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Archive for marzo 2011

Da  curioso e appassionato  ricercatore in ambito culinario (in questo spronato, aiutato, coadiuvato dalla morosa),  volevo scrivere un post sulla cucina in TV. Mi accorgo che l’argomento è vasto.

La cucina è diventata una tale presenza ingombrante nei palinsesti che ormai, dopo quest’abbuffata, cominciamo ad essere sazi. Persino in Geo e Geo c’è l’angolo delle ricette. Potremmo parlare a lungo di tutte le trasmissioni culinarie: dall’interessante Eat Parade di rai 2, al più sofisticato Gusto rotocalco del tg di canale 5, al noioso Cuochi e Fiamme. Potremmo parlare dei cuochi: dall’estro poetico di Fabio Picchi (maestro e depositario della tradizione) che partecipa ad Eat Parade, alla ragguardevole competenza di Vissani, fino all’insipienza della Ravaioli. Ma io mi vorrei concentrare su un aspetto particolare.

La cucina, essendo elemento di moda (crescono a macchia d’olio le scuole e i corsi di cucina, per non parlare dei blog), fa sì che tutti si improvvisino cuochi. In questo non c’è nulla di male, anzi! Non c’è nulla di male se vi si avvicina con rispetto, attenzione e curiosità. Se invece ci si improvvisa e si butta là senza un minimo di amore e scienza, si crea un circuito mostruoso ed abberrante. Ed eccoci al punto: il successo di Cotto e Mangiato che raccoglie attorno a sè un giro di adepti del cattivo fare che mi ha sinceramente stupito. Guardando talvolta la Parodi all’opera sono rimasto senza parole. Usa prevalemtemente ingredienti in busta, i preparati, tutto già pronto. Per me è una cosa che sta fuori da ogni logica, tanto più se si vuole consigliare (non dico insegnare) la cucina alla gente: mirepoix di legumi già tagliata , in busta e pronta. Addirittura il parmigiano già grattato in busta. Ma mi volete dire che le persone che lavorano ed hanno poco tempo, non ce la fanno neppure a grattugiarsi un pezzetto di formaggio? O pelare una carota fresca da mettere nel fondo di cottura di un risotto? Ora, la cucina proposta non solo deve essere abominevole nel gusto, ma è anche insana: un coacervo di conservanti, additivi e chimica nociva. E’ quanto di più lontano possa esserci dal cucinare italico, dalla tradizione, dal gusto, mi vien da dire dal buonsenso di un paese che sa mangiare (almeno lo credevo) e che sempre più ha coscienza di quanto importante sia scegliere il giusto e sano ingrediente per vivere bene.

E la questione: “c’è poco  tempo il già pronto conviene” riferita a chi lavora, è un alibi che non regge: basta vedere la ricchezza e la varietà di ciò che, per chi ha poco tempo, chef Gordon Ramsay fa e insegna nel suo F Word. E tutto con ingredienti freschi.

Questa non vuole essere una contrapposizione partigiana tra chi è professionista e chi non lo è, distinzione che in cucina ha senso solo fino ad un certo punto, ma una distinzione precisa tra buoni e cattivi maestri.

Ricorrono  i 150 anni dell’unità d’Italia:

 celebriamo degnamente anche la ricchissima tradizione culinaria italiana, fatta da un microcosmo di piatti regionali che ci vorrebbero 10 vite per sperimentarli tutti; fatta di ingredienti sani e freschi (e di stagione!). E celebriamo la sapiente capacità degli italiani di mangiare, anche se la mia incrollabile fede (forse fin dall’inizio troppo ottimistica) sulla sapienza italica a tavola comincia a vacillare. 

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… ieri, 10 marzo, ha compiuto 71 anni l’inossidabile (perché è fatto di plastica) Chuck Norris. Però: già 71, in effetti se si considera che Rete4 trasmette le repliche di Walker Texas Ranger da almeno 40 anni, i conti tornano. Ma Chuck Norris è molto di più: grandissimo karateca; è stato attore in film come L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, di cui io ricordo la scena del combattimento con Bruce Lee (al Colosseo se non sbaglio…), in cui Bruce Lee strappa i peli del petto a Chuck Norris. E poi Invasion U.S.A. e Delta Force, roba così (ma sempre mille volte meglio dell’inutile Steven Segal). Gran patriota, ultimamente lo ricordiamo come il più famoso (e forse unico) sostenitore del candidato presidente ultrareazionario Huckabee.  Lo spot fatto insieme meriterebbe l’oscar:

E insomma, anche se in ritardo: buon compleanno Chuck, buon compleanno Walker Texas Ranger.

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Jumping the shark

Il salto dello squalo è un’espressione utilizzata dai critici televisivi statunitensi, per indicare il punto (la puntata) in cui una serie televisiva inizia un’inversione di tendenza sia negli ascolti, che la porta a non essere più popolare, sia qualitativamente nella scrittura delle trame che risultano inverosimili o non più incisive come prima. L’espressione deriva da una puntata di Happy Days in cui Fonzie scommette di poter saltare uno squalo facendo sci nautico (in effetti quella doppia puntata non è granché, e da lì in poi neppure Happy Days sarà più granché). Il calo e la perdita di qualità di una serie sono, a mio modo di vedere, fisiologiche, è curioso però isolare il momento esatto in cui la serie intraprende la via verso il baratro.

Mi piacciono le serie televisive e ho i miei personali Jumping the Shark:

Dottor House: da quando la “squadra” lo lascia e inizia il toto nuovi assistenti.

E.R.: la puntata in cui muore il dottor Green.

Gilmore Girls: quando Rori inizia l’università, la puntata con il primo giorno in cui arriva a Yale, quella del materasso, quel materasso che Luke deve trafugare/portar via dal dormitorio di Yale, per sostituirlo con quello che piace a Rory…

N.C.I.S.: la puntata in cui uccidono Kate.

Friends: la puntata in cui Chandler e Joy vincono per scommessa l’appartamento di Rachel e Monica.

I Robinson: quando Denise ritorna a casa Robinson con un marito ufficiale della marina e una figlia acquisita.

I Chips: quando Baker esce dal cast alla fine della 5^ stagione.

Pappa e ciccia: quando Roseanne e la sorella Jackie vincono la lotteria.

Samurai: non ha avuto alcun jumping shark! Rispettosamente porgo i miei omaggi al grande Itto Ogami.

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Com’è cresciuta

Credo sia una bella soddisfazione, mi sento proprio come un genitore orgoglioso. Lei continua a crescere. Io non ho fatto molto, anzi, se fosse stato per me sarebbe rimasta sempre al punto di partenza, piccola. Invece la vita è così, si cambia, si cresce. E io in questi anni l’ho vista crescere, un po’ alla volta, ma sempre di più… cresceva… cara lei, ogni giorno si fa sempre più cara… porca troia la benzina è arrivata a 1,5 e rotti!

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