Acrimonia (e chi altri?) parlandone in un suo post, mi ha fatto tornare alla memoria il parco “Fiabilandia”, che io credevo non esistesse più (specie il povero mago Merlino), che non avesse retto al confronto con i nuovi scintillanti Gardaland, Mirabilandia ecc., invece l’arcigno mago è ancora lì. Non ricordo molto del parco, e dell’estate in cui ci sono stato, perché all’epoca ero troppo piccolo, ma ero sicuro di avere delle foto. Ne ho scelta una (confrontandola con quella sul blog di Monia evidentemente qualcosa è cambiato… trova le dieci differenze)
e già che c’ero, in tema di ricordi e di estati memorabili ho trovato anche questa

Yahoo, ti ricordi ancora come si fanno i trackback o come diavolo si chiamano!

Avevi già la faccetta contenta con un libro in mano!
Oh, senti, m’hai fatto venire il dubbio ora… Perché anch’io, ora a vedere quella foto lì, mi ricordo un Merlino così? Devo cercare delle foto anch’io! Che bella però quella foto, con la bionda Charlie’s Angel in primo piano!
La seconda foto qua nel pc dell’ufficio la vedo male, quindi non vorrei dire un’altra cavolata da farci la figura da talpona: ma mica ha un gesso quel bimbetto? Ma che carino
(Quello rosso è un mulo? Io c’avevo il cavallino e la paperella!)
Essì, ci guardo da casa e quello lì è proprio un gesso (o io di nuovo m’inganno di molto…), ma pora stella, che t’eri fatto?
[...] e risposta 24 Maggio, 2008 Tutto comincia con un mio post su Fiabilandia. Continua poi con un post di Taglia con tanto di foto ricordo. E via, torno dal lavoro stasera e mi metto a spulciare vecchie foto. Ne [...]
@Acrimonia: non so assolutamente come si facciano i trackback ho solo citato il tuo post e magicamente wordpress ha fatto tutto da sé. Tanto che, quando sono passato ieri nel tuo blog e ho visto il collegamento “taglia…” ho detto: mi chi usurpa il mio nickname?
Un gesso galattico. Sono sempre stato un bambino buono “ma come è bellino, ma quanto è eucato questo bambino” è la solfa che per anni mi sono sentito ripetere, era ciò che mi caratterizzava. L’educato è rimasto, è sparito il bellino.
Una solo volta ho disubbdito ai miei che mi dicevano: non saltare sul nostro letto. Ecco il risultato. Gesso che pare un t-shirt (perché mi ero rotto la clavicola) in piena estate. Ma almeno le zanzare non mi pungevano
Ah conosco la situazione, anch’io ero tanto brava tanto bella tanto educata tanto tranquilla… E idem, è rimasto tutto tranne il “tanto bella”!
Sì quel gesso è enorme cavolo, è una t-shirt secchesi con una spalla scoperta, uau! Mamma chissà che caldo, io ho un pessimo ricordo di un gesso a una mano d’estate, non oso pensare a un’intera maglietta! Magra consolazione il respingi-zanzare…
Io sono più fortunato, di quell’esperienza non ricordo nulla, immagino però che il prurito sia stato piuttosto fastidioso.
Io ricordo il momento in cui misi quel pollicetto dentro quella macchina nell’officina di papà…
E’ ancora bruttino a tutt’oggi, dopo 20 anni e più!
Ma neanch’io ricordo poi il periodo da ingessata, ne ho solo una foto.
Stavo pensando: ma come si fa a non saltare sul lettone?
Povero pollicino (tanto per restare in tema di fiabe), sono quelle che si chiamano le ferite di guerrra
Era impossibile non saltare sul lettone, perché sopra, dalla parte dei cuscini, c’era una specie di mobile che correva lungo il perimetro del letto che fungeva da trampolino.
Ellapeppa, era fatto proprio apposta allora!