Le prede:
La leonessa: preda? Pare un paradosso, e lo è. Occhio alla leonessa (può essere anche uomo) si finge preda ma in realtà è lei/lui a condurre il gioco. È anche vero che i morsi a tradimento non fanno sempre male, anzi, in certe situazioni sono pure intriganti.
L’elefante: materno/a, disponibile, simpatico/a, c’è tanto, ma proprio tanto da avere da lui/lei. In genere hanno un attributo fisico che li distingue: un gran bel fondoschiena.
La vacca della prateria: ed uso il termine vacca (anche uomini) perché mi pare ovvio cosa esso sottintenda: facile da catturare ma dà poche soddisfazioni a livello emotivo. È in genere il/la più appariscente, chiassosa, quello che balla più scatenato… in fondo se non si buttassero via, se riconsiderassero il loro look, gli mancherebbe un niente per essere leoni cacciatori, ma hanno l’indole della preda, a loro piace essere conquistati da una, due, tre, quattro (e via così)… cacciatori.
La gazzella: lasciar perdere, puoi correre finché vuoi ma non la prenderai mai. Terribilmente timidi, qui ci vorrebbe il ghepardo, ma di ghepardi tra i cacciatori ce ne sono pochissimi e il ghepardo in genere ha un grande spunto all’inizio (accetto la sfida!) ma si spompa subito. Piuttosto servirebbe una tartaruga: vai bella gazzella, corri finché ti pare che prima o poi arrivo. Per arrivare la tartaruga arriva, ma quando si arriva sono passati ormai vent’anni, addio mia giovinezza.
La poiana: terrrrrrribbbbbile, quella/o che se dici una mezza parola sbagliata ti cavano gli occhi a colpi di becco. Poiana posso dirti una parola? Ma vaffanculo, va…
La giraffa: come la gazzella sono imprendibili, quelle/i che camminano sollevati dall’aura di perfezione (che loro credono d’avere) un metro sopra i comuni mortali. Se la gazzella lo fa per timidezza, loro per vomitevole spocchia. Il loro motto è “tiriamo su il collo per non insozzarci con la vostra meschinità di omuncoli banali” figuriamoci, non vogliono neanche sentirlo il puzzo della savana. Te lo tirerei io il collo tacchina/o!
La scimmia (quelle vere sono piuttosto rare, ne esistono degli ibridi): ridono sempre (allegri di natura non superficiali o sciocchi) se fai una battuta sai che rideranno, per piacere o per pietà ma lo faranno. Se tu sei stanco di ballare lo sono anche loro, se vai al bagno magari ti accompagnano, nel senso di: fanno un pezzo di strada con te, se devi spostare la macchina “è una rottura vengo anch’io così intanto mi racconti di…”; se bevi loro bevono, se hai voglia di un gelato “perché no”, e non lo fanno per annullarsi, ma per il semplice piacere di stare insieme, di fare le cose insieme (le scimmie sono anche propositive). Se chiedi un piacere te ne fanno due. Ti senti bene con una scimmia, ti senti importante e gratificato anche se non sei importante, e hai sempre voglia di fare anche tu del bene agli altri, potremmo dire che ti rendono una persona migliore. Con loro hai voglia di lasciarti andare, di essere onesto, di mettere in gioco nel rapporto tutto/a te stesso/a. E quel sorriso poi… e come sono carine anche se imbronciate… ah, le scimmie. Bisogna piuttosto stare alla larga dai Gorilla: il buzzurro/a da sbarco, niente misura (rutto libero e commenti pesanti ad esempio), non esistono gli altri se non come tramite per il loro piacere, se ne escono continuamente con idiozie e volgarità a raffica che ti mettono in imbarazzo, il loro scopo è dominarti completamente e lo fanno nei modi più beceri ed umilianti (ed il dramma è che molti/e di loro non lo fanno per cattiveria, ma in assoluta buona fede).
Il colibrì (sono i miei preferiti): quelle prede di cui nessuno si accorge perché in genere se ne stanno in un cantuccio, nessuno li guarda, nessuno darebbe loro dieci denari (e neanche trenta) e non perché siano brutti (in genere si attestano sulla categoria del carino, ma se gli dai una sistematina fioriscono come i fiori che tanto amano, comunque è sbagliato agghindarli, li si snatura in modo idiota per trasformarli in ciò che loro sentono di non essere, anche se lo sono), sono schivi, non fanno la ruota o la danza dell’amore perché per loro in un rapporto l’aspetto fisico conta fino ad un certo punto. Ecco sono piccoli, sì, ma sono dotati di un ricco mondo interiore grande quanto l’universo, che è esaltante scoprire. Bisogna però avere l’intelligenza o la sensibilità per farlo.