Ognuno ha un paio di mutande preferite, forse anche più di uno: la mutanda portafortuna, quella comoda, la mutanda di quella volta lì, ah sì! quanti ricordi, ecc.
Bene, io avevo un paio di mutande che, nonostante non fossero né più vecchie, né più economiche delle altre, si erano rimpicciolite, l’elastico si era slabbrato e così tendevano un tantino a cascarmi. Continuavo a ripetermi: le butto, le butto… ma poi non mi decidevo perché mi dispiaceva. A livello di usura il cotone era ancora ben messo, perciò buttarle mi sarebbe sembrato uno spreco.
Lo scorso giovedì sono andato a fare jogging indossando la mutanda in questione. Pantaloncino corto (più corto del solito) da calcio in poliestere che già di suo tende a scivolare, restando più a contatto con le ginocchia che con il culo, e la mutanda che gli andava dietro nel moto discendente. Ben presto la corsa si trasforma in una lotta, ed io ogni dieci secondi sono costretto a tirare su pantaloncino e mutanda, che in chi mi vede suscito due reazioni:
- nella migliore delle ipotesi “correre gli fa bene, guarda quanto è dimagrito, gli cascano le braghette”
- nella peggiore (che è anche la più sensata) “ma quello è cretino? Che sta facendo?”
Dopo un 5-6 minuti, non potendone più, parcheggio la carcassa sul lato della strada, tiro su le braghette fin sotto le ascelle (e la mutanda dietro: strizza, comprime, sostiene), e le blocco imbastendo sul cordoncino una doppia ciocca blindata a saldatura stagna, così che l’ambaradan non caschi più. Bell’affare: il pantaloncino è molto corto ed in più l’ho ancorato praticamente sotto il mento; indosso il K-way che è un attimo lunghetto, di quel tanto da coprire interamente il pantaloncino. Così da perfetto demente colto da convulsioni che corre e tira su, mi trasformo in una specie di depravato che corre in K-way e mutande, perché quella era l’idea che avrei potuto dare in chi mi avesse visto, dato che dove finiva il K-way iniziava subito la nuda pelle della gamba, perciò pareva che sotto il K-way non indossassi nulla. Uno spettacolo entrato ormai nella leggenda: “Sì, l’ho visto anch’io, era il Taglia. Ma com’è che si è ridotto così?” “pare che la morosa l’abbia mollato” “no, si è beccato un virus rarissimo” “io ho sentito dire che è stata una botta in testa”. Già, la morosa lo ha mollato dopo avergli attaccato un virus rarissimo e come se non bastasse l’ha pure preso a sprangate in testa. Nascono così miti e leggende.
Arrivato a casa ho fatto l’unica cosa sensata: mi sono spogliato e le mutande le ho fatte volare nel secchio della spazzatura: decollo rapido, planata maestosa, atterraggio perfetto. Se vi capitasse di sentire in giro qualche storia su di me, beh, voi m conoscete, sono tutte esagerazioni.
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