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INTO THE WILD

La felicità è reale solo quando è condivisa

 

Ieri sera faceva caldo (capita d’estate), ho deciso di guardare il film Into the Wild (non conoscevo la storia, non avevo letto nulla sul film, ci arrivavo vergine, credo sia la condizione migliore): l’Alaska, la neve, il freddo, viaggiare, il deserto, il grano, la polvere, viaggiare… mi è piaciuto, già, specie le tettine di Sonia la turista danese svalvolata. Ma che cacchio scrivi? Niente, che mi sono piaciute le tettine di Sonia, sì, perché della bellezza mozzafiato del paesaggio se ne saranno accorti in migliaia (c’erano tutti i colori dell’America, tutti… e c’erano anche uomini e donne, non persone, ma uomini e donne). E la regia? Ovvio, sì. La fotografia, che mi dici, ti è piaciuta quella? Altroché, a me come ad altre migliaia di persone. E la storia, il suo senso… Ma sì, ma sì, come ad altre migliaia di persone che poi avranno sbrodolato, psicanalizzato, dato prova di acutezza, incensato, idolatrato, moraleggiato-filosofeggiato, trovato tutto ciò che c’era compreso ciò che non c’era nel film e avranno buttato tutto nei loro blog (quanto inadeguate sono le parole, esse sono le vere responsabili della nostra insicurezza). Mi sa però che nessuno ha scritto o indugiato sulle tettine di Sonia. Come ti è sembrata la colonna sonora? Monumentale, mi sarebbe proprio piaciuto fare l’amore con Sonia e le sue tettine con in sottofondo quella colonna sonora, magari distesi in un prato del Midwest, circondati dal grano che cresce, dal rosso che cola dal sole ed indugia sulla pelle, è una bella sensazione, un insieme di belle sensazioni se ci pensi. E poi saremmo potuti andare ad ovest a bagnarci i piedi nell’oceano, l’acqua è fredda all’inizio, ti si sono induriti i capezzoli eh bellezza? Anche qui altra bella sensazione, roba che ti sconvolge le budella. Ok, la pianto, ma se cambio discorso casco in peggio perché si materializza l’ombra densa di Thoreau, abbiamo un conto in sospeso io e lui. Non ho mai letto Thoreau ed ultimamente me lo ritrovo dappertutto (citazioni ovunque a partire da Paul Auster), se ci penso credo sia più probabile che sarà lui, in una immediatamente prossima notte notte d’estate, a finire a letto con me più che Sonia. Già vecchio mio, io e te, una lotta, ma terrò duro, dico davvero, magari mi prenderò delle pause… e penserò a Sonia, alle sue tettine.

 

Quasi quasi alla fine del film pure mi commuovevo… il finale… per questo conviene arrivare vergini a questo film, altrimenti non ha senso… rischiavi di commuoverti per le tettine di Sonia? Cazzo, non ci crederai ma in realtà è da un pezzo che ho smesso di parlare delle tettine di Sonia.

 

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