Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for maggio 2009

Ne ho lette di tutti i colori, specie sul versante erotico, tanto per dire: scopate con vestiti sexy – magari i vestiti è meglio se te li togli per scopare, và che ci guadagni. C’era uno che tentava di mettere un annuncio per biancheria usata: vendo mutande usate – chiedo in giro e poi ti faccio sapere, contento?

Poi abbiamo:

  • una tra le più gettonate:  esprimi un desiderio; che sia il genio di Aladino che si rivolge a me? Magari mi conviene provare
  • clistere piacere – Taglia, piacere tutto mio
  • io voglio cercare una ragazza bellina – son contento per te, buona fortuna
  • l’esbiche – è meglio se cerchi ripetizioni di italiano
  • cosa piace a Monia – hai sbagliato blog
  • Alessia cara mia  e Alessia ricordo – ancora, hai sbagliato bloooog 
  • ci sono strani disegni sulla mia finestra – si chiamano cacche d’uccello
  • bevi sakè ma non lasciarti bere da esso – giustissimo, mò me lo segno, e tu segnati: non usare il computer sotto l’effetto di lsd
  • le mistress fanno le pulizie di casa – immagino di sì, come tutti
  • Davide Materazzi – chi???? Mak Thaison – CHI??????
  • veniva una suora a farmi il clistere – adesso che lo so mi sento più tranquillo
  • ma perché mi rispondi sempre male? Si vede che sei un rompipalle
  • frasi di pensionamento su torte – non mi viene niente… ripassa che magari ti so dire
  • aforisma di Van Gogh sulla spirale – aforismi non ne so, ma mi pare abbia detto alla sua lei “se non ti metti la spirare mi taglio un orecchio”
  • sexsy shop – è sempre quello che cerca le l’esbiche
  • chickenshit significato – mah…
  • sono incinta dell’amante – sono cazzi
  • Taglia canzoni 2008 – ho pubblicato un cd nel 2008? Non ricordo
  • palle piene – figurati io

Read Full Post »

Coming soon…

Mr. Wanted le puntate precedenti:

Uno

Due

Read Full Post »

Che fine hanno fatto?

Già, che fine hanno fatto:

  • le sorprese del Mulino Bianco
  • le mezze stagioni
  • i Jalisse “fiumi di parole”
  • i ragazzi della famiglia Bradford
  • il cast di Beverly Hills 90210 e quello di Friends
  • i ghiaccioli all’anice
  • l’effetto serra ed il NIÑO
  • i pax – dico
  • i capelli veri di Berlusconi
  • i comunisti che mangiavano i bambini e i leghisti che ce l’avevano duro, e i democristiani? Ci sono tutti hanno solo cambiato pelle
  • il festivalbar
  • i cari vecchi telefilm comici di una volta (funzionano solo squartamenti in tv e urla sguaiate da reality dementi?)
  • gli zoccoli da infermiere
  • i motorini CIAO e le Vespe
  • i paninari e i dark
  • i PANTA-FUSEAUX  e le spalline
  • la rucola per decorare i piatti al ristorante e la nouvelle cousine
  • le gemelle Lecciso e Luca Sardella… Luca Sardella?
  • il Tartufon, intendo la pubblicità del Tartufon
  • Aggiornamento: la gazzosa e i Gazosa, il karate, Beruschi, Mauro Repetto (grazie Eppifemili per la segnalazione), l’aranciata amara, i Rayban di Poncherello (Eric Estrada) dei Chips

Ma soprattutto, che fine ha fatto lui?

(altro…)

Read Full Post »

Mi dispiace prorpio che negli ultimi anni abbiano snaturato il tessuto urbano della città, cancellando ogni traccia del passato, sostituito da una nuova facciata di una bruttezza, di un grigiore, di un’insipidezza epica. E come se non bastasse adesso stanno “seminando” (seminano, proprio così) il tram. In una città grande quanto la cacca di un uccello mettono il tram.

Ho scoperto come vengono selezionati dal comune gli urbanisti e gli architetti, il colloquio si svolge così, e la commissione è formata dai Fratelli Rainbow originari del sestiere di Casello (S. Maria Formosa), “Danbrè danbrè donbrè” – “cocò cocò cocò!”:

Read Full Post »

@Giorgia

Per vedere le foto di Giorgia cliccate qui

Volevo essere breve, ma purtroppo non ho il dono della sintesi, in fondo ogni tanto mi piace straparlare. Scrivo alcune considerazioni (purtroppo un attimo di corsa) sulle tue foto, e lo faccio qui perché la tiro lunga.

Primo: invidio profondamente la tua capacità di saper usare Photoshop.

Ho visto che tu crei prevalentemente dei collage, o meglio dei Photocollage come venivano chiamati in un tempo lontano, e quindi ti colleghi direttamente alla radice della tradizione della fotografia e dei primi sperimentatori, che poi rielabori a tuo modo e secondo il tuo estro, questo in soldoni è ciò che si fa facendo arte. Mi pare che l’attenzione al passato sia ben presente in te e nei tuoi lavori, non solo come richiamo diretto attraverso la materia visiva che usi nei tuoi fotomontaggi, ma proprio come modus operandi, come idealità. Osservo che come ricerca e intenzione di fondo, le foto si muovono su diversi piani, come è naturale che sia vista la loro natura composita, dove talvolta emerge più forte una componente sulle altre: può essere ludica e di gioco, di “piacere della scoperta”, può essere stupore, divertimento, inconscio, amalgama, dialogo tra diverse realtà, poesia, intensità/struggimento emotivo ecc. Ognuno poi percepisce ciò che sente di fronte alla foto. Ognuno poi ti appiccica un’etichetta, che poi è così bello, perché un giorno sei surrealista, il giorno dopo dadaista, futurista, introspettiva, kandinskiana rediviva; credo non ti possano dare della “costruttivista” In questi casi uno prende e porta a casa. Ti dà fastidio quando ti appiccicano l’etichetta? Occhio, non vieni associata a… non è possibile in quanto quei movimenti non sono contemporanei a te, fanno parte del passato, ma vieni comodamente incasellata. Ti scoccia? Curiosità mia eh, se dici “no” non c’è nulla di male 😀

Per sua natura il collage ha come effetto quello di portare un certo straniamento, è destabilizzante in quanto viene a mancare un unico punto di vista o una precisa gerarchia tra gli elementi che lo compongono, e questo è ben presente nelle tue foto, dopotutto fu Leger (o qualcuno che parlava delle foto di Leger, non ricordo ora la citazione precisa) che osservava come un certo modo di lavorare con la fotografia porti a dissolvere la prospettiva. Accumulo denso di elementi: possibile trappola… forse. Che gli elementi stridano, o creino armonia tra loro, ci vuole un sotterraneo superiore equilibrio nel montare il photocollage. Il fotografo è libero di cercare il suo di equilibrio, la sua cifra estetica più autentica. Un eccesso di densità nella struttura, a mio modo di vedere, porta solo a respingere il riguardante dalla foto, sviando la sua attenzione “oltre” la foto. Ma non ne sono mica sicuro, chiaro, è più un’ipotesi.

In termini di significati , decriptare o elaborare un significato univoco o cercare le tracce dei mille significati del photocollage è una tentazione irrinunciabile. Personalmente devo dire che tra le tante cose che Eliot mi ha insegnato con la “terra desolata” è che non necessariamente si deve cercare un significato a tutti i costi; se qualcosa, tra le tante, mi ha insegnato E. Panowsky è che tutto sommato ogni tanto è interessante cercare dei significati 🙂 Ma in fondo ritengo che questo sia un falso problema, almeno inizialmente, in quanto il mio approccio all’arte avviene in un primo momento come semplice adesione/accettazione da parte dei sensi di ciò che guardo. Niente mediazioni o sovrastrutture intellettuali, o se ci sono lavorano in secondo piano, molto sfumate. E’ così che ho guardato le tue foto, è così che a mio avviso dovrebbero essere guardate.

Dicevo, tu lavori per addizione, accumulo, rifrazioni, riferimenti, omaggi magari… sarai mica fan del fantomatico, ineffabile, contenitore definito post-moderno? No, perché in quel caso spiegami bene di cosa si tratta, perché io non ci ho capito una mazza… o meglio, è solo una forma di resistenza attiva del mio cervello che di fronte alle stronzate che mi è capitato di leggere grida pietà! :mrgreen:

Dopo questa inutile divagazione, ti dico che ho visto il tuo lavoro sul dipinto di Frida Kahlo. L’opera di Frida vive chiusa in sé costituendo un mondo personale, intimo, perfettamente sufficiente a se stesso. Io mi avvicino alla sua opera con un grande pudore, mi pare quasi di non aver diritto di guardare, sbircio. Ho visto che tu sei intervenuta drasticamente destabilizzando quel mondo e quell’intimità, sciogliendolo, reinventandolo. Un’operazione attiva, forte (non dissacrante, che non ha senso dirlo) oh, non fraintendermi, sto solo osservando, non sto giudicando, tantomeno giudicando negativamente il tuo intervento. L’opera di Frida è lì anche per questo, e in fondo un’opera va prevalentemente vissuta, giusto? E il tuo è un modo di viverla.

Mi piace il tuo autoritratto “Grigio Arlecchino“, beh, quello è un omaggio alla fotografia, lì è condensata la storia della fotografia (fotografi e cineasti di inizio ‘900, fino a Lang e Hitchcock, quegli occhi lì li hanno spesso usati), e inserendo il tuo ritratto nella foto a pieno titolo ti immergi in quella storia, con intenzione di portarla avanti immagino, in un cammino, che sempre immagino, sia all’inizio.

Quanto mi piace across the universe nella versione di Fiona Apple.

Read Full Post »

Esatto, cerco un uomo giovane, serio, non ho preferenze circa il fisico, l’importante è che sia discretamente in forma, pronto a rotolarsi, fare capriole, stringere, abbracciare, che non si tiri mai indietro, che non mi deluda, uno pronto a trovarsi con le spalle giù per poi spingere e rialzarsi, cerco un compagno…

(altro…)

Read Full Post »

Taylor Wessing Portrait Prize

Queste, nell’ordine, sono le prime quattro fotografie (ritratti) premiate al Taylor Wessing Portrait Prize.

quints

Prima è la fotografa Lottie Davies (1971, Guildford, Gran Bretagna) con Dream of a quintuplet birth, 2008. Rappresentazione dell’incubo di un’amica che sogna di avere cinque gemelli. Immagine costruita e rielaborata al computer. Diversi sono i riferimenti, se il concept di base richiama certe strutture, ambientazioni e l’uso della luce dei dipinti del rinascimento italiano (Tiziano ad esempio, ma azzardo pure, con le dovute proporzioni, Correggio specie nel fulcro di luce della madre e del letto, luce simbolica più che reale che promana da lei, un po’ sul modello di una Sacra Natività) d’altra parte l’eleganza cromatica, se non la sontuosità del drappo rosso e dei tessuti, è mitigata da un sottofondo ammuffito di un ambiente che più che essere quello prezioso di certi dipinti rinascimentali, rimanda piuttosto ad un clima più propriamente ottocentesco, malato, decadente, il Toulouse-Lautrec de La toletta, o magai il Telemaco Signorini de La toletta del mattino, solo per citare i primi che mi vengono in mente, e la stessa posa della madre ricorda la bellissima Olympia nel celebre nudo di Manet. Un contrasto apparentemente stridente (restiamo pur sempre nel clima del sogno, meglio, dell’incubo) che quantomeno ha il pregio di vivificare la composizione, nobilitandola al rango di idea interessante e non pedissequa imitazione, o gioco ozioso.

hendrik-kerstens2

In fatto di citazioni preferisco di gran lunga questa, è una foto elegante intellettualmente e visivamente. L’autore è il fotografo Hendrik Kerstsen (1956, l’Aia), titolo: Bag, 2007. Il riferimento è alla tradizione del ritratto fiammingo ed olandese, il fondo scuro da cui a forza di luce emerge la figura, che proprio su quella luce si struttura e assume densità. La posa di trequarti, mezzobusto, l’abito nero di castità calvinista, la cuffia fatta con un sacchetto di plastica, ecco il messaggio che viene veicolato dall’immagine: un messaggio teso ad evidenziare gli sprechi della società, l’importanza del riciclaggio: un sacchetto può diventare prezioso elemento di decoro. La foggia mi ricorda le cuffie monumentali delle donne bretoni, quelle stesse dipinte da Gauguin in, La visione dopo il sermone, e successivamente in due dipinti identici di Emile Bernard, Donne bretoni in un parco, e Vincent Van Gogh, Donne bretoni.

catherineTerza classificata è la foto di Catherine Balet (Parigi, 1959), Ines connected with Amina, 2007,  rappresentazione del rapporto simbiotico tra giovani e nuova tecnologia. Dato che la luce proviene prevalentemente da computer e Ipod (io non ne sono convinto, ma forse sbaglio)  francamente un contrasto accentuato in senso drammatico avrebbe a mio avviso dato un po’ di senso ad una foto che è semplicemente rappresentazione di quanto idiota sia, sempre!, assegnare un premio in fatto d’arte, perchè francamente questa foto pare più inserita tra le migliori per scelta politica “sì, dai, i ggggiovini schiavi del computer, mettiamola che è edificante dal punto di vista morale, o rappresenta il nostro tempo ecc.” che non per qualità. Mi dice veramente poco, nel senso che l’idea è anche buona, la realizzazione banale. Opinione personale, chiaro.

Veniamo ora alla quarta classificata, la foto che appena l’ho vista mi ha fatto esclamare: sticazzi! Questa, a mio avviso, batte di gran lunga quelle che la precedono, ma senza paura di sbagliare lo affermo, questa è arte allo stato brado.

stoddardt

Tom Stoddart (1953, Morpeth, Gran Bretagna) che in effetti non è proprio l’ultimo arrivato. Per un servizio apparso sul Time Magazine, il fotografo  immortala in questo scatto Rupert Murdoch, re dei media. Titolo della foto Murdoch reflects, 2007, non è che abbia semplicemente colto la fragilità dell’uomo potente, come si è scritto, non è solo la naturalezza dell’immagine resa con un’altissima qualità, non è solo il gioco struggente del riflesso sul tavolo, non è quel sentore anni ’50,  è che è riuscito a trasformare Murdoch in una specie di barbiere di Brooklyn che fa fatica ad arrivare a fine mese, e che trascorre le giornate nella sua bottega, parlando con gli amici anziani delle vecchie glorie della boxe. Un barbiere un attimo frastornato come se non capisse bene chi è e dove si trova, magari sta facendo anticamera prima di incontrare un potente e continua a sfregare le mani nervoso sotto il tavolo. Dire che in un certo senso Stoddart ha trasfigurato la realtà reinventandola non mi pare eccessivo o azzardato, e il tutto in un intenso, meraviglioso, click. Sticazzi!

[Bon, ringrazio Eppifemili che mi ha spiegato come mettere le foto, in effetti lo stesso procedimento l’avevo provato anch’io diverso tempo fa, ma non so perché fin’ora non aveva funzionato, mah, forse dipenderà dal tipo di design-template-layout di blog che si è scelto? Mistero] 

Read Full Post »

Older Posts »