LUI E LEI IN CAMERA DA LETTO, dopo aver fatto l’amore. Lei è in baby-doll distesa sul letto che legge una rivista di moda, lui passeggia nervosamente avanti e indietro.
Lei: c’è speranza che la batteria si scarichi o continuerai così per molto? Se durasse così tanto quando facciamo l’amore sarebbe una vera benedizione per la sottoscritta
Lui: che? Parlavi con me?
Lei: no, parlavo con la porta del cesso, ci faccio delle conversazioni più interessanti che con te. Che hai oggi?
Lui: no… niente… cosa leggi?
Lei: quello che si legge dopo una scopata, Famiglia Cristiana. Ci risiamo, è ripartito il moto perpetuo
Lui: è solo che non capisco, è così strano…
Lei: cosa non capisci, perché 2 più 2 faccia 4? Hai scoperto il potere dell’addizione?
Lui: ma stai scherzando?
Lei: il potere dell’ironia invece resta ancora uno sconosciuto, giusto? Dico davvero, che ti prende?
Lui: dicevo, è strano forte… sono tre giorni che te la lecco ma quella non si consuma mai. Visto, lo conosco anch’io il potere dell’ironia
Lei: certo, e padroneggi anche gli arcani segreti della finesse. Qua l’unica cosa che si consuma è la mia pazienza. Perché non vai a farti un giro
Lui: e tu non vieni?
Lei: devo prendere il guinzaglio e portarti a fare pipì nel parco?
Lui: qua tira brutta aria, meglio se vado
Lei: copriti bene che anche fuori tira brutta aria, e poi mi pianti certe scene da moribondo per un semplice raffreddore
Lui: non c’è da scherzare con il raffreddore, basta un niente e si trasforma in polmonite
Lei: mai invece che tu ti trasformassi in un essere pensante
Lui: tu non fai che disprezzare il sottoscritto, ma ti assicuro che in giro c’è di peggio
Lei: sì, il virus Ebola. Vuoi che ti elenchi i sintomi, scommetto che nel giro di tre secondi te li senti tutti addosso. Ma perché voi uomini siete così piagnucolosi?
Lui: siete voi che ci portate ad essere così. Viviamo in uno stato di continua paura per quello che diciamo o facciamo, perché tanto non vi va mai bene niente. L’unico momento in cui godiamo di un po’ di libertà e ci sentiamo amati è quando stiamo male
Lei: povero caro, mi fanno tanta tenerezza i cuccioli malati e sofferenti, lo vuoi un calcio sulle palle?
Lui: vado che è meglio
Lei: è quello che ho detto io due minti fa. Ma si può sapere cosa avevi prima?
Lui: sono nervoso, c’è un argomento che non so bene come affrontare… vedi io ti amo e vorrei sposarti, solo che non so come chiedertelo. Non dici niente? Visto, sono riuscito a farti chiudere la bocca
Lei: guarda che se stavi scherzando io quel calcio ce l’ho sempre pronto
Lui: no, non stavo scherzando, ma non so come chiedertelo
Lei: se vuoi il mio parere questo è un modo idiota per farlo
Lui: è un inizio però
Lei: e se non ti impegni di più quest’inizio sarà anche la fine
Lui: ma tu mi ami?
Lei: se non ti amassi ti avrei già ammazzato da tempo, opzione comunque che tengo buona per il futuro
Lui: ti amo anch’io.
D’altronde tutti hanno bisogno di…






