Dalla mia personale esperienza ecco il campionario di tecniche predatorie e di prede, il tutto calato nella savana che è un tantino abusato come riferimento/analogia ma inquadra bene le dinamiche. Le categorie di cacciatori e cacciati, se non espressamente detto, si riferiscono sia all’uomo che alla donna. Tali tecniche si mettono in atto lì dove ci si incontra, luoghi di aggregazione come: piazze, feste, discoteche, matrimoni ecc.
Iniziamo dai predatori:
Il falco (spesso sono uomini). Vola in alto, lì dove l’aria è rarefatta perciò è più difficile pensare e mettere a fuoco la situazione, per controllare il suo territorio di caccia con occhio acuto, acutissimo. Sceglie la preda, una sola indipendentemente dalle sue reali capacità poi di trasportarla (leggasi di conquistarla) al nido, quindi piomba dall’alto a botta sicura. Ed in genere la botta si sente quando finisce con il culo per terra dopo aver ricevuto l’ennesimo rifiuto.
Il leone. Indomiti e sicuri di sé mettono in mostra la criniera, sono gli epigoni di Costantino, quelli che “lì dove io arrivo porto la luce”: maniacale attenzione all’aspetto fisico, farciti di creme di tutti i tipi come solo una torta Saint Honoré, sorriso di pezza che è un optional in dotazione, guai a fare un discorso sensato (non è necessario in fondo), liberano il ruggito e tutti tremano, mai un miagolio da quelle bocche. Il maschio alfa (ma vale anche per le donne), lo/la si vede pavoneggiarsi tronfio conscio del ruolo che gli spetta: il re della situazione, il Tony Manero del XXI secolo, il faraone dell’ammmmore, il timoniere della seduzione… il pallone gonfiato, a sgonfiarlo ci vuole un niente, ma si rigonfia subito più e meglio di prima. La fenice dei cacciatori, non riuscirebbe a smontarlo neppure un metalmeccanico delle acciaierie acme.
Il serpente. Ne esistono di tre tipi: 1° ipnotico grazie all’aspetto fisico, non in generale, ma ha un particolare che ti colpisce. Guardandoli ti vien da dire “non è bello/a, però…” e non puoi togliergli/le gli occhi di dosso. 2° quello/a che ti ammalia con lo sguardo, magari dondolando un po’ la testa, ammiccamenti più o meno scopertamente cretini ma in fondo se l’occhio è ben truccato (ahimè vale anche per gli uomini) ha il suo fascino. Intendo però uno sguardo non da gnu, tipo quello bovino della Marini, non puerilmente ambiguo come la signorina Silvani di Fantozzi, perché lì ti viene il latte alle ginocchia. 3° il tipo (prevalentemente uomini) che corteggia in modo strisciante, ammorbandoti con complimenti dozzinali, stucchevoli, vere leccate di sedere che non inorgogliscono la preda, ma la mettono a disagio perché è palese che di tecnica da quattro soldi si tratti, usata e riusata come le virtù di una prostituta, e ci si sente anche un tantino trattate da prostitute di fronte a simili corteggiatori, per loro non esiste il soggetto che stanno corteggiando perché per loro le donne sono tutte uguali.
La iena (anche in questo caso prevalentemente maschi, ma non mancano le ragazze) ossia: prendo gli scarti degli altri.
Il coccodrillo (la mia preferita, io sono un coccodrillo). Il coccodrillo sa che non è necessario sbattersi in giro per la savana con il caldo, la polvere, i rischi connessi alla caccia. No! Il coccodrillo se ne sta serafico nella sua polla d’acqua, tanto è chiaro che prima o poi una preda si avvicinerà per dissetarsi ed allora non la si azzanna, ma la si inchioda con una pregnante battuta del tipo: “baby (è un must iniziare così) hai catturato la mia attenzione come le righe di un manuale di storia sottolineate da un evidenziatore giallo”. È fatta. Occhio però, prima che la preda si avvicini, a non far seccare l’acqua della polla in cui si è immersi, bisogna darsi un certo tono, esistono diverse pose da assumere: annoiato snob (si beccano altri annoiati snob, meglio formarsi una solida cultura per interagire con queste prede, in genere funziona parlare del libro in testa alle classifiche di vendita, pochissimo di politica, meglio i problemi connessi all’età, le vacanze estive perciò è necessario un ripasso di geografia, tanta tanta musica; nel caso in cui tirasse brutta aria, non so… la conversazione langue o non si conosce l’argomento trattato, il gossip funziona meravigliosamente anche con loro). Indifferente a tutte/i (questo va alla grande, curiosamente attira i predatori, specie i più feroci, coloro che pensano “col cavolo che ignorerai me”. In questo caso il coccodrillo si finge preda e si becca un cacciatore, d’altronde anche leoni, falchi e serpenti devono bere). Triste (la più faticosa come posa, me è un altro terno al lotto sicuro: si conquistano prevalentemente scimmie, vedi le prede, o predatori iene “sta messo/a così male che di sicuro faccio centro”). Sorridente, faccio le battute con gli amici, sono un tipo/a di spirito, occhio a non esagerare o si sembrerà solo deficienti. Interessato, partecipe, di ciò che accade ma anche distaccato: sono un uomo/donna saggio/a con un solido equilibrio emotivo, dimostrarlo sarà un problema, per ovviare basta impostare la caccia sull’opzione una botta e via, incontri occasionali, un pasto veloce, altrimenti frequentandosi crolla il palco e salta fuori tutto tranne che saggezza ed equilibrio, ossia ciò che cercava la preda e che ha permesso a noi piante carnivore (ossia: tutto un trucco) di catturarla.
Il Gorilla: vedi la sezione prede, voce scimmie.
Maggio 18, 2008 at 10:39 pm
Ah già. Essendomi identificata in una preda, è dunque logico esprimere una preferenza in fatto di predatori.
Penso di preferire in assoluto i falchi con relative sculettate: per l’incoscienza, la follia, l’entusiasmo.
Ma un coccodrillo ironico mi può risultare intrigante: cosa nasconde sotto l’atteggiamento indifferente/annoiato/distaccato?
Ho la sindrome del kinder cereali: “C’è sempre qualcosa dietro”, o almeno io ne sono convinta!
Maggio 19, 2008 at 9:19 am
Ah già, un’ultima cosa poi la smetto di invaderti il blog di commenti!
Proporrei l’aggiunta, nell’elenco dei predatori, di un altro animale: l’ibrido civetta/gatta morta. Ovviamente è un animalus predatorius prettamente femminile.
La civetta/gatta morta è colei che, dal momento in cui punta uno (che normalmente non ha in sé nessun merito di bellezza o conversazione particolarmente brillante, ma semplicemente quello di PARLARLE), si trasforma nell’essere più sciocco di questa Terra: tutta moine, risatine insulse, gesti da ragazzina, frasi stupidine, mostra tutta la sua civetteria ma con un doppio atteggiamento. Può mostrarsi, infatti, quasi timida e coccolona, come se in realtà la preda si stesse sbagliando a pensare che la predatrice ci sta provando. Forse allora è una predatrice-preda, perché le piace che i ruoli vengano invertiti, in questo gioco: insomma, ci provo con te spudoratamente ma facciamo finta che in realtà sei tu che vuoi conquistare me, perché io sono talmente ingenua che non potrei MAI anche solo pensare di fare la sciocchina per attirare la tua attenzione!
Maggio 19, 2008 at 12:15 pm
Premessa: senti Monia non “invadere” più il blog perché, giustamente, rischia per te di diventare un lavoro “non dovrò mica commentare ancora dal rompi…”; ma di sicuro non dai fastidio a me, se è questo che ti preoccupa.
Il coccodrillo risulta intrigante proprio perché punta tutto sulla possibilità di suscitare interesse in chi lo guarda, ecco perché deve assumere certe pose.
La civetta/gatta morta nell’atteggiamento ricorda la leonessa: tu credi di condurre il gioco ma lo sto facendo io; e la leonessa in effetti è un ibrido tra predatore e preda, il ruolo non è preciso: è predatrice perché le regole le stabilisce lei, preda perché ha l’atteggiamento da preda.
Maggio 19, 2008 at 1:19 pm
Sia pure un lavoro, è sicuramente più piacevole che cercare di capirmi con un tedesco che non collabora con la mia manifesta incomprensione!
E comunque non è un lavoro
Maggio 19, 2008 at 6:32 pm
Ok, deciso, dichiariamo guerra alla Germania