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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Wow

Non è passato un secolo, ma sembra sia passato un secolo. È come camminare nelle stanze vuote di una casa che hai abitato. Sei cresciuto, vivi altrove…quanto tempo. Un secolo? No, ma pare passato un secolo

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La soluzione unica e definitiva per chi ama viaggiare, soprattutto per chi ama viaggiare comodo e pulito. Per chi, capitato  in un barbaro paese straniero, rimpiange il caro vecchio bidet, tanto che una volta tornato a casa lo saluta con tanto affetto, che pare essersi ricongiunto con il fratello che non vedeva da 20 anni. Per chi decide di andare in campeggio ma proprio non può fare a meno di darsi una pulita al volo, sacrosanta, a sud dell’ombelico. C’è gente che rinuncia al campeggio solo perché il bungalow non ha il bidet. Ora finalmente non dovrà più farlo. Godetevi il campeggio.

Il bidet (e non solo quello, un’intera toilette volendo) portatile (premere per il link – ho trovato la segnalazione via Facebook da Sophieboop).

[Se non ho capito male leggendo al volo, sto coso funziona come il raid ammazza mosche in spray, una spruzzata e via, ti togli il pensiero…]

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Modalità rock

Le opinioni non valgono un cazzo, perché anche l’ultimo dei coglioni può averne una, e talvolta anche più di una… per carità, la mia è solo un’opinione.

Ho sempre creduto che quanto di meglio hard rock ed heavy metal siano stati in grado di produrre sia cominciato e derivi da qui (ogni tentativo di cover è solo una banalizzazione dell’originale):

“I got blisters on my fingers” credo lo si potrebbe prendere come slogan-manifesto per definire il rock

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Ce l’ho fatta!

E’ incredibile ma finalmente ce l’ho fatta, ed è ancora più incredibile che io passati tutti questi anni (dal dicembre 2007) ci abbia sempre pensato.

Tutto accadde, all’inizio di quest’avventura bloggara, sul blog di ACRIMONIA ed esattamente qui, si parlava di spot della Levi’s e io ne ricordavo uno visto solo su MTV, quando quest’emittente non aveva ancora diffusione nazionale. Uno dei miei preferiti, e credo d’essere uno dei pochi ad averlo visto (fortuna che anche Micia lo ricordava perché devo ammettere che ad un certo punto io per primo cominciai a dubitare della mia sanità mentale) invece eccolo, sì è lui, ecco lo spot, dopo 3 anni!!!!

Devo mettere il link perché l’incorporamento del video è vietato sui blog, peccato. A Monia: peccato anche che tu non abbia l’audio, la canzone della colonna sonora è la bellissima Piece of my Heart, cantata tra le altre anche da Janis Joplin, hai presente?

http://www.youtube.com/watch?v=uG65lnI3ZkU

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Vi è mai capitato di pensare: voglio essere una persona migliore? Vi è mai capitato di porvi l’obiettivo di migliorarvi e crescere ogni giorno?

A me no. Mi sono sempre creduto uno migliore, finché non ho conosciuto lei, finché non mi sono guardato attraverso i suoi occhi, finché non mi sono visto nudo attraverso lei, e decisamente ho preso coscienza di quello che ho, comunque, sempre saputo: non sono un migliore, eh già.

Voglio essere una persona migliore, voglio esserlo per lei. Un passo alla volta.

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Sì, sono prugnoso e rompicazzi/ sono peggio di Bigazzi…

… però mi provocano…

 

l’aperivito (o come lo chiama qualcuno l’ape, ti stimo fratello): dopo cena, ore 21.30, io e la mia dolce metà appagati dalle reciproca compagnia e dopo una lasagna favolosa, facciamo un giretto nel centro città, guardiamo le vetrine, anche quella di un negozio di abbigliamento e per farlo passiamo accanto ad un locale specializzato in aperitivi. Ora: il bar occupa all’esterno gran parte dello spazio disponibile e per vedere la vetrina laterale del negozio bisogna passare accanto a quelli che prendono l’aperitivo (alle 21.30, ma a che cazzo di ora mangiate? Non mangiano). Di spazio ce n’è eh, basterebbe spostarsi di max 10 cm, credete che qualcuno di quei cagacazzi si sposti di 10 cm per farti passare? Che vuoi dire, la maggior parte sono pure ragazze, parti con una testata? La mia teoria è: data l’ora quelli non mangiano che patatine e spritz, ergo frustrati da simil cena non possono che inacidirsi come il sudore sotto un’ascella non lavata da trent’anni, quindi il livello di stronzaggine che hanno in corpo supera pericolosamente i limiti. Il consiglio è, stronzi, mangiatevi una lasagna che vi si apre il cuore, il mondo vi sorride e sarà più facile anche per voi sorridere al mondo. E sorridete una volta di gusto, e piantatela con quelle moine da decerebrati quando vi incontrate, con le vocine sceme, che avete una media di 35 fottuti anni e manco una bambino di 10 è stucchevolmente ebete come voi.

Ora, se nella vostra città vedete girare uno messo così, beh, quello sono io che mi sono definitivamente rotto il cazzo dei maleducati…

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Euclide ha proposto un’idea che rilancio volentieri, coinvolgendo tutti coloro che non mancano di fantasia e buona volontà. L’idea è questa: scrivere una sorta di racconto collettivo in cui ognuno partecipi, come desidera e quante volte vuole, lasciando un commento nello spazio di questo post (poi io di volta in volta aggiornerò il post stesso, che alla fine trasformerò in una pagina del blog) in cui scrive come la storia dovrebbe proseguire e svilupparsi. Spero di essere stato chiaro, continuate da dove gli altri hanno lasciato ed integrate, fate crescere il racconto.

Partiamo proprio da Euclide che come inizio propone:

Il protagonista ha un gatto…

… vive in un appartamento dove è assolutamente vietato tenere animali, ma la cosa ancor più curiosa è che il protagonista è allergico al pelo di gatto… (Tagliaok, chi voglia proseguire lasci un commento sotto, grazie)

infatti il protagonista è uno scienziato alla ricerca di una cura contro le allergie… (Godot)

…o forse solo un solitario che trova nella silenziosa compagnia del felino un balsamo al suo male di vivere? Dov’è la scienza, cosa può la gaia scienza in questi tempi dove l’unica cosa che conta è trovare una cura ai mali, e non una risposta agli interrogativi… i gatti forse hanno le risposte, forse per quello una volta erano dei… (Micia)

era dei demoni, infatti li troviamo spesso nella storia associati al diavolo
e lo scenziato se lo tiene ben stretto, chi si prende il mal di pancia di andar contro al bel biondo Lucifero? (Irish Coffee)

…ma questo non è dato saperlo. Quel che si sa che nella terra di origine del gatto, questo portava fortuna, infatti il gatto veniva dal Giappone ed era un “Maneki-neko”… ed essendo una statua portafortuna e non un felino in carne e ossa quindi non aveva pelo. Era stato regalato all’uomo da una vecchietta muta e storpia. Ma una notte… (Godot)

….ma una notte di luna quella statua, che dentro di sè aveva una divina scintilla felina, prese vita, si mosse, si pulì ben ben quell’angolino di orecchio che da troppi anni prudeva, si stirò, fece vibrare i baffi, ammirò le sue affilate unghie uscire e rientrare tra il soffice pelo delle zampette, guardò i tetti, agitò la coda…. e spiccò un salto attraverso le tende che sventolavano lievi… (Micia)

… si librò dolcemente nell’aria planando sopra i tetti, senza far rumore, senza che nessuno potesse vederlo, e fece il giro della città, nutrendo i suoi lucidi occhi con le ombre delle persone che passeggiavano. Forse quel gatto era l’anima dello scienziato, bloccata a metà strada tra colui a cui apparteneva e il suo desiderio di barattarla con Lucifero per… (Taglia)

…per uno sguardo, solo uno sguardo della bella Alice, Alice che guarda i gatti….ah, come Faust, vendersi l’anima per amore!! Ma i gatti non amano, si dice, non si affezionano, si narra…e infatti Lucifero (lo chiameremo così questo gatto, un po’ perchè ricorda Behemoth di Margherita e un po’ perchè è nero come la notte e sorridente come il micio del Cheshire) ha già cambiato obiettivo, ha già cambiato amore…. (Micia)

…per una cura contro l’allergia o contro un’altra delle gravi malattie del mondo perché il sogno dello scienziato era quello di diventare tanto famoso e riverito da vincere il premio nobel della medicina. Così forse quella ragazza smorfiosa del quarto piano si sarebbe accorta di lui e finalmente gli avrebbe rivolto la parola. Era perdutamente innamorato di quella ragazza da quella volta che……. (Euclide)

…l’aveva vista andare in giro con un cesto. E nel cesto 9 piccoli gattini che… (Godot)

…miagolavano cercando di uscire. L’aveva fermata con la scusa di fare i complimenti ai gattini, “sa com’è signorina, anche a me i gatti piacciono tanto”, ma con sua grande sorpresa si era sentito rispondere che a lei i gatti non piacevano affatto e che stava andando nel vicino fiume per annegarli. “Caspita” aveva pensato, “finalmente una donna decisa e senza paura, questa è la donna che fa per me, potrebbe mettere ordine nella mia vita” e allora … (Euclide)

…per un attimo rimase di sasso. L’avvenente signorina continuava a fissarlo con suoi glaciali occhi verde ramarro.
L’uomo era chiaramente in difficoltà.
“Sei un idiota!” pensava tra sé e sé, “Fai qualcosa! Qualsiasi cosa ma evita questo imbarazzante silenzio!”
“Lo sai che una volta ho giocato a sette e mezzo con il Papa e ho vinto duemila euro con una mano fortunata e un cardinale è esploso?”
L’espressione della bella signorina improvvisamente mutò.
“Ma sei veramente un coglione!” Pensò dopo averle detto la prima cappellata che gli era venuta in mente. Ma in quel momento passò un carabiniere idrofobo con la sciarpa del Chievo.
“Maria Idraulica!” gridò la guardia, visibilmente ubriaca.
“Oddio che palle!” Sussurrò la ragazza.
“Ti prego, inventa un DETERSIVO, altrimenti non se ne va più!” Chiese sottovoce allo scienziato mentre il braccio deficiente della legge continuava ad avvicinarsi barcollando.
“Ciao Alfionso! Quanto tempo! Come stai?” Disse la donna alla guardia con fare apparentemente amichevole.
“E’ incredibile come le donne riescano a stamparsi quel sorriso a trentadue denti in ogni circostanza…” Pensò per un attimo lo scienziato, poi iniziò a guardare la scena pensando ad un escamotage per liberare la ragazza dal francobolloso carabiniere.
“Alfionso! Sei ubriaco anche stasera!”
“Non è vero, sono solo un po’ brillo!”
“Salve. Mi chiamo Utnapishtim, ma gli amici mi chiamano Liberismo. Molto piacere!” Esclamò lo scienziato interrompendo volontariamente il dialogo tra i due.
“Piacere mio, sono il maresciallo Alfionso Locrio.” Rispose la guardia tentando di dare la mano allo scienziato. La sbornia gli rallentava visibilmente i movimenti.
“Lei capita a fagiolo, maresciallo! Lo sa che questi gatti farabutti alla Caffarela hanno tentato di stuprare una bambina dalle bionde trecce gli occhi azzurri e poi?”
Utnapishtim gli mollò in mano il cesto con i gatti, prese la ragazza per mano e salutò la guardia allontanandosi lestamente.
“Grazie, mi hai salvato!” Le sussurrò nell’orecchio la bella Maria Idraulica mentre camminavano lasciandosi alle spalle il maresciallo Alfionso, occupato a chiamare rinforzi mentre chiedeva il permesso di soggiorno ai gatti.
Maria Idraulica era la figlia dell’ingegnere alimentare Fausto Scorribande, e abitava al quarto piano insieme ai genitori e ai fratelli Cinzio, Corinto e Propano. I suoi occhi verdi e i suoi rossi capelli ricordavano allo scienziato un po’ la ragazza amata da Charlie Brown, un po’ la bella Giulia Beccaria… (Giovanni)

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