Ci sono persone che riescono (almeno a parole) a perdonare qualunque offesa subita, forti del precetto evangelico “porgi l’altra guancia”, oppure lo fanno per pigrizia o per vigliaccheria. Perdonano ma non dimenticano mai, e qui si svela l’inghippo, perché ciò significa che in realtà non hanno perdonato, in quanto perdonare equivale a passare oltre, consegnare l’offesa al passato, o meglio all’oblio, confinarla in una dimensione che lasciamo per strada, non portiamo più con noi.
Un giorno due monaci buddisti, ritornando al tempio, incrociarono una bella ragazza, ben vestita, che non poteva attraversare la strada a causa di una enorme pozzanghera fangosa. Uno dei due monaci se la caricò sulle spalle e la traghettò oltre. Arrivati al tempio il monaco che aveva assistito alla scena disse “noi monaci non dovremmo avvicinare le ragazze, è pericoloso, perché l’hai fatto?” ed il compagno gli rispose “io quella ragazza l’ho lasciata sulla strada, tu la porti ancora con te”.