Odio…
Non mi era mai capitato di vedere un uomo morto e al comandante dei Carabinieri non era mai capitato di vedere un uomo morto dalle nostre parti. Se si considera il fatto in sé: un omicidio avvenuto a due passi da casa, proprio come il lattaio o la fermata dell’autobus, ti vien voglia di sperare che a commetterlo sia stato un vampiro o un licantropo (ciarpame fantascientifico) perché le implicazioni di una storia scioccamente, convenzionalmente, fantasiosamente horror sarebbero più rassicuranti, e senz’altro più facilmente metabolizzabili, rispetto a quelle che la realtà propina: un omicidio a due passi da casa. Ma in fondo non sono fatti miei, la cosa non mi tocca direttamente “comandante io quell’uomo non l’ho mai visto prima. Passeggiavo da queste parti e ci ho sbattuto il muso contro. Non posso esserle d’aiuto”. Bianco, mezza età, faccia convenzionalmente banale, vestiti convenzionalmente banali. Non sono mai stato un buon osservatore. In lontananza sento il treno che martella un ritmo costante ingoiando chilometri di rotaie “il treno” dico al comandante. Mi guarda in un modo indecifrabile e la cosa mi mette a disagio “prima” continuo “ho incrociato un amico che stava facendo jogging, posso darle le sue generalità, magari lui ha visto qualcosa, potrebbe aver incrociato un individuo sospetto”. Il comandante scrive nel suo taccuino. Adesso Mac delle due: o ti ho regalato un piacevole diversivo per non dover pensare al tuo lavoro, perché non credo che tu corra per tutto il giorno, oppure tra interrogatori e deposizioni avrò aggiunto un altro po’ di merda alla tua vita di merda. In ogni caso è tutto merito del sottoscritto. Questa mattina la mia fidanzata davanti allo specchio “non mi sta niente e questi capelli… devo tagliarli. Dio, certe mattine mi odio” “se la cosa può farti stare meglio, ti dico che certe mattine anch’io ti odio”. Questo è il punto: odio, il collante che tiene unita la vita di provincia. Chiacchiere vuote e odio, magari distillato sottoforma di invidia. Suona retorico, ma analizzando i dati: la mia fidanzata dopo quella battuta cretina mi avrà odiato, Mac mi odierà perché l’ho coinvolto in questa faccenda, l’odio porta all’omicidio, il comandante odia dover lavorare sotto il sole con quell’uniforme, io mi odio perché non c’era alcuna ragione per venire a fare questa dannata passeggiata, non c’è alcuna ragione plausibile per trovarmi in mezzo a tutto questo odio. Una catena, tessuto connettivo. Se l’odio potesse colorare l’aria di nero cammineremmo nel buio, se avesse consistenza cammineremmo in uno strato spesso di gelatina. Se l’odio ha il potere di propagarsi, di trasmigrare contagiando le persone, va a finire che di quest’omicidio siamo tutti responsabili. “Secondo me è stata una cosa fatta in fretta, niente premeditazione, un attacco d’ira, una lite magari” azzardo “probabilmente l’assassino ha usato uno degli attrezzi del giardiniere, il baracchino è vicino alla fontana e rimane sempre aperto”. “E’ un esperto lei?” domanda il comandante, e chi non lo è tra CSI, Lucarelli, Montalbano, un giorno in pretura e RIS vari. Mi tappo la bocca con un gargarismo di cemento a presa rapida, sussurro solo “posso andare?”. “Vada”. Ulisse si rimette in viaggio. Passando davanti alla casa di Mac vedo l’auto dei carabinieri in strada, lo stanno caricando. Allora qualcosa ha visto, non gli hanno neppure dato il tempo di fare la doccia, mi viene da ridere, un sorriso acido che parte dalla bocca dello stomaco, più che costruito dai muscoli della faccia. [continua...]
Maggio 13, 2008 at 7:18 pm
Wow. *___*
3rd part needed!
(Ancora una volta, Grande Taglia).
Maggio 14, 2008 at 2:02 pm
Ancora una volta: grazie Ani!
Sai, dovrebbero consigliarti come antidepressivo
Maggio 14, 2008 at 11:00 pm
Mi aggiungo anch’io come candidata antidepressivo.
Volo subito a leggermi la parte terza, son curiosa e ansiosa di finire!
Maggio 15, 2008 at 11:11 am
Cavolo Monia, è implicito, altro che antidepressivo, tu fai resuscitare i morti!
Non dico come Gesù perché non vorrei che ci scambiassero per blasfemi (non è il caso di questi tempi, la domenica delle palme il papa agitava rametti di rosmarino al posto dell’ulivo, ho paura si tengano pronti per i prossimi roghi-barbecue); e neppure come Michael Jackson in triller, tu sei molto meglio rispetto a Jako e senz’altro non sei inquietante.
Maggio 15, 2008 at 10:28 pm
‘Zagerato sei


Bisogna che stia attentina io allora, perché se il papa mi dovesse vedere la mattina appena sveglia mi prenderebbe per una strega e altro che rosmarino!! Preparerebbe anche il sale grosso, l’aglio e il pepe per condirmi sul rogo!
Meglio di Jackson?! WOW, arrosisco
Thrillaaaaaaaaaaaahhhh!!!