di più. Non sono scorbutico, so stare in situazioni mondane e comportarmi a modo con gli altri, mi piace anche uscire con amici vari, per carità, solo che non ho bisogno di loro, non perché mi creda migliore o che, ma perché avere a che fare con il mondo è impegnativo ed io sono pigro.

Sono una persona onesta che tiene alla sua dignità, non mi piace fregare o prevaricare gli altri e mi comporto educatamente anche con gli stronzi, tendo a sdrammatizzare perchè so che non ne vale la pena (fino ad un certo punto però, poi mi incazzo).

Tendo ad essere goloso, non smodatamente, ma amo i dolci (anche se ne mangio pochi appunto perché so di essere goloso), i pop corn fatti in casa, gli snack, le M&m’s, le arachidi e la frutta secca, il té con i biscotti, le lasagne, i fritti, i tramezzini, le piadine e le patatine, i gelati, la cioccolata specie con le nocciole, il croccante… Detesto McDonald’s, mangio poca carne, carne rossa mai (al massimo nel ragù).

Adesso dovrei premiare altri dieci blogger, ma in genere questa è la parte che salto: primo, perché non ci arrivo a dieci; secondo, perché a questo punto quei quasi 10 hanno già fatto il meme, per cui se qualcuno del mio blogroll vuole raccogliere la sfida, si senta libero di farlo, io vi amo tutti, vi premierei tutti…

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Fa schifo!

Non è bello ciò che è bello, io sono bello

Fa schifo:

  • il governo: di qualunque forma o colore esso sia, fa schifo per antonomasia (anche perché è difficile distinguere forme e colori);
  • il lavoro: perché qualunque lavoro uno faccia, abbia scelto o gli tocchi, il lavoro è una fregatura, non sarebbe meglio impiegare quel tempo facendo l’amore, shopping, viaggiando, leggendo ecc.? E se qualcuno non è d’accordo, quel qualcuno ha qualche problemino;
  • quelli che ti dicono che hai qualche problemino, o più in generale quelli che sanno esattamente di cosa hai bisogno, come sei fatto, cosa è adatto o non per te, qual è la tua strada, dove sbagli, cosa devi o non devi fare, cosa devi o non devi indossare, dire, comprare, leggere, sapere, lettera e testamento, tra l’altro hai messo su qualche chilo;
  • la bellezza, o per meglio dire la forma assurda, idiota e distorta di bellezza veicolata dai mass-media, che poi porta a omologare le donne verso la bruttezza abominevole e svilente, creando tante Nina Moric, che Dio abbia pietà di noi;
  • la cioccolata… no, volevo vedere se eravate attenti, fanno schifo: le code, le diapositive delle vacanze dei parenti, pestare la cacca di cane, le zanzare, l’afa, i telefilm Matlock, Supercar, Crossing Jordan e pure i Jag, le classifiche, i tormentoni estivi, la sveglia, la domenica sera, il giorno di chiusura del tuo ristorante preferito, i Kiss, l’insonnia, la lasagna che è finita nel tuo ristorante preferito (tanto valeva che chiudeste allora), la pioggia al parco, il sole quando hai l’influenza, i parcheggi a pagamento, i treni di Trenitalia, il puerile hip hop italiano, le istituzioni-i negozi-gli uffici-l’università (segreteria e prof) ecc. che hanno il sito internet, ti dicono di contattarli via mail e non ti rispondono mai, mai! Il: cosa preferisci? Con due opzioni: panettone o pandoro, Rolling Stones o Beatles, ecc. ma non posso averli entrambi, cosa me lo impedisce? Tu e le tue domande cretine? Le scottature da troppa esposizione al sole (dolore!), gli opinionisti televisivi, Porta a Porta, la moviola, quello che occupa il tuo posto auto…

Nello specifico, le 5 cose che mi fanno schifo (questo potrebbe valere come meme, è che anche i meme mi fanno schifo… esagerato!):

  • i film di Muccino;
  • la mediocre e vuota musica da clasifica scritta per i fenomeni usciti dai sedicenti talent show televisivi (e per restare in tema musicale pure Katy Perry mi sta sulle balle);
  • le insistenti, maleducate, televendite telefoniche (e per restare in tema il fatto che certe volte il mio cellulare completi a puntate gli sms che ricevo);
  • Pier Ferdy Casini come emblema di ipocrisia, retorica bieca, opportunismo, classismo, affarisimo arraffone e paraculo…
  • l’aglio in cucina in dosi eccessive, anche in dosi moderate in certe occasioni e in certi piatti.

 

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Dato che il premio è stato proposto sulle pagine di questo blog, dato che Monia la conosco da un po’ di tempo, mi è sembrato naturale che la premiazione avvenisse proprio a Fumisterie City.

aud Scarlett (che qui vediamo in una foto di repertorio) ha proposto di assegnare un premio a Monia, mica potevamo far cadere la cosa nel vuoto. Si è deciso di chiamarlo premio Tiramisù, non solo perché è un dolce che piace a tutti, ma anche per il nome evocativo del dolce stesso: tirami-sù, mi tiri su, mi contagi di buonumore, va che se vengo a leggere qualche post o tuo commento in giro per la rete, non ho mai la sensazione di perdere tempo, anzi!

Luca Argentero ha subito e con gioia accettato di consegnare il premio

lucaargentero1 “Taglia” mi ha detto “non so proprio come vestirmi, quasi-quasi io mi presento così” ed io gli ho detto “ma ti pare il modo? E’ un’occasione speciale” dai di qua e dai di là, alla fine l’ho convinto, perciò Monia sta tranquilla che il premio verrà a consegnartelo vestito! Sei contenta, vero?

L’Argentero ci teneva così tanto che il Tiramisù ha voluto prepararlo lui, e quando l’amica e collega Violante Placido si è offerta di aiutarlo, lui si è incazzato “Giù le mani dal Tiramisù di Monia! Ci penso io!”

luca-cioc

E alla fine ecco il premio Tiramisù che, mi preme sottolinearlo, verrà assegnato a Monia e unicamente per quest’anno, poi verrà ritirato, proprio come la maglia del Milan numero 6 che solo Baresi poteva indossare 😉 Buon appetito:

tiramisu

Ecco finché mangi, in quanto padrone di casa io faccio il discorso:

copia-di-punisher-profilo (Sì, mi rendo conto che il fotomontaggio sia inguardabile, però ho voluto mantenere l’anonimato e così ho lasciato il mio vero corpo, ed ho messo la faccia del primo cha capitava… dite che sarebbe stato meglio il secondo? Facciamo che è meglio il dolce, il Tiramisù nello specifico)

Monia la blogger più simpatica che ci sia

insieme a lei non arriva mai l’epifania

(a cosa ti riferisci scusa, mica l’ho capito?

Al fatto che l’epifania porta via tutte le feste e ciò ci rende tristi ma ciò

non succede quando c’è Monia, con lei è sempre festa

Insulsa forte come cosa, senti qua e impara:

Monia la blogger più figa della rete,

a non leggere i suoi post è come annegare nei flutti del Lete.

Meglio così non ti pare?

Insomma…)

 

Ogni cuore confuso che balbetta alla vita

trova ristoro e conforto, la via non più inaridita

(e il cuore che balbetta, non è plagio da Dylan Thomas?

Sospetto che tu abbia intenzione di rompermi le palle fino alla fine, giusto?

Osservazione acuta

Ricomincio o vado avanti?

O)

 

È una cuoca provetta, ti fa la tagliatella,

ma la cipolla la fa piangere, povera stella

(anche sta poesia se è per questo…)

 

I suoi cucciolotti di zampe ne han otto

la piccola Nina fa sempre casotto

(e i cani cosa c’entrano?

Lei ne parla nel blog, sono i suoi gioielli

Che bravo, mettiti pure tu a scodinzolare così di zampe ne facciamo 12)

 

Se un fiore a lei volessi regalare

sulla Malvarosa ti dovresti orientare

(Malvarosa?

Sì, c’è un riferimento a questo fiore su Pennac, essendo uno dei suoi autori preferiti magari uno ci fa anche bella figura, no?

Senz’altro meglio di sta poesia)

 

Ma per farla felice non serve un fiore,

regalale libri, orecchini o un radiatore

(inutile chiedere perché un radiatore, giusto?

Non mi veniva niente che rimasse con fiore, e poi così fai felice il papà di Monia che è pilota)

 

Parla perfettamente inglese e francese

dalle sei mesi e ti impara anche il cantonese

(sì, e poi ti cucina gli involtini primavera)

 

I suoi capelli per lei son cruccio e vanto

se fossi un pettine di stare lì in mezzo non sarei mai stanco

(piano, piano, qui non ti pare di farla fuori dal boccale? Ho capito che c’è l’esaltazione poetica, ma non allargarti, che Monia va in palestra e un manrovescio sa come piazzartelo)

 

Concludo dicendo una cosa sensata,

ringrazio il buon Dio che ce l’ha donata

(almeno su questo siamo d’accodo) 

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Ce l’ha fatta!

Già, è stata una corsa estenuante, una gara memorabile, una rimonta appassionante che mi ha lasciato fino alla fine con il fiato sospeso. Ebbene, qui, oggi, celebro il sorpasso! Mica lo splendido film di Dino Risi interpretato da Gassman, macché, il sorpasso del post, una gara tutta interna a Fumisterie City:

Le perversioni degli italiani (letto 341 volte) che, partito con un certo svantaggio in quanto scritto dopo, ha finalmente superato il post Leggere i Tarocchi (333) piazzandosi così alla posizione numero uno dei post più letti! La gara chiaramente è ancora in corso, chissà cosa ci riserverà il futuro, magari do una letta ai tarocchi giusto per vedere se la situazione cambierà ancora, ma d’altronde tira più un pelo della donna di cuori che cento mazzi di carte e mi sa che il distacco si allargherà ulteriormente.

Ed ora con quel vecchio avvinazzato di Ludwig gaudeamus… lalala-lalala- fa girare quella cazzo di pinta Ludwig

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 The Blues Brothers: perché mi piacciono le storie assurde, fuori dall’ordinario, mi piacciono le persone fuori dall’ordinario, perché anch’io non sono tanto in asse, e perché mi piace la musica e mi piace stare da solo e mi piace fottermene, ma se qualcuno ha bisogno non mi tiro indietro (dovrò pur fare qualcosa della mia cazzo di vita, no?). Per farla breve sono il terzo fratello Blues: Jack, Elwood e Taglia, anche se non sono in missione per conto di Dio.

 

Asakusa: il quartiere di Tokyo, il quartiere di Kitano e Kawabata, il quartiere che fa convivere gli estremi in un perfetto, cristallino, equilibrio. Un quartiere in continua, magmatica trasformazione. Asakusa che è come la vita che ricompone i contrasti, li sana, non li fa sembrare più così distanti. Ad Asakusa convivono sensazioni antitetiche. Asakusa che è santa e puttana; dolce, compassionevole e crudele, è rifugio o luogo di perdizione e morte, in cui non c’è differenza tra giorno e notte. Dove ci sono gli Yakuza e le geishe e contemporaneamente trova posto uno dei maggiori santi templi di Tokyo. Asakusa è come la vita, come essa dovrebbe essere.

 

 (foto di Tom Ruddock) Le ragazze: mi piacciono le ragazze (mi piace chiamarle ragazze che suona meglio di: donne), mi piace un sorriso spontaneo tanto quanto uno spudorato. Mi piace l’idea che se esco con una ragazza lei si trucchi, e mi piace credere che lo faccia per me, anche se più probabilmente lo fa anche per me. Mi piace parlare con le ragazze perché parlano di tutto, gli uomini (molti di loro) in genere scelgono un settore di conversazione, in quello si specializzano e da lì non si muovono: calcio, macchine, musica (se sei fortunato), qualche volta libri (ma è una snervante competizione a chi ce l’ha più lungo). Mi piacciono le ragazze con le palle (basta che quelle palle non siano le mie), come Kate Nash, che non hanno paura di mandarti affanculo, ma solo quando è necessario, e che sanno anche essere pazienti, disponibili, comprensive, ma solo quando è necessario, e che ci tengano davvero a me e questo sempre! Mi piacciono le Shirley McLaine, e non cambierei una Shirley nemmeno per dieci frigide Marylin Monroe.

 

  L’arte, la pittura in particolare. Il mio rifugio, il luogo in cui mi nascondo e mi maschero perché sono uno che sogna ad occhi aperti e alla, talvolta, merdosa realtà ha sempre un’alternativa molto più spettacolare da opporre, un universo intero che si struttura tutto nella mia testolina. Se fossi Dio staremmo tutti meravigliosamente bene. L’arte, la sua storia, la critica d’arte era quello che nella vita sapevo fare meglio, semplicemente perché quella era (ed in parte è) la mia vita.

 

 Gli scacchi: perché sono un convinto cultore del silenzio (non sempre, chiaro) come dimensione privilegiata per tirare il fiato e staccare da tutto e tutti, e siccome talvolta qualcuno nel silenzio potrebbe pure annoiarsi, o scoprire cose di sé che non gli vanno a genio: debolezze, alibi per mascherare quelle debolezze, fallimenti, errori, allora se non ha voglia di curare cicatrici è meglio che tenga la mente occupata, cercando di capire come evitare di farsi travolgere dall’avversario, pensando contemporaneamente a come fottere l’avversario, scoprendo poi di dover lottare sulla scacchiera contro quelle stesse debolezze a cui uno credeva di non dover pensare.  

 

E per ultima il: più una. La più autentica, quella che meglio mi rappresenta. Purtroppo non si vede bene, ma sotto il collo mi ha punto una zanzara. L’unico uomo con bubbone da zanzara il 17 ottobre… ciò la dice lunga

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Diamonds Weblog

Per prima cosa vorrei ringraziare Euclide che mi ha inserito tra i suoi magnifici 7, adesso io snaturerò leggermente la cosa (d’altronde è ciò che faccio sempre) e colgo l’occasione per parlare brevemente della comunicazione nei blog, poi ci metto la mia lista senza seguire regole.

 

Che il mio rapporto con la comunicazione che si sviluppa nei blog sia difficoltoso è cosa nota, nota a me almeno in quanto ha a che fare con il mio modo d’essere nella realtà che qui tendo a modificare. 

 

Blog che parlano d’arte o di libri: capitolo visto, chiuso, disgustato quanto basta. Alla faccia della mia candida idea che da qualche parte si potesse creare un’utile agorà virtuale in cui scambiarsi pareri, informazioni, spunti, riflessioni. Macché: ibride, tautologiche, autoreferenziali mescolanze di niente, trincee che negano ogni forma di costruttiva comunicazione. Tutti nascosti nei loro blog a parlare prevalentemente a se stessi, tutti a nascondersi per non far vedere che in fondo non hanno un cazzo da dire (consideratemi umanamente il più grande imbecille sulla Terra, ma concedetemi un attimo di credito in ambito arte, non fosse altro perché l’arte è stata la mia vita per dieci anni, e lo è ancora, anche se in modo diverso), e se ci provano non fanno che reiterare comode quanto svilite formule da pseudo-critica, tanto vuote quanto dannose. Ringrazio sentitamente invece Monia, Micia ed Alessia che da questo punto di vista mi sono state utilissime, fornendomi preziosi e ricchi consigli.

 

La comunicazione nel blog ridotta alla sua essenza è “riconosco me stesso nell’altro”. La cosa può essere alternativamente negativa e positiva. Negativa se in quel riconoscersi perdiamo di vista la specificità dell’altro, cancellandolo, cerchiamo solo ciò che ci accomuna (cerchiamo noi stessi) e non cogliamo le sfumature che ci differenziano. Positiva, invece, quando questo lavoro di ricerca e selezione delle differenze lo si fa, così si evita di specchiarsi su di uno schermo colorato e si inizia a dialogare.

 

Benone, l’ho fatta moderatamente breve. Io mi trovo qui, ritirato come Voltaire o Petrarca a coltivare (faticosamente) il mio piccolo orticello, il mio mondo virtuale, ed è una cosa che mi dà un gran gusto.

 

Credo che nessuno si offenderà (spero soprattutto non la blogger in questione) se dico che metà di quel mio mondo virtuale (anzi, più della metà) è rappresentato da Acrimonia, come testimoniato dall’imperituro gemellaggio. Ne avrei di cose da dire su di lei: molte stupide (perché è il mio marchio di fabbrica l’idiozia, ma qui non è proprio il caso) altre personali, qualcuna di intelligente (capita anche a me), ma poi rischierei di fare un post nel post, rischierei soprattutto di perdere la misura. Tò beccati questo :mrgreen:

 

Ho in quell’orticello anche dei punti di riferimento, segnano i confini della proprietà 😀

Alessia che tra le altre cose mi ha insegnato che non è necessario giustificare ciò che si scrive, o farsi tante paranoie. Bene, registrato. E che deve insegnarmi un sacco di cose sullo shopping perché lì sono carente;

Ani l’ex principe azzurro (è passata di moda come definizione, ma tanto io sono uno che vive fuori dal tempo… sì, magari) il fratello che non ho mai avuto, il figlio che vorrei, uno che a dispetto di tutto e tutti sa usare il cervello (e che scrive bene!), anche perché conviene farlo prima che scada la garanzia. E poi sull’ammmore la pensiamo allo stesso modo.

Giovanni e i suoi Myspace, una boccata d’ossigeno, uno a cui rompere le balle quando ti serve un consiglio in materia musicale, uno che ama l’arte, uno che si fotografa mostrando le chiappe, un grande in definitiva.

Fede che si incazza, sbollisce, le viene mal di testa e poi si incazza di nuovo e poi… e poi è finita la giornata e se ne va a letto, l’angolino di questa Terra che ama di più. Come darle torto.

Meriinga che me la tengo buona perché è l’unica persona che io conosca ad essere stata in tv (almeno non nella pagina della cronaca del tg regionale), c’è più lei su Rai1 che il papa.

Euclide che è una prof che non pare una prof. Perché adesso esiste il modello prof, l’archetipo? Certo, ognuno di noi ha in testa i suoi modelli di prof, e lei non riesco a incasellarla, e vuole essere un complimento.

 

Una menzione speciale va a Micia che non ha un blog (credo) ma che sono orgoglioso di poter vantare come visitatrice del mio orticello. Già, per me lei è come l’Uomo del Monte. E chiaramente chi a tutto ciò mi ha iniziato coinvolgendomi a colpi di caustica, intelligente ironia ossia Chissene.

 

E poi, come quando si ritira il premio Oscar, mi va anche di ringraziare chi passa da queste parti e lascia un commento: Scarlett, Matteo, Warp9, Sara.

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