Ezra Pound scrisse: “nessuna calamità che ci si aspetta arriva. Quelle che arrivano non le si aspettano; e di solito sono una fortuna mascherata”
Ci sono dei momenti così, dei cambiamenti piccoli o grandi che ci riguardano, cambiamenti materiali, sentimentali, contingenti, necessari, ineludibili, cambiamenti di uno stato d’animo, chiusura di cicli, passaggi d’età (prego pagare il pedaggio), abbandoni, addio, incontri, sorprese… ognuno di noi ha inserita in sé una specie di bussola che continua ad indicare il nord, giusto per non perdersi, giusto per non attardarsi e restare indietro, giusto per mantenere l’equilibrio più o meno stabile (serrare le chiappe). Un respiro a pieni polmoni e avanti. Piccole e grandi gioie, piccoli e grandi intoppi, la vita insomma.
La mia bussola, la mia boccata d’ossigeno, è diventata, quando ormai ero grandicello, la chitarra. Sarà perché le cose che mi riguardano preferisco affrontarle in una dimensione chiusa, ripiegata, è una forma di rispetto verso me stesso e gli altri… solo: io da solo… Comunque, la chitarra è una sorta di copertina di Linus, interpreta il momento, chiarisce il ciclo, lo svelenisce, lo plastifica in forme nitide più o meno comprensibili, lo esalta se di grande felicità dovesse trattarsi.
Esistono per me dei momenti particolari in cui disattivo il cervello, la parte razionale almeno ma non quella umorale, e prendo in mano la chitarra per suonare dei motivetti semplici, ma lo smanettare del plettro a ritmo frenetico, cantare stonando a squarciagola, piazzare un minimo di improvvisazione non solo mi dà un gran gusto, ma soprattutto ha su di me un effetto catartico. Mi purifica, mi fa sentire vuoto ed in pace e mi ricarica. Poi sto davvero bene, almeno per un po’.
Il pezzo più gettonato in questo momento è (ascoltato lo scorso anno all’Heineken) Through the glass degli Stone Sour
Poi ci sono i pezzi (di seguito ognuno ha il suo bravo link) che accompagnano un momento davvero felice, ad esempio dal punto di vista sentimentale, ecco allora ”Fell in love with a girl” degli White Stripes; oppure, se si tratta di felicità “generica”: Nirvana con ”Polly” (occhio però: versione new wave non classica, la new wave è più veloce); e poi Ugly Kid Joe “Milkman’s son“ (magari con un’introduzione improvvisata).
Da suonare ad una ragazza? Difficile, in tema cretinetto-semplicetto ora come ora H-Blockx “Little girl“ (smanettando di accordi distorti viene più “piena”); magari anche “Interstate love song” degli Stone Temple Pilots
Momenti tristi? C’è sempre Temple of the dog “hunger strike“
Beh… ho pensato anche a questo: se avessi un figlio/a come ninna-nanna: Ugly Kid Joe “Cloudy Skies” proprio quei giri di classico rock-country-blues americano;
Insomma, tranne la prima e Fell in love degli W. S. (2001): un bel po’ di roba anni novanta, che io stavo così bene negli anni novanta…



Urca, che bell’infornata di musica!


Quello lì degli Stone Sour sembra Ronan Keating coi capelli lunghi, che brutto
I video dei White Stripes invece son sempre carini e strani…
Polly in versione new wave non la conoscevo, anche se veloce l’avevo già sentita suonata da amici, ma non è proprio la stessa cosa
Gli Stone Temple Pilots mi piacciono, quanto ho ascoltato “Blind pilots”!
E’ bello avere questa “valvola di sfogo”, un’occasione per fare una pausa e poi sentirti meglio e ricominciare, se ci penso anche per me è la musica a rigenerarmi: solo che io invece di suonarla l’ascolto. Mi metto lì, (eccezionalmente) zitta e ferma, (ancor più eccezionalmente) senza pensare né preoccuparmi di quello che dovrei o non dovrei fare, col mio lettore, e ascolto la musica E BASTA. Sono momenti particolari, perché la musica per me c’è sempre, ma solo in quei momenti lì l’ascolto non come contorno di qualche altra azione, ma è proprio l’ascolto l’azione stessa.
Stavo così bene anch’io negli anni novanta, specie alla fine…
I piloti mi hanno tratta in inganno, e ho fatto una gaffe: Blind Pilots non è degli Stone Temple Pilots!
Sì, piace anche a me ascoltare e basta, escludendo il resto in una situazione apparentemente passiva perché poi, completamente rilassato, il cervello comincia a lavorare lentamente e ti porta un po’ dove gli pare, un po’ dove vuoi tu. Io nell’ultimo anno dato che in tv fanno pochino, ho preso l’abitudine di distendermi a letto ed ascoltare musica.
Suonando invece riesco ad escludere anche il cervello, così diviene un momento di totale gratificante abbandono, proprio ti scarica da tutte le scorie accumulate.
Ok, ma ’sta blind pilots di chi è? Guarderò su Youtube
Cooper Temple Clause!!
C’era anche il Temple a farmi far confusione… Ecco insomma non è colpa mia se poi mi sconfondo!
Non li conosco, recupererò
Figurati se è colpa tua, è che non hanno fantasia nello scegliere il nome del gruppo, o ne hanno troppa di fantasia, scegli quella cherpeferisci
Adoro passar da te e trovar sempre della gran buona musica. “Through the glass” non la conoscevo ma… ca**o e’ splendida! Ora e’ in repeat sul mio media player. Grazie di cuore vecchio mio.
P.S.: Voglio imparar pur’io a suonar la chitarra! T___T
@Ani: prego
per così poco?