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Posts Tagged ‘televisione’

Simile titolo può introdurre solo una categoria di lavoratori, che, spiace dirlo, al giorno d’oggi per la maggior parte è composta da questi tipi umani: logorroici o decerebrati. Mi riferisco ai giornalisti.

Non so se ci avete fatto caso, io seguo regolarmente i tg e, regolarmente, da almeno tre mesi, appena si appresta il fine settimana eccoli ripetere, come un disco rotto e insensato:

quella che sta per iniziare sarà la settimana decisiva per l’euro…

da almeno tre mesi. Ma ci prendono per il culo o ci prendono per sfinimento? Sarà possibile che ogni settimana che va ad iniziare sarà quella decisiva? Mah.

Ho caldo.

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[Mai stato bravo con i titoli] Che sia primavera è assodato, che spuntino le prime margherite anche, e non solo, ci sono le viole (chiedere a Monia per conferma), ma questo è un altro discorso.

Sono un fruitore appassionato di televisione, ma alquanto disordinato per quanto riguarda la scelta di ciò che guardo. Per me funziona così: faccio zapping, vedo qualcosa che mi interessa e mi fermo. Difficilmente pianifico in anticipo cosa guardare, specie quando si tratta di serie tv. Ci capito e fine. Se poi mi piacciono inizio a seguirle.

E’ primavera, spuntano le margherite e al disordinato fruitore di serie tv è venuto in mente Pushing daisies, telefilm che qualche volta seguivo l’anno scorso, ma che non ho più visto nei palinsesti. Un telefilm carino, insolito nei temi, quindi anche abbastanza originale, genere commedia, quindi si ride. Non mi dispiacevano le avventure di Ned il Fabbricatorte (the pie maker), del caffè-pasticceria PieHole, del suo dono: la capacità di resuscitare i morti (quelli che appunto da sotto spingono le margherite), da cui l’idea di indagare su casi di omicidio con l’amico (amico?) investigatore, potendo chiedere direttamente all’assassinato: chi ti ha ucciso? Anche se non sempre questo lo sapeva. E poi riscuotere eventuali premi in denaro sulla cattura dell’omicida. Era originale la storia d’amore con la zombie Charlotte “Chuck”, amica di sempre e zombie in quanto è Ned a riportarla in vita. Ma il dono di Ned ha una particolarità: al primo tocco riporta in vita, al secondo tocco uccide. Può riportare in vita solo per 60 secondi, se poi non tocca di nuovo il Lazzaro di turno, qualcun’altro morirà al posto del resuscitato. Non so se mi sono spiegato, eventualmente c’è wikipedia per capire meglio come la cosa funzioni. Questo dà uno spessore diverso alla trama, e la rende più intrigante. Ned riporta in vita la ragazza che ama e che lo ama, ma non può più toccarla. Se indiga su di un omicidio può far domande alla vittima solo per 60 secondi.

Il mio personaggio preferito era Olive dalla voce squittente, collaboratrice al PieHole di Ned e segretamente innamorata di lui. Le storie d’amore hanno una certa importanza, ma un ruolo non invadente. In effetti il telefilm è abbastanza orientato a tinte rosa, ossia si rivolge ad un pubblico dedito a festeggiare l’8 marzo, più che il 19 dello stesso mese, ma non essendo una soap, mantenendosi quindi su registri più unisex nella trama, è godibile anche per un pubblico maschile, nonostante le torte e le margherite.

Bon, ho scoperto che Pushing Daisies è durato pochissimo e poi è stato cancellato: la prima serie ha solo 9 puntate, causa sciopero degli sceneggiatori; la seconda è stata anche l’ultima. E neanche il tocco di Ned pare aver funzionato sulla serie dopo la soppressione. Non è così assurda la cosa, scrivere un genere di telefilm di questo tipo richiede, a mio avviso, per una duratura programmazione e sicuro appeal su pubblico un punta di maggiore causticità, huomor nero, persino cattiveria, che la serie non aveva. Tale mancanza alla lunga poteva portare (e forse era già così in parte) ad una ripetitività delle storie che sviliva un concept iniziale che aveva molte potenzialità, e un grado di originalità che in tv non è così facile da trovare.

Si parlava della possibilità di proseguire la storia via fumetto, ma evidentemente non sarà la stessa cosa.

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La cricca del cattivo fare in cucina, capitanata dall’anticucina (per scelta o pigrizia) Benedetta Parodi, colpisce ancora. Cosa ne penso dei vari cotto e mangiato l’ho già scritto in questo post, ma non finisco di stupire.

Un’altra deliziosa ricetta viene proposta sulla rubrica di cucina, che la Parodi cura sulle pagine del TV Sorrisi e Canzoni. La meravigliosa lasagna ai carciofi fatta con: pasta fresca già preparata (e qui ancora ci siamo, in commercio ce ne sono di ottima qualità); besciamella che immagino confezionata, primo non è scritto come farla, poi conoscendo… cubetti di cotto (ah, ne esistono di già tagliati e pronti in confezione, nel caso vi fosse sfuggito, no eh, di sicuro non vi è sfuggito) ed ecco la meraviglia delle meraviglie: volete una lasagna ai carciofi? Benissimo, comprate la crema di carciofi già pronta, quella in barattolo. Mmmh che bontà, mi invitate a cena? Ho i brividabadibidi

Ma poi sta roba la mangiate davvero? Comprate i surgelati che fate prima, o meglio ordinate una pizza, fate ancora prima e spendete meno. Che soddisfazione può dare confezionare un piatto del genere? Uno può sentirsi fiero di averlo preparato? Può in tutta coscienza proporlo agli ospiti, o darlo da mangiare ai propri figli? Il sapore di sta lasagna, deve essere paragonabile al morso dato alle scarpe di un maratoneta, smesse dopo 250mila chilometri percorsi nel deserto. La tossicità (parlo di tossicità) la stessa di quelle scarpe.

Questa non solo è roba immangiabile, ma fa pure un male tremendo all’organismo! Vi avvelenate cazzo, sono conservanti e chimica da 4 soldi. Preparare la stessa lasagna con ingredienti freschi vi porterebbe via solo un po’ di tempo in più, quel tempo lo trascorrereste in famiglia ottenendo il doppio benefico risultato di giovare alla digestione, e rafforzare le relazioni familiari.

Ma non è finita, già che ci siamo, per la serie: cosa non si farebbe pur di andare in televisione! Malati di protagonismo. Ho visto chef, o presunti tali nonostante le loro stelle Michelin, sfilare nel programma televisivo della Parodi. Ora, caro chef stellato, o tu non sai cosa sia fare dell’ottima cucina (e può benissimo essere), oppure tu pur di andare in televisione partecipi a qualsiasi programma (comprese le previsioni meteo), senza informarti su come sia quel programma. Se poni in cucina la stessa cura che metti nell’informarti, meglio tenersi alla larga dal tuo ristorante.

Ma cosa sta diventando la cucina in Italia? Favorevole a questa esplosione modaiola di cucina di cui si parla ovunque e si fa ovunque, contrario ai cattivi maestri, contrario ai cialtroni che lo fanno di mestiere e avvallano cattivi maestri, pur di ritagliarsi l’ennesimo spazio in tv, che neanche Alessia Mertz ai tempi era così attaccata ad un passaggio televisivo.

Eccolo un vero chef: Remy, del film Disney-Pixar Ratatouille (il miglior film sulla cucina che mi sia capitato di vedere). Passione, attenzione, cura, amore per gli ingredienti, voglia di far star bene gli altri!

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Qualche settimana fa stavo facendo zapping: non so che film fosse, non conosco titolo o trama, né so chi fossero gli interpreti (tranne uno), so solo che nel momento in cui ci sono capitato Walter Matthau ha recitato questa battuta:

  • chi non sogna, e chi non suda, accumula veleno.


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Infrangere muri, superare barriere, limiti, paure… ci vuole poco in realtà, basta un minimo di coraggio e una sana dose d’incoscienza… ah, e la giusta colonna sonora in sottofondo che crei l’atmosfera (la musica dello spot è di G.F. Händel “Sarabande”)

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Ragazze di tutto il mondo affretatevi a trovare un moroso (sempre che la cosa vi interessi), in quanto il maschio è destinato ad estinguersi 😯 Non il maschio inteso come modo d’essere: il macho, o l’uomo galante di un tempo… con maschio intendo proprio la categoria uomo. 😥

A dar retta al professor Bryan Sykes che insegna genetica all’università di Oxford tra 125mila anni il cromosoma Y (alla base del sesso maschile) si deteriorerà fino ad estinguersi. “Questo perché trasmettendosi di padre in figlio l’1% degli uomini subisce una mutazione che ne abbassa la fertilità” (fonte: Airone).

Ecco, se tutti immaginavamo un futuro tipo “il pianeta delle scimmie” oppure “2001 odissea nello spazio” beh, ci sbagliavamo, in quanto il futuro sarà questo:

The L Word mai vista la serie? Io sì, perciò posso dire che le cose rispetto ad oggi, a livello di rapporti sentimentali, non cambieranno molto anche senza uomini, il casino sarà il medesimo, ma potrei anche sbagliare. 

In ogni caso, se non potete vivere senza un uomo datevi da fare, vi restano solo 125mila anni… ma ricordate che le decisioni prese in fretta, non sempre sono le migliori!

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Non so perché ma questo spot mi piace parecchio: forse perché nonostante il pupazzo sia un pupazzo (appunto) ha una faccia espressiva; forse perché lei è, in modo assurdamente divertente, un’isterica folle… o magari… boh… non mangio più un chupa chups da duemila anni, gusti preferiti: limone e cola… comunque, perché lui non apre il suo tenero cuoricino? PERCHE’!

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