Leggendo le “mirabolanti avventure di Fede” mi sono reso conto che in fondo ciò che si dice dalle mie parti ha un fondo di verità, ossia “Tutto el mondo xe paese (forché Gaggio, Marcon e Dese)” (se occorresse la traduzione: tutto il mondo è paese), quindi si vivono invariabilemnte le stesse esperienze, stesse dinamiche, stesse cazzo di domande, stessi discorsi che paiono usciti da un registratore. Non si discute, in realtà si preme il tasto play, il tasto dell’abitudine. Fateci caso, sentirete persino che il tono di voce del vostro interlocutore ha un sottofondo metallico (routine, noia, cattiveria). Ed allora quando ti rendi conto di non essere l’unico, ti domandi se in fondo tu non viva in un piccolo-piccolo acquario (alla faccia dell’universo sconfinato) popolato di tanti identici pesciolini; o magari in uno di quei souvenir fatti a sfera di vetro che quando la agiti si scatena una tormenta di neve schifosamente artificiale, finta, fake (esiste qualcosa di peggio?). Dentro quella sfera che è il nostro mondo, il nostro fossilizzato orizzonte, il paesaggio può cambiare (Colosseo, gondoleta, Duomo) ma la neve è sempre la stessa, l’ipocrisia è la stessa, le conversazioni sempre le stesse. Ecco perché ciò che viviamo, ciò che accade attorno a noi e soprattutto ciò che ci sentiamo dire è una sorta di universale (merdosa) recita in cui o interpreti il ruolo che ti è stato assegnato, o comunque non ne esci, perché a piantare nelle orecchie del proprio interlocutore un vaffanculo liberatorio, un: sono cazzi miei! Si complica la cosa ed una conversazione di routine (un atto breve seppure fastidioso e fasullo) si trasforma in una tragedia di Ibsen in dodicimila atti, con tanto di infinite repliche e cast che si allarga a dismisura, tipo i genitori: “ma perché hai risposto così! Ma sei stanco, ti serve una vacanza. Sì, ti serve una vacanza” mi basterebbe che in generale chi mi sta intorno si facesse una spaghettata di cazzi propri. Ma d’altronde non è possibile, viviamo in uno spazio troppo ristretto per ignorarci, e l’essere umano non è dotato di misura e pudore per capire che ogni tanto puoi anche annusarmi le ascelle, solo che alla lunga diventa fastidioso.
Tutta ’sta introduzione per dire che parenti ed amici di famiglia invariabilmente (non importa a che latitudine tu viva) ripeteranno sempre le stesse domande, non c’è scampo. Ecco la sequenza:
Se non sei fidanzato: “e sei fidanzato? E la morosa ce l’hai? E perché non hai la morosa?”
Se hai la morosa: “e quando vi sposate? Perché vi sposate, vero? Sì, ma quando?”
Se sei sposato: “quando ci farete un bel nipotino? E quando ce lo farete? E quando lo vedremo sgambettare per casa?”
E se sei sposato e hai figli: “e perché non ci venite a trovare più spesso?”
Insomma, non c’è via di fuga, tappi una falla e se ne apre un’altra. Il vecchio Taglia (ancora fermo alla numero uno) ha elaborato un sistema di straniamento zen: il mio corpo è lì, la mia faccia è impostata sull’opzione paraculo di ”Dio, non ho mai fatto una conversazione più interessante! Ma siete dei grandi” la mia bocca partorisce qualche pre-registrata, pre-digerita risposta accompagnata da un sorriso di circostanza; ma in realtà quello è solo un involucro vuoto, il Taglia ha appeso sul cervello il cartello torno subito ed ha attaccato in sottofondo un motivetto del genere Yeah Yeah Yeahs “Turn into” tipo: attenda in linea prego (giusto per non farsi incancrenire il cervello da domande tanto inutili quanto idiote, reiterate all’infinito e poi all’infinito e quindi ancora e ancora e ancora e vaffanculo).
idem, concordo su tutta la linea…
La prossima volta che ti fanno la domanda n.1 tu prova a rispondere con assoluta nonchalance “SONO GAY” e poi vedi che per i prossimi due secoli avranno altro di cui parlare, se non altro cambieranno domande
Io sto pensando seriamente di rispondere così alla prima zia che mi farà di nuovo la fatidica domanda
Devo dire che allora io sono fortunata, le domande su fidanzati vari non me le hanno mai fatte, né quando ce l’avevo né ora. Fiuuu!
Però persistono quelle sugli studi, che io trovo altrettanto fastidiose…
@Scarlett: oggi è rischiosa come risposta, dato che non ci sono più pregiudizi è facile che ti dicano “ma allora io conosco una ragazza (se sei donna/ ragazzo (se sei uomo), te la/lo posso presentare!”.
@Monia: credo tu sia l’eccezione che conferma la regola. In generale, per quanto mi riguarda, ogni domanda inerente la mia vita privata la trovo fastidiosa, mi sembra sempre di dover giustificare le mie scelte con persone che in fondo non hanno il diritto di ricevere certe informazioni. Cavoli miei insomma. E’ che così misurano il grado di “successo” che hanno loro o i loro figli, fanno delle classifiche e ci si collocano dentro, a loro fa bene, io lo trovo noioso.
Credo l’accoppiata formata da mia mamma e mia nonna sia in lizza per il titolo mondiale nella specialita’ “farsi i cazzi degli altri (meglio se i miei)”. Ti capisco Taglia, ah se ti capisco… :S
neanche San Liberale, comunque…
@Ani: io sono fortunato perché entrambi i miei genitori sono figli unici, quindi niente zii alla carica e, onestamente, mia nonna e mia mamma non rompono da questo punto di vista, anzi, è tutto il corollario di amici e parentado che invece…
@Chissene: ma come cacchio fai a scrivere i commenti in quel modo, cioè: sottolineato, virgolettato figo, citazioni ecc.
eh, per questo tu resti il maestro e noi semplicemente i tuoi umili allievi, il guru di San Liberale? Partiamo tutti in pellegrinaggio, se non ricordo male tu battezzi nel crodino!
Io alla domanda sulla fidanzata rispondo “Non mi piacciono le donne”. Tutti cambiano faccia e io aggiungo “E manco gli uomini. Preferisco gli animali o le cose inanimate.” Vi assicuro che capiscono che devono farsi i cazzi loro.
Rispondo all’OT (in questo caso più che mai HOT)lanciato da Taglia altrove: te piace er culetto mio, è vé?
@Giovanni: proverò anch’io con le “cose inanimate”, anche perché da un bravo bambino educato come sono io, nessuno si aspetterebbe una risposta del genere.
OT: ma va là, il soggetto mi ha commosso perché mi è venuto in mente che c’era una mia vecchia foto di classe (ultimo anno delle superiori) che ci eravamo fatti tutti di spalle con le chiappe di fuori! Purtroppo, tra una cosa e l’altra, il proprietario della foto (mio ex compagno)non me ne ha mai fatta una copia… quanti ricordi.
Meno male, credevo che mia zia fosse la sola a fare certe domande. E le migliori le faceva a mi cugino al quale alla fine invariabilmente diceva “Devi trovarti una moglie, così ti rifà il letto al mattino”
@Euclide:
a me chiedono…”quand’è che fai il terzo figlio”…..O.O !!!
Terzo, dico io…non il primo(già dato, e tutti mi dicevano…”fai un figlio ADESSO???Così giovane???”uff…), non il secondo(e anche lì, “e fallo un altro, e che 2 si fan compagnia,e che vengono meno viziati”…tutte bugiiiissime, ovvio!)
nooo, qui si pretende un terzo pupo!!!
indi per cui con ciò, non lamentatevi!!!;-)
@Micia: il terzo? Incontentabili! E’ facile chiedere il tris quando il grosso del lavoro lo deve fare un’altra (ossia la mamma)
@chissene: e perchè IL COLMELLO sì?
Condizione umana è l’atavica infelicità.
Non ci si accontenta di quello che si ha (e conseguentemente si pensa che gli altri non siano felici con quello che hanno, da qui tutta la serie di domande ziesco-zittellesche) perchè non è mai abbastanza.
Ora che la mia storia è finita a mia nonna pare che le sia venuto un infarto e mi guarda di un triste, ma di un triste come se non ci fosse niente di peggio nella vita che la conclusione di una storia.
Nonna… e la fame nel mondo?
@Meriinga: condivido la prima parte del tuo commento… nella seconda entro in punta di piedi, l’importante è che tu sia serena (no, io sono Meriinga
)
Fortunatamente non sono ancora in età di queste domande. I miei parenti sanno che ho il ragazzo e domande di un futuro sposalizio le faranno dopo i 25 anni, penso, ma spero di no. XD
A me è successo che una ex compagna delle medie che non vedevo da quasi 10 anni venisse lì dicendo: Cccciao Sara, anche tu qui? Ce l’hai il fidanzato?
Ca**otene? Magari sto per morire e tu non mi chiedi manco come sto. Magari nel frattempo ho cambiato sesso o sponda e potrei risponderti in un modo che ti metterebbe in imbarazzo. Se la prossima volta che la vedo farà di nuovo così, mi inventerò qualcosa di molto succulento.