“Ho i nervi scossi stanotte. Sì, scossi. Sta con me.
Parlami, perché non parli mai? Parla.
A cosa stai pensando? Pensando cosa? Cosa?
Io non so mai che cosa pensi. Pensa.”
Io penso che stiamo nel vicolo dei topi
Dove i morti hanno perso le loro ossa.
[…] “Non sai nulla? Non vedi nulla? Non ricordi
Nulla?”
[…] “Sei vivo o no? Non c’è nulla nella tua testa?”
[…] “Cosa devo fare ora? Cosa devo fare?
Mi precipiterò fuori così come sono, e a andrò per strada
Con i capelli giù, così. Cosa faremo domani?
Cosa faremo mai?”
[…] HURRY UP PLEASE IT’S TIME
SBRIGATEVI PER FAVORE SI CHIUDE
[…] HURRY UP PLEASE IT’S TIME
HURRY UP PLEASE IT’S TIME
HURRY UP PLEASE IT’S TIME
Goodnight Bill. Goodnight Lou. Goodnight May. Goodnight.
Ta ta. Goodnight. Goodnight.
Good night, ladies, good night, sweet ladies, good night, good night.



I primi quattro versi, con altre parole, me li son sentiti dire taaante volte!
)
Ho i Canti Pisani a casa e non li ho mai letti (perché me li ha prestati il mio ex, secondo me. Ops, non glieli ho mai ridati!
Caro Taglia, oggi è il mio ultimo giorno di lavoro e poi stacco per le ferie.
Ti auguro delle buone vacanze.
Ci rileggeremo presto.
Un bacione.
Alessia
@Alessia: mia cara ciao, un bacio e a presto!
@Acrimonia: i primi quattro versi? Mmmhhh… difficile… difficile… ragazza difficile…
è un argomento che mi tocca personalmente sia per quanto riguarda me, sia per quanto riguarda le mie esperienze. Ed è un argomento complicato… da scriverci un post. Per farla breve credo esistano due livelli di “chiusura -perché non apri il tuo tenero cuoricino?” (come nella pubblicità delle Chupa chups). Chiusura ad oltranza, ossia escludo il mondo (ed è quello che anch’io in realtà faccio), però c’è anche l’opzione: con qualcuno mi apro, comunico, qualcuno di speciale.
Io ricordo l’unica ragazza che io abbia amato. Lei era piuttosto timida e specie all’inizio parlava pochissimo, insomma mi torvavo a parlare, gestire la conversazione, lanciare argomenti e a volte c’erano dei silenzi che, all’inizio, non riuscivo ad interpetare, che cercavo di “coprire” con le mie chiacchiere e lei mi veniva dietro, ma lasciava cadere tutte le questioni. Era frustrante perché io mi dicevo che se non avessi parlato lei si sarebbe stufata di me “che facciamo, stiamo insieme in silenzio, si stuferà, si annoierà? C’è qualcosa che non va?” Invece era proprio ciò che lei voleva e quello che anch’io imparai a riconoscere non come un limite della coppia, ma l’elemento su cui si misurava la compatibilità della coppia, ossia il grado di intimità per cui anche se te ne stai in silenzio non ti senti a disagio. E’ difficile però, è faticoso, è strano, è complicato perché è qualcosa che si ottiene solo se si è compatibili al cento per cento, comunque sotto al silenzio c’è una certa “tensione”, un limite che può spezzarsi in un niente… difficle, fa caldo e non riesco a spiegarmi… ho tralasciato duecento cose che dovevano essere specificate, non riesco a mettere a fuoco e credo di non essermi spiegato come volevo… magari rimando la cosa… magari non ci penso più… “perché non parli mai?” Dio è difficile, è dura… madò come sto messo in ’sto periodo… odio l’estate…
Che odii l’estate si sa!
Parli di qualcosa che so, i miei silenzi non sono quasi mai piacevoli, ma ce ne sono di tanti tipi, e tutto dipende dal momento, dal grado di apertura che hai con la persona in questione, da come ti senti, da come ti viene.
A volte sto zitta perché mi sembra che nessuna parola serva a rendere migliore un particolare momento, che pare così perfetto da poterlo solo rovinare fiatando.
A volte (più spesso) sto zitta perché sono incazzata, e lì so’ ddddoloooori!
Fermo restando il fatto che il silenzio è in alcune circostanze necessario, utile, sublime ecc., io penso questo:
il silenzio in un rapporto “profondo” d’amore o di amicizia è per chi lo pratica una forma di egoismo.
Per chi “subisce” il silenzio del partner o dell’amico, il fatto di sentirsi escluso o addirittura ferito da quel silenzio è un’altra forma di egoismo.
In quei silenzi si gioca il delicato equilibrio su cui si regge l’intimità di un rapporto.