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Archive for agosto 2008

“Mi è sempre parso che i nostri concittadini avessero due frenesie: le idee e la fornicazione […] talvolta penso a ciò che diranno di noi gli storici futuri. Per l’uomo moderno basterà una frase: fornicava e leggeva giornali. Dopo questa definizione lapidaria, l’argomento, direi, sarà esaurito”

(Albert Camus “La caduta”) 

 

Ma a ben guardare la realtà che ci circonda di idee non se ne vedono più e di fornicare, beh, quello è sempre stato considerato l’origine di tutti i mali. Se poi proviamo ad associare fornicazione ed idee allora non c’è che da restar delusi. Niente svilisce di più l’amore, o semplicemente il sesso, tanto nel farlo quanto nel parlarne, di una cronica, incancrenita, stitica mancanza d’idee.

 

Ecco un’idea niente male, suggeritami implicitamente dal buon vecchio ANI (guardare il video). Talvolta sono le cose più semplici quelle che scioccamente si trascurano, quelle che danno più soddisfazione, quelle che… 😆

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Sarà che non ho più tre anni, magari mi manca la capacità di stupire in modo spontaneo davanti a piccole meravigliose cose, particolari, dettagli troppo spesso trascurati… e mi manca quel sesto senso per scoprire piccoli tesori nascosti nella campagna, offerte della natura per un animo sensibile o candito, o semplicemente inesperto. Sarà che le bambine protagoniste dell’anime “Totoro” (studio Ghibli, Hayao Miyazaki, e chi altri!) sono portatrici di una vitalità concentrata e pronta ad esplodere mentre in me, che sono grandicello, di concentrata c’è solo la nostalgia per un passato vissuto in modo simile al loro, per quanto concerne il rapporto con la natura, non per altro. Però curiosando nella campagna intorno a casa mia non sono riuscito a trovare gatti tigrati a forma di autobus, né giganteschi Totoro e un po’ tutto questo mi dispiace, mi dispiace e mi manca. Già, mi manca non essere più in grado di trovare gatti con gli occhi a fanale, né piccoli grandi misteri da svelare. Solo la pioggia, il suo rumore, il suo profumo, il brivido che attraversa l’aria quando scende dal cielo, mi concede un’emozione da sempre uguale, piacevolmente immutata. Come è bello camminare con l’ombrello aperto sotto la pioggia, magari nel silenzio di un posto tranquillo, magari quando comincia a fare sera. Beh, però potrei sempre provare a canticchiare: To-toro-to-toro… chissà, magari qualcosa di assurdamente piacevole, perché inaspettato, potrebbe succedere

Ecco cosa io ho trovato in campagna (alcune cose almeno, oltre a zanzare killer):

 

   

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23 agosto

River Jude Phoenix

Metolius 23 Agosto 1970 – Los Angeles 1993

Mosquito Coast – Stand by me – Vivere in fuga 

My own private Idaho

A lui i R.E.M. hanno dedicato l’album Monster, e i Red Hot Chili Peppers la canzone “Transcending” 

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“Ho i nervi scossi stanotte. Sì, scossi. Sta con me.

     Parlami, perché non parli mai? Parla.

A cosa stai pensando? Pensando cosa? Cosa?

     Io non so mai che cosa pensi. Pensa.”

 

     Io penso che stiamo nel vicolo dei topi

Dove i morti hanno perso le loro ossa.

 

[…] “Non sai nulla? Non vedi nulla? Non ricordi

                   Nulla?”

 

[…] “Sei vivo o no? Non c’è nulla nella tua testa?”

 

[…] “Cosa devo fare ora? Cosa devo fare?

Mi precipiterò fuori così come sono, e a andrò per strada

Con i capelli giù, così. Cosa faremo domani?

                   Cosa faremo mai?”

 

[…] HURRY UP PLEASE IT’S TIME

SBRIGATEVI PER FAVORE SI CHIUDE

 

[…] HURRY UP PLEASE IT’S TIME

HURRY UP PLEASE IT’S TIME

HURRY UP PLEASE IT’S TIME

 

Goodnight Bill. Goodnight Lou. Goodnight May. Goodnight.

Ta ta. Goodnight. Goodnight.

Good night, ladies, good night, sweet ladies, good night, good night.

 

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Ezra Pound scrisse: “nessuna calamità che ci si aspetta arriva. Quelle che arrivano non le si aspettano; e di solito sono una fortuna mascherata”

Ci sono dei momenti così, dei cambiamenti piccoli o grandi che ci riguardano, cambiamenti materiali, sentimentali, contingenti, necessari, ineludibili, cambiamenti di uno stato d’animo, chiusura di cicli, passaggi d’età (prego pagare il pedaggio), abbandoni, addio, incontri, sorprese… ognuno di noi ha inserita in sé una specie di bussola che continua ad indicare il nord, giusto per non perdersi, giusto per non attardarsi e restare indietro, giusto per mantenere l’equilibrio più o meno stabile (serrare le chiappe). Un respiro a pieni polmoni e avanti. Piccole e grandi gioie, piccoli e grandi intoppi, la vita insomma.

La mia bussola, la mia boccata d’ossigeno, è diventata, quando ormai ero grandicello, la chitarra. Sarà perché le cose che mi riguardano preferisco affrontarle in una dimensione chiusa, ripiegata, è una forma di rispetto verso me stesso e gli altri… solo: io da solo… Comunque, la chitarra è una sorta di copertina di Linus, interpreta il momento, chiarisce il ciclo, lo svelenisce, lo plastifica in forme nitide  più o meno comprensibili, lo esalta se di grande felicità dovesse trattarsi.

Esistono per me dei momenti particolari in cui disattivo il cervello, la parte razionale almeno ma non quella umorale, e prendo in mano la chitarra per suonare dei motivetti semplici, ma lo smanettare del plettro a ritmo frenetico, cantare stonando a squarciagola, piazzare un minimo di improvvisazione non solo mi dà un gran gusto, ma soprattutto ha su di me un effetto catartico. Mi purifica, mi fa sentire vuoto ed in pace e mi ricarica. Poi sto davvero bene, almeno per un po’.

Il pezzo più gettonato in questo momento è (ascoltato lo scorso anno all’Heineken) Through the glass degli Stone Sour

Poi ci sono i pezzi (di seguito ognuno ha il suo bravo link) che accompagnano un momento davvero felice, ad esempio dal punto di vista sentimentale, ecco allora “Fell in love with a girl” degli White Stripes; oppure, se si tratta di felicità “generica”: Nirvana con “Polly” (occhio però: versione new wave non classica, la new wave è più veloce); e poi Ugly Kid Joe “Milkman’s son” (magari con un’introduzione improvvisata).

Da suonare ad una ragazza? Difficile, in tema cretinetto-semplicetto ora come ora H-Blockx “Little girl” (smanettando di accordi distorti viene più “piena”); magari anche “Interstate love song” degli Stone Temple Pilots

Momenti tristi? C’è sempre Temple of the dog “hunger strike

Beh… ho pensato anche a questo: se avessi un figlio/a come ninna-nanna: Ugly Kid Joe “Cloudy Skies” proprio quei giri di classico rock-country-blues americano;

Insomma, tranne la prima e Fell in love degli W. S. (2001): un bel po’ di roba anni novanta, che io stavo così bene negli anni novanta…

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