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Archive for gennaio 2012

Quando si arriva ad una certa età, è normale partecipare a dei matrimoni, a me negli ultimi anni è capitato e capiterà ancora. Il matrimonio:

ne parlavo ieri con la morosa, e osservavamo come il 90% dei matrimoni sia serializzato, al pari dei barattoli di zuppa Campbell di Andy Warhol. Ecco la prassi, perché orami un matrimonio è prassi, al pari di pagare la bolletta in posta, e questi sono i cardini, costantemente ugulai ed immutabili, su cui la prassi poggia:

  • ricevimento in villa con parco;
  • menù pretenzioso, solo nomi di piatti arzigogolati e scarsa qualità (tra l’altro ho idea che certe minchiate passate per raffinate bontà costino anche care agli sposi);
  • il menù spiritoso prima del pasto, ti siedi al tavolo e leggi: bruschetta con aglio, pasta e fagioli, fegato alla veneziana (basta, non fa più ridere, ammesso che abbia mai fatto ridere);
  • nessuna attenzione per la torta di nozze (ho visto cose che voi umani – neppure al compleanno di Fantozzi certe ignobili torte, e non mi riferisco solo ad una questione di gusto, ma anche e soprattutto di estetica, torte buttate là, cura zero, totale disinteresse).
  • viaggio di nozze in luogo esotico, prevalentemente mare.
  • bomboniere, spesso raffazzonate. A mio modo di vedere essendo le voci di spesa onerose, si risparmia sulla bomboniera (comunque questo è il male minore).
  • Servizio fotografico fatto da foto in serie con: il prete, i parenti, i testimoni, i cugini, i cigni, i cugini dei cigni… rara l’originalità, e con originalità si vuole intendere una prospettiva inconsueta, un foto spontanea, non cose assurde.

Si parla di uno dei giorni più importanti della propria vita, di uno dei giorni più sognati da molte ragazze, ma all’atto pratico il matrimonio diventa un giorno standardizzato che cerca un senso nella routine, e che perciò nulla ha di speciale essendo uguale a migliaia (milioni?) di altri matrimoni. L’equivalente di regalare rose rosse a San Valentino o per l’anniversario, un gesto svuotato di ogni significato in quanto compiuto da altre migliaia di persone. Cosa c’è di speciale in ciò. Cosa c’è di tuo? Cosa c’è da ricordare?

Ecco, cosa si ricorda di più di un matrimonio?

  • Il tasso alcolico dello sposo
  • il vestito della sposa
  • quanto ho dovuto pagare per fare il regalo di nozze
  • il menù e come si è mangiato
  • le tette della cugina della sposa
  • lo sposo con cilindro in testa, abito dorato luccicante e scarpe marroni
  • il luogo in cui si celebra il ricevimento
  • la testimone che finita la cerimonia toglie le scarpe fighe, e resta tutto il giorno in abito da gran gala e con le infradito
  • quanto pioveva quel giorno, cazzo quanto pioveva
  • la cerimonia (quanto è durata la cerimonia, cazzo quanto è durata, non finiva più)
  • 72 gradi all’ombra e io devo mettermi in giacca e cravatta perché hanno scelto di sposarsi in piena, torrida estate
  • le persone con cui si era seduti al tavolo…
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Accoglienza trionfale per Monti in Inghilterra, le aspettative sono al massimo (come una donna che non scopa da tre anni e si trova in camera Trentalance con i bioritmi al massimo). Si sentono cose del tipo: quando la Merkel e Sarkozy indossavano i pantaloncini corti, Monti era già Monti (fonte Sky Tg 24); criptica affermazione, o meglio tali e tanti sfuggenti sottintesi che non capisco se sia positiva o negativa come osservazione.

Da tutto ciò si evince che si sta costruendo l’asse Londra-Roma, che si contrappone a quello Parigi-Berlino. Interessante:

ora, prendete una cartina dell’Europa, tirate una linea nord-sud che colleghi Londra e Roma, e poi tiratene una ovest-est che colleghi Parigi e Berlino. Che cosa vien fuori? Una bella croce sull’Europa, amen.

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Se entrato in Google dici – andiamo a vedere come è messo il mio blog, digitiamo il suo nome sul motore di ricerca… – e passi un buon minuto prima di ricordarti come hai chiamato il tuo blog, significa che non ci scrivi da un bel po’ di tempo. Eppure l’ultimo post risale solo ad agosto, ciò significa che non è una questione di tempo, ma di senilità incipiente. Fatto sta che mi ha stupito impiegare quel minuto per ricordare il povero, ormai desolato, Fumisterie.

Chissene qui dice che il 2012 sarà l’anno della rinascita dei blog, e a me è tornata la voglia di scrivere sul diario virtuale, non so con che frequenza, ma magari un post ogni tanto. Ultimamente di cose da dire ce ne sono, e parecchie, e su tutti i fronti.

Per ricominciare metto una citazione di Carlo Verdone (fonte Tv Sorrisi e Canzoni, che la fonte da cui a sua volta ha tratto la citazione non la mette, ah, caro vecchio professionale Signorini):

  • sono tempi cupi, se ieri avevamo Jimi Hendrix, oggi ci tocca Lady Gaga. Siamo sprofondati nell’intrattenimento“.

Non mi interessa stabilire se Verdone abbia o meno ragione, o se la sua affermazione sia, come sta succedendo per il sottoscritto, manifestazione di senilità galoppante tipo:

  • Doris Lessing che qualche anno fa scriveva “La fame di libri che c’è in Zimbabwe si contrappone alle nuove generazioni occidentali sedotte dalla tv, dal computer, da internet con un effetto che porvoca apatia e impoverisce le menti” [mah, nda]

il classico: stavamo meglio una volta. La metto perché, quella di Verdone, è un’osservazione interessante.

E allora: ricominsciamoooooooo, uno e due mucca e bue, cinque e seeeeiiiii (come cazzo si mettono i video in wordpreeeeesssssss, era così facile ai miei tempiiiiiii 😀 ce l’ho fattaaaaaa… spero)

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