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Posts Tagged ‘fabbricatorte’

[Mai stato bravo con i titoli] Che sia primavera è assodato, che spuntino le prime margherite anche, e non solo, ci sono le viole (chiedere a Monia per conferma), ma questo è un altro discorso.

Sono un fruitore appassionato di televisione, ma alquanto disordinato per quanto riguarda la scelta di ciò che guardo. Per me funziona così: faccio zapping, vedo qualcosa che mi interessa e mi fermo. Difficilmente pianifico in anticipo cosa guardare, specie quando si tratta di serie tv. Ci capito e fine. Se poi mi piacciono inizio a seguirle.

E’ primavera, spuntano le margherite e al disordinato fruitore di serie tv è venuto in mente Pushing daisies, telefilm che qualche volta seguivo l’anno scorso, ma che non ho più visto nei palinsesti. Un telefilm carino, insolito nei temi, quindi anche abbastanza originale, genere commedia, quindi si ride. Non mi dispiacevano le avventure di Ned il Fabbricatorte (the pie maker), del caffè-pasticceria PieHole, del suo dono: la capacità di resuscitare i morti (quelli che appunto da sotto spingono le margherite), da cui l’idea di indagare su casi di omicidio con l’amico (amico?) investigatore, potendo chiedere direttamente all’assassinato: chi ti ha ucciso? Anche se non sempre questo lo sapeva. E poi riscuotere eventuali premi in denaro sulla cattura dell’omicida. Era originale la storia d’amore con la zombie Charlotte “Chuck”, amica di sempre e zombie in quanto è Ned a riportarla in vita. Ma il dono di Ned ha una particolarità: al primo tocco riporta in vita, al secondo tocco uccide. Può riportare in vita solo per 60 secondi, se poi non tocca di nuovo il Lazzaro di turno, qualcun’altro morirà al posto del resuscitato. Non so se mi sono spiegato, eventualmente c’è wikipedia per capire meglio come la cosa funzioni. Questo dà uno spessore diverso alla trama, e la rende più intrigante. Ned riporta in vita la ragazza che ama e che lo ama, ma non può più toccarla. Se indiga su di un omicidio può far domande alla vittima solo per 60 secondi.

Il mio personaggio preferito era Olive dalla voce squittente, collaboratrice al PieHole di Ned e segretamente innamorata di lui. Le storie d’amore hanno una certa importanza, ma un ruolo non invadente. In effetti il telefilm è abbastanza orientato a tinte rosa, ossia si rivolge ad un pubblico dedito a festeggiare l’8 marzo, più che il 19 dello stesso mese, ma non essendo una soap, mantenendosi quindi su registri più unisex nella trama, è godibile anche per un pubblico maschile, nonostante le torte e le margherite.

Bon, ho scoperto che Pushing Daisies è durato pochissimo e poi è stato cancellato: la prima serie ha solo 9 puntate, causa sciopero degli sceneggiatori; la seconda è stata anche l’ultima. E neanche il tocco di Ned pare aver funzionato sulla serie dopo la soppressione. Non è così assurda la cosa, scrivere un genere di telefilm di questo tipo richiede, a mio avviso, per una duratura programmazione e sicuro appeal su pubblico un punta di maggiore causticità, huomor nero, persino cattiveria, che la serie non aveva. Tale mancanza alla lunga poteva portare (e forse era già così in parte) ad una ripetitività delle storie che sviliva un concept iniziale che aveva molte potenzialità, e un grado di originalità che in tv non è così facile da trovare.

Si parlava della possibilità di proseguire la storia via fumetto, ma evidentemente non sarà la stessa cosa.

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