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Archive for novembre 2009

Sì, sono prugnoso e rompicazzi/ sono peggio di Bigazzi…

… però mi provocano…

 

l’aperivito (o come lo chiama qualcuno l’ape, ti stimo fratello): dopo cena, ore 21.30, io e la mia dolce metà appagati dalle reciproca compagnia e dopo una lasagna favolosa, facciamo un giretto nel centro città, guardiamo le vetrine, anche quella di un negozio di abbigliamento e per farlo passiamo accanto ad un locale specializzato in aperitivi. Ora: il bar occupa all’esterno gran parte dello spazio disponibile e per vedere la vetrina laterale del negozio bisogna passare accanto a quelli che prendono l’aperitivo (alle 21.30, ma a che cazzo di ora mangiate? Non mangiano). Di spazio ce n’è eh, basterebbe spostarsi di max 10 cm, credete che qualcuno di quei cagacazzi si sposti di 10 cm per farti passare? Che vuoi dire, la maggior parte sono pure ragazze, parti con una testata? La mia teoria è: data l’ora quelli non mangiano che patatine e spritz, ergo frustrati da simil cena non possono che inacidirsi come il sudore sotto un’ascella non lavata da trent’anni, quindi il livello di stronzaggine che hanno in corpo supera pericolosamente i limiti. Il consiglio è, stronzi, mangiatevi una lasagna che vi si apre il cuore, il mondo vi sorride e sarà più facile anche per voi sorridere al mondo. E sorridete una volta di gusto, e piantatela con quelle moine da decerebrati quando vi incontrate, con le vocine sceme, che avete una media di 35 fottuti anni e manco una bambino di 10 è stucchevolmente ebete come voi.

Ora, se nella vostra città vedete girare uno messo così, beh, quello sono io che mi sono definitivamente rotto il cazzo dei maleducati…

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Ah, beh…

“Si sta bene seduti qui”

“direi che dipende da dove stavi seduta prima”

(Cormac McCarthy, Non è un paese per vecchi)

Confucio diceva:

“se cerchi una mano che ti aiuti nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio”

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Mi capita ogni tanto di vedere sulle tv locali le televendite dei numeri del lotto. Sono incredibilmente spassose ai limiti dell’assurdo, il dramma è che c’è gente che ci crede, e perciò io: MR. Wanted mi ergerò a paladino degli amanti del lotto che cercano numeri vincenti per pagare le rate del mutuo, e darò loro numeri vincenti e agggratis!

Perciò signore e signori eccomi qua: il magico Taglia alias MR. Wanted e il suo altrettanto magico sistema di gioco del lotto, collaudato, provato, inattaccabile, insuperabile, impermeabile, in-vidiato. Non vi fate scappare l’occasione, il Taglia non vi rende ricchi come potrebbe una rapina all’ufficio postale (oh, se vincoli parte del capitale quando sottoscrivi un libretto postale ti danno l’1,75% di interesse, cazzo! Io ci penso, non alla rapina, ma ad aprire un libretto postale); non vi renderò famosi come solo x-Factor può fare, non vi renderò felici come solo un’endovena di cioccolato può fare, ma vi regalo oggi, solo oggi e per le prime cento visite i miei numeri del lotto, e gratis; numeri vincenti esattamente come quelli delle televendite in tv, e forse ancor di più:

Ruota di VENEZIA: 88 – 80 – 77

VENEZIA: 9 – 44

TORINO: 23 – 90 – 86

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Uno nel pomeriggio ha cinque minuti e tanto sonno, la giornata poi concilia (piove), allora il suddetto uno si distende un attimo a letto e per rendere ancora più goduriosi quei venti minuti di relax decide di addormentarsi lentamente ascoltando la radio.

Solo che un attimo prima di addormentarsi c’è sta cazzo di canzone che parte, e uno non ha più la forza di cambiare stazione, si addormenta ascoltandola:

Quando uno si risveglia (più rincoglionito di prima, tra l’altro, ergo privo di volontà e forze per resistere al lato oscuro della forza) non fa che continuare a canticchiare fino a sera: ie-iiieieiei-eee it’s the party in the USA… come se avesse subito il lavaggio del cervello in un centro di rieducazione dei khmer rossi. Neppure il cantatone della settimana, proposto da Tendallegra, un tormentone che spesso canticchio, è riuscito a salvarmi. Ma in fondo chi ci salverà dal pop demente targato ieieieeee-ie USA?! Perché mi riferisco a me stesso usando: uno? Appunto perché mi sento completamente spersonalizzato, come dopo un camping estivo presso i khmer rossi.

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