Ieri sera mi stavo catapultando in camera “sono in ritardo, sono in ritardo” come il Bianconiglio, passando per il salotto in cui la tv era accesa su Italia1, e mi sono improvvisamente trovato paralizzato ad osservare la scatola elettrica, un impulso più forte della mia volontà. Chi ti vedo? Un’epifania improvvisa: Alice che mi inseguiva? “Scusi signor coniglio…” no! la Chiabotto vestita di catarifrangenti o specchietti per le allodole si contorceva come colta da spasmi: sorriso vagamente ebete stampato in faccia, fisso come se stuccato, gambette fine come le caviglie di Lupin III (un tantino: avrei fame ma figurati se posso mangiare qualcosa che non sia un gambo di sedano), tette della consistenza di noci di cocco in quanto ha appena rifatto il tagliando. L’esibizione risultava in sé grottesca perché, lungi dall’essere sensuale, l’ex miss Italia che parla usando tutte le vocali chiuse: “sono pulita dentro e bela (ogni tanto dimentica anche qualche consonante) fuori”, si muoveva come una ballerina di lap dance di quart’ordine. Roba che più che essere eccitante per i sensi del maschio, già eccitato dalle sciagure che vede su RTV (ma si può?), faceva colare un’insopprimibile tristezza dallo schermo del mio televisore. Cara Italia (e cara ItaliaUnoooo) come stiamo messi.