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Archive for settembre 2009

Opinioni di un Clown

Mi piacerebbe inaugurare una rubrichetta: un libro in poche parole, anche perché non ho tempo per dedicargliene di più, anche perché spesso non ha senso farlo.

image_book.phpPartiamo dal presupposto che i clown mi stanno sul cazzo, che la retorica e la miseria che li circonda nelle storie stereotipate che li rappresentano non mi piace per niente (quella necessità di mendicare la lacrima al lettore/spettatore) e diciamo subito che niente di tutto questo c’è nel libro di Heinrich Böll “Opinioni di un clown”. Libro definito il più cupo di questo scrittore, io lo trovo semplicemente il più deciso e disilluso, il più onesto e profondo.

Böll attraverso l’analisi che fa il suo protagonista della realtà che lo circonda, quella della Germania del secondo dopoguerra, non fa che mettere a nudo l’uomo: contraddizioni, meschinità, cattiveria, ipocrisia (quanta!) e lo fa in modo lucido, intenso, cristallino, profetico, mai compiaciuto, mai piagnucolando, anzi. L’uomo nudo al di fuori di ogni determinazione storica, è questa la vera forza del libro, non è rappresentata una realtà nella storia, è rappresentato l’uomo come da sempre è e sarà.

E il clown, chi è il clown? Un ragazzo di cuore  drammaticamente e irresolubilmente solo, che ha voglia di bere un goccio e farsi una scopata.

I nostri rapporti erano stranamente tesi: una cosa idiota perché in fondo al cuore lui trovava “straordinaria” la mia vita “fuori dalla legalità”, mentre la sua, così borghese e limitata, in fondo al cuore mi colmava d’invidia.

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La faccio breve e mi concentro su di un aspetto. Ci ho fatto caso ieri sera in un parcheggio affollato:

una volta si rispondeva al telefono prevalentemente con “pronto…” formula generale che valeva per tutti i possibili interlocutori, dato che non sapevi chi potesse esserci all’altro capo del filo.

Adesso, con il cellulare e il display su cui appare il nome di chi ti sta chiamando (quando si tratta di amici, familiari, compagni, conoscenti, beneauguranti ecc), se ne sentono di tutti i colori, il pronto è sparito sostituito da: ohi, era ora, ehilà, ciao, dimmi!, carissimo…, che vuoi? Ha sbagliato numero, ecc.

Ha cambiato anche le mie abitudini, anche in questo caso non la faccio lunga. Vi è mai capitato di essere al cinema e durante la proiezione del film si sente un cellulare squillare? Niente di che, può capitare, qualcuno se lo è dimenticato acceso, lo spegne in fretta, fine. Ma vi è mai capitato che un idiota durante la proiezione del film risponda al cellulare e si metta amabilmente a chiacchierare dei cazzi suoi finché tu tenti di seguire il film? A me è capitato un paio di volte.

Ebbene, ecco come le mie abitudini sono cambiate: io adesso al cinema ci vado così:

fester

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Ah, ma quanto è meglio la piccola libreria, le piccole care vecchie librerie, quelle d’essai, le librerie con l’anima.

Inferno 01_01-02 La selvaQuanto mi girano l’intestino crasso sti discorsi: io mi trovo benissimo dentro le grandi catene: la melbook per dire è il mio paradiso, tre piani di piacere, ci vado sempre con l’amore mio. Invece se sei uno in gamba, uno che ama i libri, le dovresti detestare: le grandi librerie impersonali, gli squallidi supermercati del libro non hanno l’anima! Ok, le piccole con il caro vecchio libraio ce l’hanno l’anima, ma è un anima di merda: snob, apparenza, retorica borghese da salotto in, ipocrita, stronzetta, in più i libri che cerco non ce li hanno mai. – Te li ordino, arrivano next week, per la prossima settimana mi è passata la voglia di leggere quel libro, che hai a portata di mano? E non c’è mai niente che mi vada, così esco a mani vuote e insoddisfatto. Ma vuoi mettere i consigli del libraio? E quando mai ho bisogno di consigli, che non ce l’ho una testa per sapere cosa desidero leggere, o un po’ di fantasia per inventarmelo ciò che desidero e mi aspetto da un libro? Come può uno che non mi conosce consigliare una cosa tanto intima come un libro? Come posso io chiedere a uno che non mi conosce di consigliarmi un’esperienza tanto intima come la lettura di un libro? E’ un cazzo di consiglio senz’anima, oh voi che ci tenete tanto all’anima. Ma d’altronde si va nella libreria di un tempo per comprarla l’anima, giusto: la libreria ha l’anima, il saggio libraio ce l’ha e così il libro ha l’anima, ecco: adesso anche voi ce l’avete l’anima, la pagate il prezzo di copertina, il prezzo di un consiglio vuoto, il prezzo di quattro frettolose ciancicate chiacchiere. Alla fine mi viene pure da chiedermi: ma che cazzo ve ne fate dell’anima? Guardate che è una bella responsabilità avercene una. Mah.

Oh cara piccola vecchia libreria,
tu che nei miei ricordi sei un crocevia,
d’estati passate all’ombra di un pino
girandomi i pollici con in mano un crodino.
/
Perchè da te non trovavo il libro che cercavo
te lo ordino presto – (caro libraio)
e io agognavo…
/
agognavo il momento che mai si palesava
di legger con gioia sta cazzo di storia.
/
E ancora oggi tutto è immutato,
io cerco un fottuto libro e tu
te l’ho ordinato – (caro vecchio libraio).
/
Caro libraio che sbuffi angustiato
le grandi catene mi han fottuto il mercato
il problema è , se fai attenzione,
che hai solo tre libri e manco d’occasione.
ma io ho i libri giusti
tutto dipende sempre dai gusti.
/
Alla fine però sai che ti dico?
che in fondo avere l’anima deve essere fico.
Da te la si compra e ad un prezzo onesto,
ma sai che ti dico?
Io trovo sto mercimonio un tantino molesto…
… e pure funesto

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Interno-notte: mezza stagione, non si capisce mai se di notte farà caldo o freddo, o medio. Sono a letto con la mia Lei e pensiamo che una sola copertina leggera potrebbe non bastare. Così sistemo ai piedi del letto, in mezzo (schienale nella mia direzione), una cadrega con sopra una trapunta, se dovessimo aver freddo basterà sporgersi e prenderla senza doversi alzare, ci vuole un niente.

L’idea è brillante e si rivelerà utile, ma non tiene conto del sottoscritto: ci ho messo un quarto d’ora prima di capire che stavo facendo piedino allo schienale della sedia! Cazzo!

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Il Taglia in piscina

tritonDa un po’ di tempo a questa parte vado in piscina, per necessità più che per piacere, nel senso che per fare attività fisica l’acqua non è il mio elemento, specie se puzza di cloro.

Un lato positivo della piscina? I bagnini/e (assistenti ai bagnanti), ragazzi sempre cortesi e con il sorriso sulle labbra e io di piscine ne frequento due, in entrambe è così, buono. Anche perché entro nell’area piscina senza occhiali ed essendo miope vado avanti a tentoni fino alla vasca. Così l’azione di salvataggio dei bagnini con me comincia sulla terraferma: avanti di qua, bene così, avanti, un passo e ci sei. Che poi ho una cuffia rossa (sono l’unico colorato tranne una ragazza che ce l’ha rosa!) perciò sembro davvero un carico eccezionale in autostrada con il cartello di pericolo. Ce l’ho rossa perché solo quella era rimasta quando l’ho acquistata. Tra l’altro le prime volte  me la calavo fin sotto le orecchie (tipo cupola di chiesa) l’acqua ci entrava ma poi non usciva e mi finiva dentro le orecchie. Perciò oltre che cieco pure sordo.

Io: che corsie posso usare per il nuoto libero?

Bagnino: quelle che vuole, sono tutte a disposizione, tenga conto che le centrali sono per i più esperti.

Io: perfetto, corsia uno (popolata da: signore, donne in dolce attesa, sfiancati dalla vita, disillusi cronici, poeti maledetti e panze fuori piano regolatore).

Bagnino: ma no, ma si figuri – sulla fiducia e ridendo bonario, che caro ragazzo, la vita deve ancora insegnargli molto

Io inizio a nuotare. Stile becero (l’ho inventato io, è uno stile libero alla cazzo, però spruzzo poca acqua), prime quattro vasche affrontate con furore che neanhce Bruce Lee dalla Cina,  impostando quella che io chiamo velocità Pellegrni, da record del mondo, che poi il mio mondo è il quartiere per cui potrei anche farcela! Quando tocco terra, alla fine delle prime quattro vasche, felice come solo Colombo può essere stato quando sbarcò ad Hispaniola, guardo sorridendo l’assistente ai bagnanti e faccio: corsia uno, perchè da qua in poi sarà tutta discesa verso il baratro (dritto dentro la categoria sfiancato dalla vita). E lui sorride facendo di sì con la testa, ma ha una parola buona: con il tempo rientrerà in forma. Sì, o collasso del tutto. Ma questo non l’ho detto perché ho fiducia in me, anche se ne ho meno rispetto a quella che lui pare riporre in me. Che caro ragazzo.

Ma veniamo al punto che mi premeva sottolineare: quando vado in piscina non capisco perché, dopo aver fatto il biglietto, ti chiedano se hai la cuffia. Mi pare assurdo, voglio dire che sarebbe più sensato chiedere (se proprio devi chiedere): ehi amico, ce l’hai il costume? Io al posto loro chiederei  se uno ha il costume, non la cuffia. Così ho deciso: la prossima volta entrerò in vasca CON LA CUFFIA, MA SENZA IL COSTUME. Lo faccio per loro, così nel protocollo domande inseriranno quella più ovvia e sensata: lei ce l’ha il costume, vero? Credo proprio che poi mi ringrazieranno.

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I consigli del Taglia

Consigli da uno che ancora fa fatica a distinguere la destra dalla sinistra, sigla:

  • Non iniziate mai una dieta a settembre, è il mese dell’anno in cui si mangia di più. E’ uno stimolo atavico: alla fine della bella stagione l’uomo primitivo mangiava e cervava di mettere su una riserva d’adipe per affrontare i rigori dell’inverno.
  • La vita è fatta a scale, fate in modo di non essere voi quelli che le devono pulire perché in giro è pieno di zozzoni maleducati.
  • Se vi sentite giù non pensate a chi sta peggio di voi, vi sentirete ancora più giù, idem se pensate a chi sta meglio. Non pensate e basta, funziona.
  • Gli amici sono un tesoro prezioso, fate come facevano i pirati di Stevenson con i loro preziosi: sotterrateli in un’isola deserta.
  • C’è chi dice: “Non mi fido di chi non beve vino” – rispondetegli “non mi fido di chi spara stronzate”, ditelo anche se bevete vino.
  • Sorridere fa bene, ma ogni tanto piangere è necessario.
  • Se non vi piacete ricordate che si può cambiare, se non piacete agli altri ricordate che si possono cambiare le frequentazioni.
  • Se dovete scegliere tra diverse code, tipo alle casse del supermercato, e vi capitasse di riconoscere il Taglia in una di queste code (sono quello che bestemmia in silenzio), scartatela, non so perché ma, indipendentemente dalla lunghezza inziale, le code che scelgo sono quelle che durano di più.
  • Anche quando le cose vi sembrano dure ricordate che alla fine arriva sempre il weekend.
  • Se la stitichezza vi blocca provate con le fibre, se l’auto del vicino vi blocca l’uscita dal garage provate con una mazza da baseball (vale come allenamento/palestra).
  • Esistono due modi di fare le cose: il modo giusto e quello sbagliato; dato che spesso non sappiamo in antcipo se il nostro modo di agire sarà giusto o sbagliato, non preoccupiamocene, piuttosto: facciamo, agiamo, il resto verrà da sé.

Ricordandovi che la Santa di cui si ha sempre bisogno è Santa Pazienza, vi auguro un buon weekend. Oggi il sole tramonterà come al solito, e domani sorgerà come sempre, non vi è alcun dubbio su questo… credo…

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Honest Scrap

La gentile honestawardIrish Coffee mi ha onorato (come dicono i giapponesi, e io oggi ho sonno – capirai che novità – e quando ho sonno mi vengono gli occhi stretti, due fessure, ergo a mandorla perciò posso anche esprimermi come un giapponese) del premio Honest  Scrap che consiste nel raccontare dieci cose di sé (di me nello specifico). Iniziamo:

sono uno che tende talvolta a preoccuparsi eccessivamente, a pianificare per evitare sorprese, che si arrovella e pensa troppo, questo inibisce l’azione, cioè tendo a bloccarmi, ad essere titubante. Dovrei recuperare un po’ di sana inconsapevolezza.

Sono fondamentalemnte una persona buona… qualcuno vuole darmi un morso? Niente condimenti per favore.

Sono quasi astemio, nel senso che bevo raramente alcool, in genere un goccio di vino a Natale, basta. Non fumo e non mi drogo. In Bacco tabacco e Venere, mi concentro su Venere; in sesso droga e rock’n roll ne ho due su tre invece.

Una volta scrivevo con passione, frenesia, un’ansia febbrile, adesso lo faccio molto più raramente.

Continuo a leggere però… ma non studio più… mi sto intristendo

Ho frequentato la scuola alberghiera, mi piace cucinare, mi piace l’idea di cucinare insieme a Lei, la mia Lei, mi piace mangiare insieme a Lei, mi piace fare un sacco di cose insieme a Lei, mi piace la vita da quando c’è Lei, perché mi piace Lei, chiaro.

Mi piace fare fotografie ma non credo di amare la fotografia, o almeno la amo a piccole dosi, nel senso che è un’attività che ti isola completamente dal mondo (non che sia mai stato un problema per me isolarmi, ma adesso ne ho molta meno voglia), la fotocamera pone una barriera tra te e il mondo che ti costringe a non guardarlo più, pare paradossale ma è così. Ci vuole sangue freddo per fare foto.

I miei orizzonti sono piuttosto limitati, nel senso: sto benissimo nel mio mondo, ci faccio entrare poche persone. Adesso il mio mondo non è più solo mio, ragione in più per proteggerlo ancor di più. Non sono scorbutico, so stare in situazioni mondane e comportarmi a modo con gli altri, mi piace anche uscire con amici vari, per carità, solo che non ho bisogno di loro, non perché mi creda migliore o che, ma perché avere a che fare con il mondo è impegnativo ed io sono pigro.

Sono una persona onesta che tiene alla sua dignità, non mi piace fregare o prevaricare gli altri e mi comporto educatamente anche con gli stronzi, tendo a sdrammatizzare perchè so che non ne vale la pena (fino ad un certo punto però, poi mi incazzo).

Tendo ad essere goloso, non smodatamente, ma amo i dolci (anche se ne mangio pochi appunto perché so di essere goloso), i pop corn fatti in casa, gli snack, le M&m’s, le arachidi e la frutta secca, il té con i biscotti, le lasagne, i fritti, i tramezzini, le piadine e le patatine, i gelati, la cioccolata specie con le nocciole, il croccante… Detesto McDonald’s, mangio poca carne, carne rossa mai (al massimo nel ragù).

Adesso dovrei premiare altri dieci blogger, ma in genere questa è la parte che salto: primo, perché non ci arrivo a dieci; secondo, perché a questo punto quei quasi 10 hanno già fatto il meme, per cui se qualcuno del mio blogroll vuole raccogliere la sfida, si senta libero di farlo, io vi amo tutti, vi premierei tutti…

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