Ho tirato fuori dall’armadio i Tarocchi (gli Arcani Maggiori) e ho fatto qualcosa che non avevo mai, programmaticamente, fatto prima. Mi sono fatto un giro per leggermi il futuro (dando uno sguardo intorno a me e al mio passato).

 

Ora, quando si parla di Tarocchi tutti sanno tutto, ognuno crede di essere depositario dell’unica ed assoluta verità sulle carte, o sul modo giusto di interpretarle, o crede con malcelato sussiego e vanto di conoscere un segreto nascosto ai mortali, di cui non vede l’ora di far partecipi gli altri solo per il gusto di lasciarli di stucco e fare il figurone del Gran Maestro dei Templari addetto alle iniziazioni “lo sai mantenere un segreto?” “no” “beh, te lo dico lo stesso”. Come il tizio che una volta mi fece “ma tu li leggi anche di lunedì, mercoledì e venerdì?” “non lo faccio di professione, ma se capita sì”, “e allora non sei uno vero, perché non sai che in quei giorni porta sfortuna?”, “ma va a cagare, vedi però di astenerti il lunedì, mercoledì e venerdì perché porta sfortuna” [gli unici “in quei giorni” in cui è meglio stare attenti a come ci si muove, sono “quei giorni” in cui alla tua fidanzata/moglie girano storte. Qui i Tarocchi non sono d’aiuto. Se poi quelli veri sono i ciarlatani che fregano soldi alla gente, grazie a Dio fieramente affermo di non essere uno di loro]. Dopo essermi documentato ho deciso di attenermi a due regole auree, alla prima ho trasgredito ieri:

·         Mai leggere a se stessi (o ad una persona e in una situazione in cui si sia direttamente ed emotivamente coinvolti) in quanto si perde di lucidità ed imparzialità;

·         Mai fare troppe letture in un giorno (per il motivo del precedente, si perde di lucidità).

 

Bene, scrivo adesso quella che doveva essere la premessa a questo post, per non rischiare di essere frainteso: i Tarocchi per me sono un affascinante (perché in fondo intrigano) gioco, un momento di disimpegno in modalità allegria quando si è tra amici e la serata langue (tanto più che, meglio si conosce la persona a cui si stanno leggendo le carte, più accurata sarà la lettura), il tutto all’insegna del divertimento, più per abbandonarsi ad una liberatoria risata, che non come mistico momento per aprire i lucchetti delle porte del futuro (a proposito di porte, non mi è piaciuto il film La Nona Porta con Johnny Deep). Ed è in quest’ottica e sottolineando questa condizione che io ho sempre letto i Tarocchi (mai a Johnny Deep però… preferirei la mugliera Vanessa Paradì). Diciamola tutta, ho iniziato perché in fondo fa figo con le ragazze e le attira più del miele con le mosche (o delle mie scarpe da jogging con le mosche; o la mia macchina appena lavata con i temporali, o le calamità quando si è in compagnia di un idiota, ecc.), ma anche gli uomini dimostrano un certo interesse. Quando si tratta del futuro cadono i pregiudizi e tutti sono curiosi: “non si sa mai che riesca a fare sei al Superenalotto, così scappo con la segretaria alle Maldive (c’era una storia del genere in Lost?), o che il mio capo sia colto da coliche modello armageddon”. Piace a chi chiede la lettura quell’aura di mistero, di incertezza, e magari l’idea di ricevere un po’ di speranza, sentirsi dare una simbolica pacca sulla spalla. Personalmente mi intriga la possibilità di costruire storie, perché è questo che in fondo faccio. D’altronde è nella mia indole, quando si giocava ai giochi di ruolo io facevo sempre il master. Le situazioni sono identiche: entrambe sono fantasia in azione.

 

Ho sempre avuto un buon rapporto con le carte ed in effetti esse dicono molto più di chi quel futuro ti legge, che non del futuro stesso. Però ieri mi hanno stupito lasciandomi in certo senso perplesso. Ecco la foto, purtroppo non è il massimo perché ho poco tempo, la macchinetta aveva il flash che partiva in automatico ed io non so come toglierlo, perciò è un tantino nebulosa (come il futuro ;) ).

 

 

Ho fatto una lettura generale ad ampio spettro, solo gli Arcani Maggiori. Il numero di coincidenze è piuttosto alto rispetto al solito. La cosa mi incuriosisce. Veniamo al dunque: riguardo alle influenze future esce l’Imperatrice, la figura di una donna, ed effettivamente il mio futuro è legato a doppia mandata a donna/e (per ora sono due, ma se ne potrebbe aggiungere una terza di cui non sono a conoscenza), si dirà: capirai che predizione avevi il 50% di possibilità che fosse donna (o donna o uomo) ok, ma nella posizione influenze/fattori ambientali è uscita un’altra donna: la Papessa (l’intero giro è all’insegna del femminile, se ci fosse stata la carta Amanti da qualche parte, avrei subito prenotato la chiesa, perché era matrimonio in vista). Ancora: nella posizione immediato futuro esce la carta della Morte (cambiamento drastico), ed è vero che io entro poche settimane dovrò scegliere, mi trovo ora in prossimità di un bivio ineludibile, una decisone rimandata da troppo tempo, utile per uscire dal caos attuale della mia vita. Ora attendo una risposta che tale cambiamento porterà. Dico, tra tutte le carte proprio la Morte, non solo, e proprio in quel punto? Lì doveva essere per avere senso e lì era. Fosse stato il Sole, o l’Appeso, non avrebbe avuto senso più nulla. Avanti: nella posizione in cui si trova la carta che indica indole, stato, comportamento, in una parola di connotare chi ha chiesto la lettura (il consultante) esce il Matto. Se prima di iniziare mi avessero chiesto: quale carta oggi ti rappresenta? Considerando il mio stato attuale avrei detto il Matto, non tanto per la connotazione di imprevedibilità che esso testimonia, né del fatto d’esser portatore di gaudio (seppure questo fattore rappresenti in lettura un’ascendenza minoritaria), ma perché indica alcune croste di certo infantilismo di cui mi accorgo d’essere sporcato, è forse una componente che nel bene e nel male mai riuscirò ad eliminare. Non è uscito l’Imperatore, avrei detto: sta fresco se sono io quello, neppure l’Eremita che mi rappresenta in certo modo, ma non avrebbe alcun senso in relazione alle altre carte. Ecco, ho qualche difficoltà ad attribuire un significato certo alla Ruota della Fortuna nella posizione di risultato finale (tra parentesi quella di Papi faceva schifo) mai leggere a se stessi! non so se sia un monito incoraggiante: guarda che il momento è nero, ma la vita si sviluppa a cicli; oppure se riferito al futuro lavorativo indichi che sarà un momento di passaggio verso qualcos’altro (e potrebbe essere), oppure: in ambito lavorativo fatto il cambiamento avrai momenti buoni e meno buoni. Se guardo il passato recente l’unica carta che poteva uscire per indicare un disastro, l’unica che porta con sé qualche componente negativa è la Torre, e che salta fuori? La Torre. Poi: c’è effettivamente la Giustizia che non quaglia moltissimo, ma qui per capire ed essere obiettivo dovrei prendere le distanze da me, vedere in prospettiva la mia vita dal di fuori ed è cosa che non posso fare (mai leggere a se stessi le carte) volendo ce la potrei incastrare ma resta una forzatura di cui non sono convinto. Se volessi semplificare riferendo la carta alle influenze nel mio passato remoto, ecco ancora una donna e nel contesto ci sta dentro alla grande. Nel presente su influenze immediate c’è la Stella: un’esortazione ad essere positivo e ancora una donna che ritorna! Specularmente nelle mie emozioni interiori salta fuori il Carro, devo essere più ottimista. Si incastra al bacio. E così, tornando al presente (burrascoso in parte) ecco la Temperanza: un invito, seppur mitigato dal fatto che la carta è uscita al contrario, a controllare le mie emozioni (ne ho proprio bisogno) e cercare equilibrio/armonia con gli altri.

 

Ebbene, questo è il fascino del Tarocco… non il sottoscritto, non l’arancia… ma la carta (e purtroppo anche elemento di mistificazione per chi fosse male intenzionato), la possibilità di sovrimporre un’infinità di significati, di incastrarli a piacimento creando sempre una storia coerente, lasciando però una porticina aperta sul mistero: “cacchio è proprio così, e quella carta si è infilata proprio lì dove doveva essere!”. Poi si chiude la baracca e, consci del fatto che il destino sia esclusiva conseguenza delle nostre azioni (e in parte di quelle degli altri), si torna alla vita vera.