Non lo so, non ci riesco, è più forte di me, credo di uscire dal gorgo della comunicazione malata del blog (in certe sue forme almeno) e poi ci ricasco, ma sono sulla via della guarigione. Ci sono cose che dopo averle lette, beh, ci rimugino c’è poco da fare, non attacco briga perché non ne vale la pena (questo l’ho imparato), mi limito a sfogarmi qui a casa mia. Roba tra me e me. In fondo prendere la spada dell’Arcangelo Michele e simbolicamente ficcarla in gola (per non dire in culo) a qualcuno è una di quelle cose che mi dà tanto-tanto piacere fare, traslato: vomitare sul blog, ed è un piacere da quattro soldi, lo so, lo so…
Veniamo al punto. Girando in internet in questo anno e qualcosa, mi sono reso conto di una verità incontrovertibile (sfido chiunque a confutarla):
Sui blog (e successivi commenti) scrive di sesso (per esteso dell’amore) chi del sesso non capisce un cazzo (torna buona la massima letta nel cesso dell’università: generalmente quelli che parlano di sesso sono quelli che non lo fanno mai! Condivido, questo è ciò che si definisce sesso orale, oltre che mancanza di pudore, se non di buon senso). Mi piace quando, informati di fastidiosa prosopopea, gli espertoni di turno attaccano gli stereotipi del sesso “ci pensiamo noi a fare chiarezza, noi portiamo la luce, noi sovvertiamo i luoghi comuni” e lo fanno (meravigliosi!) a colpi di altrettanti stereotipi/luoghi comuni. Vorrei ricordare che in quest’ambito non funziona come fight fire with fire, qui se combatti il “male” (lo stereotipo) con altrettanto “male” non fai che aggiungere merda alla montagnola di pupù. Ognuno ha la sua da proporre, nulla di veramente personale o derivante da un’esperienza pregnante e sentita, solo frasette il cui unico scopo è dimostrare agli altri che: eh, anch’io lo faccio. Ammiccamenti puerili, asilo nido. Considerazioni, no, meglio la prima: frasette! che paiono uscite da un manuale in uso negli anni sessanta: stessa patina frigida, stessa meccanica vuota. La prima cosa che mi verrebbe da chiedere, se fossi tanto imbecille da invischiarmi con certe troiate è: ma voi una volta nella vita, una sana, piacevole, catartica, rigenerante scopata ve la siete mai fatta? No roba da quattro soldi, bensì il piacere di condividere un momento con una persona per conoscere profondamente quella persona? Per sentirla, per creare un contatto, per stare insieme, per imparare, scoprire, ridere, gioire ecc. No, altrimenti uno che ha un simile tesoro mica lo esibisce svilendolo in commenti idioti in internet. Lì invece funziona come una sorta di collettiva masturbazione, machismo esibito da: io scopo più dell’addetto alle pulizie del comune, io sì che la so lunga! Sulla sponda femminile invece (ma a dire il vero le ragazze che partecipano al rito voyeur sono molto poche) funziona: voi in fondo di noi non capite un cazzo (giusto, però da maschietto ribalto dicendo che a loro non interessa un cazzo di capire, ma c’è a chi la cosa intriga), che poi sfocia in: Dio perché non ci hai fatto con il pisello in modo che potessimo arrangiarci da sole? Vi ha fatto dieci dita però, magari potrebbe essere una soluzione.
Secondo consiglio: per favore, se davvero la vostra esperienza si riduce a ciò che scrivete, se quella è l’idea che avete del sesso, se queste sono le profonde conoscenze di cui disponete (credo che in realtà siano prevalentemente ragazzini, me lo auguro almeno) masturbatevi a vita e lasciate che quelle dieci persone che ci tengono e cercano come i saggi (non sempre funziona alla grande, ma ci si prova) si riconoscano e se la godano tra di loro, perché se il sesso per i maschietti è esibizionismo da bar, e per certe femminucce lamentele da monologo per Zelig (robettina spicciola quindi) meglio chiudere la baracca.
Arriviamo egoisticamente al nodo della questione, a ciò che mi riguarda: francamente non mi piace l’idea di agitarmi tra le cosce (magari anche con il caldo) di una per cui il sesso è solo il modo di farla pagare a te per tutto quello che i suoi ex, tra cui una moltitudine di quei coglioni che credono di saper tutto e scrivono in internet, le hanno fatto patire. Il rapporto parte già con il piede sbagliato, e poi ci credo che fare l’amore diventi un’esperienza da catalogare sotto la voce: cose da dimenticare.
Mishima commentando “La casa delle belle addormentate” di Kawabata scrisse (quello sarebbe un utile compendio per poi vivere intelligentemente anche il rapporto d’amore, lo consiglierei se non fosse che gli amici espertoni non capirebbero un cazzo di ciò che c’è scritto): “per Kawabata l’erotismo non ha mai mirato alla totalità, perché l’erotismo come totalità implica umanità”. Ed aveva maledettamente ragione, cazzo se aveva ragione, lo so e ci sto male, pochi vivono l’erotismo come totalità, ergo: pochi lo fanno e ci mettono umanità! Ma io che sono un fottuto romantico (io che ho un’identità liquida e sono alla costante ricerca se non dell’assoluto, quantomeno di un principio di totalità, un frammento) l’unica dimensione in cui cerco un afflato di umanità, dove spero di poterla trovare, è proprio facendo l’amore. Che cazzo ci posso fare, funziono così… e c’è da restarci male un’infinità di volte, so anche questo.
Luglio 8, 2008 at 5:47 pm
Ciao,commento perchè mi sento un po’ chiamata in causa. Sono una donna e scrivo di sesso sul mio blog. Pubblico notizie, curiosità, riflessioni e racconti…Scrivo di sesso non per un interesse morboso o esibizionista, ma piuttosto per una sorta di curiosità antropologica. Scrivo di sesso perchè credo sia una pulsione troppo importante per l’essere umano per essere sottovalutata. Scrivo di sesso perchè è - come dici tu - umano, e andrebbe vissuto con umanità, e non come succede abbastanza spesso, in pieno spirito consumistico. Scrivo di sesso perchè sono “una fottuta romantica” e vorrei che tutti potessero esprimere e vivere questa pulsione con serenità e gioia. Se ti va fai un salto e dimmi che ne pensi.So.
Luglio 9, 2008 at 10:51 am
@Sophieboop: considera che ho fatto qualcosa di non correttissimo, cioè ho generalizzato ed è sicuro che le eccezioni alla regola esistono. Ma, appunto, sono eccezioni. Il clima generale di ciò che mi è capitato di leggere, soprattutto nei commenti, mi ha lasciato un tantino perplesso.
A dire il vero non consideravo i blog che trattano esclusivamente di sesso, in tal senso non ho grossa esperienza, bensì i blog “tradizionali” (diciamo così) in cui ogni tanto viene messo il post su questo argomento.
Vorrei però chiederti (non occorre che tu risponda, facciamo che sia una domanda retorica, e magari è anche un po’ cretina) quanti dei tuoi commentatori tu consideri che siano persone con cui vale davvero la pena di chiacchierare e confrontarsi sull’argomento sesso?
Vengo volentieri a “farti visita” nel tuo blog, ma non ti dirò cosa ne penso, perché poi finisce come quando dopo averlo fatto c’è quello o quella che ti domanda “allora? come è stato? Ti è piaciuto?”, trasforma la cosa da un piacere ad una specie di prestazione lavorativa “l’ho intonacato bene il muro?”.
A presto
Luglio 9, 2008 at 10:58 am
Ahia, il rigurgito incazzato
) in quei momenti, lo faccio per una persona sola, per e con uno soltanto, e così deve restare.
So che nel momento in cui leggerai ti sarà già passata, di solito ti dura il tempo di scrivere il post e poi te ne dimentichi (più o meno), ma commento lo stesso.
Da qualche parte lo dicevamo già, tutto questo parlare personalmente di sesso, delle proprie esperienze, lo giudico ancora abbastanza perdonabile fra i ragazzini (accidenti, pure io che sono riservatissima ne parlavo con le amiche, allora), perché lì non è neanche tanto esibizione e narcisismo quanto più che altro bisogno di comunicare a qualcuno una novità, qualcosa che ti scuote e che non avevi mai provato prima. Ma quando sei adulto no, basta, su certe cose va steso un velo che non è né pietoso né bigotto ma semplicemente di rispetto, perché se scoprissi che un moroso parlasse di queste cose con gli amici mi verrebbe da dire “Senti ciccio, la prossima volta che vogliamo fare? Li invitiamo a guardare o ci filmiamo in mondovisione?”.
Resto dell’idea che se la cosa si estende oltre le due persone perda di significato, perda il senso di condivisione, comunione e abbandono. Insomma, quando io mi svelo (letteralmente e metaforicamente
Luglio 9, 2008 at 11:32 am
@Acrimonia:
occhio a chiedere “la prossima volta filmiamo in mondo visione?” ho paura che la risposta possa essere “sì, sì!”
Luglio 9, 2008 at 12:59 pm
Ci deve solo provare, a rispondere “sì, sì!”: gli arriva uno smataflone!
Luglio 9, 2008 at 5:32 pm
@Taglia: ok, non ti chiedo che ne pensi :), però ti dico che tra i miei commentatori ci sono persone (almeno a tastiera) con cui vale la pena ed ed piacevole confrontarsi sull’argomento. Le discussioni spesso diventano costruttive e stimolanti (mioddioooooooooo ma come scrivo oggi??!!)
Forse, mi dico, la risposta allo stimolo, dipende dallo stimolo. (affermazione banale, ma spero che il senso della cosa sia passato ugualmente)
So.
Luglio 9, 2008 at 8:16 pm
@Sophieboop: non so se indirettamente risponderò alla tua domanda, comunque il tuo blog non fa parte di quelli da me presi in considerazione nel mio post; penso anche che i tuoi commentatori non facciano parte di quel tristo “sottobosco” che avevo visto in giro. Tornerò volentieri a farti visita, credo mi concentrerò sulla sezione racconti
La risposta allo stimolo dipende unicamente da chi recepisce lo stimolo, nel senso che hai voglia a scrivere cose sensate se dall’altra parte ci sono un branco di idioti. Credo però che il modo in cui tu imposti e proponi la questione sex (con misura ed intelligentemente) tenga lontani gli idioti (ossia il tristo sottobosco di prima).
See you.
Luglio 9, 2008 at 11:55 pm
So.
Luglio 11, 2008 at 6:43 pm
“No roba da quattro soldi, bensì il piacere di condividere un momento con una persona per conoscere profondamente quella persona? Per sentirla, per creare un contatto, per stare insieme, per imparare, scoprire, ridere, gioire ecc.”
Direi che hai dato qua la definizione praticamente perfetta di “fare l’amore”.
Gran bello sfogo, su cui, tra l’altro, mi trovo perfettamente d’accordo. Nice one.
Luglio 12, 2008 at 11:00 am
@Ani: già, è un modo di intendere il fare l’amore ad ampio raggio, nel senso che vale certamente in una relazione, ma vale anche per una sveltina, proprio per non renderla un dentro e fuori in fretta e furia chiusi in un bagno pubblico
Luglio 14, 2008 at 10:37 am
Perfettamente d’accordo
So.
Luglio 15, 2008 at 12:02 pm
[...] l’amore come andrebbe davvero vissuto (il che, per inciso, va oltre il semplice farlo; fate un giretto da Taglia per capir meglio che intendo), probabilmente. [...]
Luglio 17, 2008 at 4:42 pm
D’accordo e sottoscrivp in pieno le parole di Monia, credo che per una donna il sesso debba rimanere privato e anche per un uomo se non fosse che di solito questi hanno un istinto irrefrenabile a parlarne parlarne parlarne.
E’ che io credo che molti abbiano proprio perso il piacere di abbandonarsi all’amore, di condividere l’attimo di eternità, forse perché non sono abbastanza fottutatemente romantici, non so.
E allora si esorcizza la difficoltà di riuscire ad amarsi e ad amare, rendendo il sesso una banale questione ormonale, una tecnica al pari del gioco del tennis.
Mah, che ognuno faccia ciò che ritiene giusto, dico io, ma noi facciamo a modo nostro.
Luglio 17, 2008 at 7:24 pm
@Maviserra: certo, ognuno è libero di fare ciò che vuole, in fondo io non intendevo porre la questione sotto il profilo “morale”, solo mi piace credere che ogni tanto fare l’amore significhi ancora qualcosa, e lo si possa depurare da tutte le paranoie e le idiozie da serie televisiva, solo per il gusto di stare realmente insieme ad una persona.