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Archive for aprile 2008

Ridi, ridi…

“Il riso è satanico, perciò profondamente umano” C. Baudelaire

“Sympathy for the devil” Neptunes remix 
 
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Prima considerazione: scrittori, poeti, pittori, artisti in generale, ma anche filosofi (e pure scienziati e uomini di fede) hanno cercato di dare un senso a tutti i costi al fare sesso, quasi fosse una necessità ineludibile, ed in alcuni casi tale tentativo ha portato a mitizzare il sesso (rendendo il tutto dannatamente complicato), aprendo poi in parallelo la questione amore e qui si entra spesso in un labirinto di banalità.

Secondo: hanno informato il sesso di diversi caratteri e significati, a volte persino complementari: diventa rivalsa e lotta contro la morte (necessità di perpetuare la specie, bisogno atavico perciò), e rivalsa contro la vita: il mezzo più semplice per superare, o sopportare, sofferenza, mortificazioni, delusioni, sconfitte, insuccessi… e può anche essere così, se poi consideriamo che il desiderio sessuale ha come molla la paura (ad esempio: paura di rimanere da soli, paura di non essere accettati, paura di non essere come gli altri “i miei amici sono sposati, ed io non ho neanche la/il fidanzata/o) tutto ha un senso.

Seconda considerazione, questa personale: il sesso, al di là di ogni mito, può essere ridotto ad una forma di comunicazione in cui si riesce spesso a raggiungere un grado di onestà (non del tutto, certo), che neppure in una conversazione intima, a cuore aperto, si ha. È un modo per scambiare calore umano, un modo per divertirsi, per stabilire delle gerarchie, è un modo per conoscere gli altri e noi stessi, è un modo per esplicare tanto l’affetto quanto la crudeltà, e così pure l’indifferenza ecc.

Terzo (molto prosaicamente): oppure il sesso, molto più semplicemente, è sintetizzabile con ciò che Kenny canta nella sigla di South Park “mi piacciono le ragazze con la vagina grande e le tette grosse”, e tutto il resto (ipotesi, elucubrazioni, ricerca di significati, analisi) non è che un corollario per tenerci occupati tra una scopata e l’altra (questo vale almeno per i più fortunati).

 

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Sono un pipistrello

Ho scoperto che i pipistrelli dormono 20 ore al giorno: sono un pipistrello.

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“Complimenti, lei dovrebbe fare l’uomo politico: parla molto e non dice niente”

(Glenn Ford in “Il grande caldo”)

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Già, proprio come in Stephen King “A volte ritornano”, non che ci volesse il mago di Arcella per pronosticare l’esito di queste ultime elezioni: Silvio è tornato e con lui Bossi che ha riempito il carroccio di bei voti. Mi sembra già che qualcosa sia cambiato, mi sembra persino che il sole splenda di più, che il futuro sia un sentiero lastricato di mattonelle d’oro (che se ci cammini sopra basta un po’ di umidità per scivolare e finire con il culo per terra), mi sembra che i passeri nel mio giardino cinguettino in modo più squillante (si potrebbe chiedere a loro di metter su una cordata per salvare Alitalia, sono del ramo dopotutto). Evviva Silvio non vedo l’ora di sapere quale popolo, cultura o tradizione riuscirà ad offendere con la sua prossima gaffe (si potrebbe organizzare un concorso: tu giovane single precaria indovina chi ci inimicheremo e come premio potrai sposare Pier Silvio), a chi farà le corna nella prossima foto di gruppo, se nel ranch di Bush con il barbecue che va allegramente si metteranno a cantare le canzoni di Elvis Apicella, mentre decidono se sia il caso o no di attaccare l’Iran, che la situazione laggiù langue un po’. Peccato che Bush sia in scadenza di mandato, ma magari si potrebbe festeggiare il passaggio di consegne con il nuove Presidente sganciando un paio di missili da qualche parte, così, come se fossero dei fuochi d’artificio.

Ma in fondo che m’importa della politica estera, piuttosto sono entusiasta perché ora ogni guaio di questa tribolata Italia finalmente verrà risolto, ad esempio era ora che qualcuno pensasse di costruire il ponte sullo stretto, se ne sentiva la necessità, è da anni che la Comunità Europea insiste “e fatelo, e fatelo!”, si può fare, si può fare! No, non c’entra, questa è un’altra storia (altrettanto squallida), è già il passato. Adesso, invece, è tempo di scandire il motto: rialzati Italia, rialzatevi italiani (occhio a farlo troppo in fretta perché la schiena potrebbe risentirne, occhio a non stare troppo diritti, che non si sa mai abbiano piazzato dei cecchini: sfoltire la popolazione per risolvere il problema delle pensioni) rialzatevi italiani che le poltrone adesso servono ad un nuovo governo, rialzatevi: rialzati Italia, rialzatevi italiani…

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Perché non riesco a regolare la temperatura del flusso d’acqua che esce dalla doccia di casa mia? Inizialmente si scalda fino a raggiunge temperature utili per lessare un’aragosta, appena provo a miscelare l’acqua calda con quella fredda, di colpo mi ritrovo nella tundra. Non c’è pericolo che io sprechi acqua lavandomi, sono costretto a fare in fretta, però uscire dalla doccia senza concedersi una pausa rilassante circondato da benefico vapore che ti scioglie i muscoli tesi e contratti, causa stress accumulato durante il giorno, è come un coito interruptus, la sensazione di insoddisfazione che ti lascia è la stessa. Ma forse meglio fare in fretta… 

 

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