Il Natale è un periodo dell’anno che divide le persone tra favorevoli e contrari ad entrare nello spirito natalizio, chi lo ama, chi è indifferente, a chi non piace ecc. Divide come solo un’altra festività fa: San Valentino.
A me il Natale è sempre piaciuto, in questo periodo divento sentimentale, e sono felice. Quando mi svegliavo (e l’ho fatto per anni e anni) alle 6 di mattina e alle 6.20 (tempi calcolati al secondo tipo Fantozzi) ero già fuori di casa, attraversare le strade deserte, immerse nel silenzio, e vedere un’altrettanto silenziosa esplosioni di luci intermittenti provenienti dagli alberi di natale e dalle decorazioni, per me era qualcosa che mi scaldava le budella, come solo una rosetta calda con il musetto. Sì, mi è capitato di fare colazione con una rosetta calda (pane) con cotechino anch’esso caldo dentro. Questo senso di pace, silenzio e gioia che assorbivo e godevo nel gelo di quelle mattinate per me era il Natale.
Quel senso di gioia e intimità e calore e luce, e silenzio, e gioia, e intimità e calore mi piace condividerlo con le persone che amo… con la ragazza che amo dato che come inclinazione alla vita sono abbastanza selvatico. Aristotele scrisse che le persone aliene dalla socialità sono o dèi o bestie. Io mi riconosco abbastanza nella seconda e non per vezzo ma per natura. Il Natale si è arricchito di significati nuovi, di un mondo di esperienze da scoprire e condividere, e ora per scaldarmi le budella non ho più bisogno del panino con il musetto, e anzi mi scaldo decisamente tutto e di più grazie a lei.
Veniamo al titolo del post: che sia la crisi o non so che, ma quest’anno nel mio quartiere niente decorazioni luminose in strada, e pochissime nelle case dei privati. Molti tra gli alberi più belli, che venivano allestiti nei giardini, non sono stati fatti e uno ha voglia ad alzarsi alle 6 per farsi scaldare il cuore dalle lucette intermittenti che sbocciano nel silenzio di una mattina fredda. Qua non sboccia niente. Resta solo il freddo.
E’ triste per certi versi. Lo so che il Natale non è solo questo, ma comunque la luce della festa ne è una parte importante. Almeno per me. Se però cerco il significato autentico di questa festa so d’essere fortunato, molto fortunato, perché c’è chi mi ama, c’è una persona speciale che mi ama con cui condividere momenti speciali e perciò sono grato di questo, e non ho bisogno d’altro.
E nel clima strappa mutande e lacrime che tra poco si insinuerà, specie quando vedremo zoppicare il piccolo Tiny Tim e Mortimer e Randolph mandati in malora da Eddy Murphy e Dan Aycroyd (una Poltrona per due è un classico di Natale) e Cajkovskij ci ronzerà nelle orecchie
vi auguro di passare delle feste serene con chi vi ama davvero, e che Dio ci benedica tutti (questo è sempre Tiny Tim)
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