A volte mi capita di chiedermi:
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che fine fa il mondo quando chiudo le tende di casa?
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quando non sono a casa i ragni fanno l’amore incoraggiati dall’intimità che il silenzio crea e presuppone? Quando non ci sono, i personaggi rappresentati nei miei poster chiacchierano tra loro? Si accendono mai le luci della città nella stampa sistemata sopra il mio letto, che rappresenta uno scorcio londinese di fine Ottocento?
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I fiori che decorano la fantasia della stoffa del divano si chiudono di notte quando dormo?
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E’ possibile sentire gli altri mentre pensano? E’ possibile ascoltare realmente gli altri?
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E’ possibile che le persone, nei sogni che facciamo e che fanno, siano migliori di come sono nella realtà?
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E’ possibile che il mio armadio, quando non lo apro, contenga e nasconda infiniti universi, qualcuno persino migliore del nostro?
i’ve waited hours for this
i’ve made myself so sick
i wish i’d stayed
asleep todayi never thought this day would end
i never thought tonight could ever be
this close to mejust try to see in the dark
just try to make it work
to feel the fear before you’re here
i make the shapes come much too close
i pull my eyes out
hold my breath
and wait until i shake…but if i had your faith
then i could make it safe and clean
if only i was sure
that my head on the door was a dream
i’ve waited hours for this
i’ve made myself so sick
i wish i’d stayed asleep today
i never thought this day would end
i never thought tonight could ever be
this close to me
but if i had your face
then i could make it safe and clean
if only i was surethat my head on the doorwas a dream to
Maggio 16, 2008 at 7:33 pm
Che simpatico sto videoclip, non l’avevo mai visto!


Con questi tuoi quesiti irrisolvibili mi hai fatto venire in mente, leggendo quello dei poster, che da ragazzina mi ero convinta che le persone nei poster della mia stanza (velo pietoso su chi erano) mi vedessero davvero, mi guardassero, come se al posto dei loro occhi stampati sulla carta ci fossero delle telecamere da cui quelle stesse persone rappresentate mi guardavano. Da piccola avevo un sacco di idee da Truman Show sai? E senza aver mai visto il film né aver mai letto 1984!
Poi vabe’, io da quelli lì mica mi facevo intimidire, e mentre loro mi guardavano, io cantavo e ballavo chiusa nella mia stanza, esibendomi davanti ai miei idoli. Una specie di rivincita da fan, no? “E adesso, VOI guardate ME!”
Però ho spesso avuto la sensazione che, quando giro le spalle, o dormo, o non guardo, succedano cose che non so. Sindrome da Truman. Appunto. Sempre avuta!
Maggio 17, 2008 at 12:35 pm
Mi ricordo da piccolo (ma un po’ anche adesso) la camera come regno di cui tu sei il sovrano, un luogo carico di infinite possibilità dove nessuno può dirti: hai torto, ti sbagli, non ha senso. Io da piccolo usavo la camera come luogo complementare ai giochi con gli amici. Mi piaceva d’estate, durante le ore più calde, distendermi a letto e leggere.
I postr, cavolo, forse per timidezza congenita (anche se non patologica) non avrei mai potuto esibirmi per loro, mi sarei vergognato. Però ricordo i poster che avevo in camera (supereroi, gruppi musicali) ti pareva di essere uno di loro. Sono anch’io dei vostri, vero? Tanto quelli mica potevano rispondere di no!
Talvolta io ho la sensazione che non solo quando dormo, ma anche quando sono sveglio succedano cose che non so, o forse sarebbe meglio dire di cui non afferro in pieno il senso.
The Truman show non l’ho mai visto… però con Carey (e la Kate Winslet) ho visto un film curioso: “se mi lasci ti cancello”. Strano, particolare, ma con un bel finale.
Maggio 19, 2008 at 9:05 am
Sulla stanza come luogo privato ma non solo, come regno di cui tu solo sei il sovrano e anche l’unico abitante, ci si potrebbe fare un trattato!
Ora non ci passo poi tanto tempo, ma da bambina/ragazzina era non solo un rifugio per me, era una casa vera e propria, da cui a volte non sarei mai uscita se non ne fossi stata richiamata.
Mi ci chiudevo a scrivere, a ripensare alla giornata appena passata, a fingere di studiare o a studiare davvero, e davanti ai poster vincevo la mia timidezza e mi esibivo in balli e canti.
Dillo a me che anche da sveglio a volte ti pare di non capire del tutto il senso di quello che succede! E’ la sensazione che io provo la maggior parte del tempo…
“Se mi lasci ti cancello” è davvero un film curioso, inaspettato e sorprendente, mi è piaciuto molto. “The Truman show” mi ha inquietato molto, a suo tempo. Più che altro perché confermava sottili sospetti della mia mente fervida di ragazzina. Te lo consiglio!
Maggio 20, 2008 at 4:23 pm
monia: si vede che sei gggiovine!! …questo video a 20 anni lo vedevo un giorno sì e l’altro pure(anche se il più “impressive” è sicuramente quello di Lullaby…
i miei adorati Cure, vederli dal vivo è stata una gran soddisfazione (pensavo di non farcela,che a 30 e passa anni sarei stramazzata al suolo…macchè, macchè, pogare saltellare come una ragazzina, e viaaa!!)
I FILMSSSS
truman show è sottilmente inquietante, e …assolutamente plausibile,neo- realistico.Non è questa la società degli uomini, che ci vuole tutti sorridenti a comando, tuttti fedeli al marchio, tutti convinti di vivere nel migliore dei mondi possibile?
La società del reality show perpetuo, della finta personalità, delle ministre gnocche e pazienza se non hanno idee??
Se mi lasci ti cancello è poetico, strano, ma poetico. Anche romantico, va là. Cos’è la memoria, cos’è l’amore?Perchè andare in analisi per ogni fallimento relazionale, perchè voler cancellare?Una persona senza memoria è una persona senza storia…
Maggio 20, 2008 at 4:26 pm
continuo…Taglia, ok, capisco tu sia fan di Harry, ma che RobertSmith esca dal suo poster per scambiarsi consigli di makeup con BillKaulitz, fa troppo Hogwarts!!^^
Maggio 20, 2008 at 4:28 pm
Zì, le fotografie animate e i quadri che si parlano fra di loro!
Maggio 20, 2008 at 6:14 pm
La cosa che mi è piaciuta di “se mi lasci…” è che il finale rischiava di impantanarsi nell’ovvietà, invece non è affatto scontato: i due anche se sanno (dalle registrazioni perché orami hanno la memoria cancellata), non che la realzione si esaurirà nella noia, ma che arriveranno prorpio ad odiarsi, comunque decidano di ricominciare da capo la relazione, anche se il finale sarà nero.
@Micia: io metterei un poster di Kaulitz e uno di Mike Tyson e poi che se la vedano loro!
Maggio 20, 2008 at 10:42 pm
@ecco, solo perchè lui è un bue grosso come un armadio 4stagioni, tu ritieni che non rimmarrebbe affascinato dalla signorina Kaulitz…tzè, i soliti pregiudizi…già me lo vedo, a tenerle la manina ammirando la french…
“la moglie del soldato”
Maggio 21, 2008 at 5:25 pm
@Micia: se Tyson tratta Kaulitz come ha trattato le mogli, o in genere le donne con cui è stato, i Tokio Hotel hanno concluso la loro carriera.
La moglie del soldato, dico una banalità: che splendida colonna sonora.
Se non ricordo male, ho un dubbio, c’era anche Forrest Withacker (che non si scriverà così, comunque, l’attore di colore). A me non dispiace come attore, bravo ma sottovalutato, anche se recentemente ha vinto l’oscar.
Maggio 21, 2008 at 5:37 pm
eggià, il carceriere del soldato, proprio lui…
secondo me i TokioHotel han già finito la loro carriera..non ho ancora visto una loro karampana, qui…forse preferiscono Chissene…fiuuu!!
Maggio 21, 2008 at 7:51 pm
@Micia: meglio così, ma basta scrivere un post sui Kauliz e le karampane arrivano subito, come le locuste.