Giovedì, 15 Maggio 2008


Oggi, nonostante il consueto stato catatonico che mi permea la mattina presto, mentre mi lavavo ho fatto una scoperta… una scoperta… beh, non saprei come definirla, diciamo che per la prima volta mi sono accorto del fatto che tutte le etichette dei prodotti da bagno traboccano di parole inglesi, la cui funzione è definire le qualità del prodotto stesso. In concreto:

 

  • la schiuma da barba è classica, idratante e for man;
  • le lamette da barba invece sono extra grip; 
  • il dopobarba è rinfrescante Energy / o in alternativa anti-age;
  • il burro di cacao è hydro care;
  • i bastoncini per le orecchie: 200 pezzi cottonstick;
  • sapone liquido e colluttorio sono Genera Beauty;
  • l’altro colluttorio (da farmacia) è trattamento prolungato anti discoluration system;
  • lo sbiancante per i denti è trattamento di bellezza pearl drops / o in alternativa c’è quello antimacchia expert;
  • la carta igienica è soft and strong (morbida e resistente);
  • lo shampoo è force extra forte;
  • il bagnoschiuma è aromatico shower cream;
  • il gel è ultim fix.

 

Ma è possibile che per entrare in cesso ci si debba munire del dizionario inglese-italiano? Avanti di questo passo mi toccherà mostrare un documento al valico di frontiera tra bagno e camera: “ha qualcosa da dichiarare?”, “sì, un sonno agghiacciate”. O peggio, una mattina entrando in bagno rischierò di trovarvi Camilla Parker Boool che ringhiando mi dice “occhiupato, Sir”. Camilla, puoi starci dentro anche per i prossimi duemila anni a spalmarti creme di bellezza, ma mi sa che il risultato non cambierà. ;)

Ieri sera mi stavo catapultando in camera “sono in ritardo, sono in ritardo” come il Bianconiglio, passando per il salotto in cui la tv era accesa su Italia1, e mi sono improvvisamente trovato paralizzato ad osservare la scatola elettrica, un impulso più forte della mia volontà. Chi ti vedo? Un’epifania improvvisa: Alice che mi inseguiva? “Scusi signor coniglio…” no! la Chiabotto vestita di catarifrangenti o specchietti per le allodole si contorceva come colta da spasmi: sorriso vagamente ebete stampato in faccia, fisso come se stuccato, gambette fine come le caviglie di Lupin III (un tantino: avrei fame ma figurati se posso mangiare qualcosa che non sia un gambo di sedano), tette della consistenza di noci di cocco in quanto ha appena rifatto il tagliando. L’esibizione risultava in sé grottesca perché, lungi dall’essere sensuale, l’ex miss Italia che parla usando tutte le vocali chiuse: “sono pulita dentro e bela (ogni tanto dimentica anche qualche consonante) fuori”, si muoveva come una ballerina di lap dance di quart’ordine. Roba che più che essere eccitante per i sensi del maschio, già eccitato dalle sciagure che vede su RTV (ma si può?), faceva colare un’insopprimibile tristezza dallo schermo del mio televisore. Cara Italia (e cara ItaliaUnoooo) come stiamo messi.