Certi giorni, al lavoro, in coda alle poste o al supermercato, in treno, al cinema o al ristorante, capita di incontrare dei perfetti idioti, gente che da una natura di merda è riuscita a distillare il massimo della stronzaggine possibile, gente talmente idiota da esporla in fiera, ed il bello è che si concentrano tutti lo stesso giorno, con l’intento di rovinarti la giornata, l’umore, la vita, la digestione ecc. Ad esempio: il capo al lavoro che vorrebbe tu fossi la versione maschile ed occidentalizzada della dea Kalì (ossia fornito di sei-otto braccia); quelli che in coda ti passano davanti credendoti lobotomizzato o in catalessi per non accorgerti che sono arrivati dopo di te; quelli che al cinema fanno squillare il cellulare e non è che lo spengano, oppure decidano di alzarsi e allontanarsi dalla sala, ma fanno conversazione (la metà delle quali superfluamente vacue) mentre tu tenti di seguire la trama del film. Quelli che al ristorante, piazzati a due centimetri dalle tue orecchie, sono belli carburati e non fanno che urlare e sbraitare bestialità con gli amici, mentre tu cerchi di fare conversazione e rilassarti: “bacio… bacio…” e dalle sto cazzo di bacio così la piantano! Quelli che mentre fai jogging con un maledetto tendine del ginocchio logorato e dolorante, ti vengono incontro in gruppo e siccome tu sei solo, col cazzo che si spostano e: o giù spallate, e la spalla che ti fa “ma non ti basta il ginocchio fuori uso?”, oppure devi balzare sul ciglio accidentato della strada e il ginocchio che ti urla “ma non ti faccio abbastanza male? Scegli, o la spalla o me” che è l’equivalente di: vuoi più bene a mamma o a papà? Domanda idiota, impossibile scegliere, e ciò vale anche se riferito all’anatomia del mio corpo: il ginocchio mi serve per correre, la spalla deve funzionare altrimenti come la suono la chitarra? Voglio bene sia al ginocchio che alla spalla, alla mamma e al papà e mi piacciono sia il panettone che il pandoro. Quelli che, dieci metri più avanti nella stessa corsa, vanno in giro con i cani senza guinzaglio ed il cane abbaiando ti corre dietro, o ti si pianta davati ringhiando, la reazione del padrone è duplice: o tenta inutilmente di richiamare Cerbero, mentre tu rimani immobile trattenendo il respiro (e non solo quello) con il sudore che cola e non per la corsa ma per la strizza (quello di restare immobile fingendosi morti funziona unicamente con gli orsi), oppure ti guardano ebeti “non fa niente, è buono” questo lo sai tu, adesso lo so io, ma Rin Tin Tin affetto da rabbia galoppante lo sa?
Insomma, capitano quelle giornate catalogabili sotto la voce: “piovono stronzi, e quando succede non ho mai l’ombrello a portata di mano… o del napalm”.
Comunque potrebbe andare peggio: Jay-Z “99 problems”
Maggio 27, 2008 at 8:32 pm
Ste scene di maleducazione e inciviltà collettiva fan sempre sorridere da leggere (un po’ meno da vivere!)…
Maggio 28, 2008 at 9:37 am
Correndo, negli anni, ho sviluppato un principio di fobia per i cani. E pensare che non solo sono stato proprietario di un cane per qundici anni, ma da bambino mi facevo sempre comperare la rivista Argos perché erano proprio la mia passione.
Maggio 28, 2008 at 11:11 am
Oh che peccato, son delle bestie tanto care… Certo, ALCUNE. Il mio per esempio è unadorabile stronzo bastardo!
Maggio 29, 2008 at 11:07 am
Mi è capitato di sentir dire la stessa identica cosa di certi fidanzati, togli l’adorabile però, “stronzo bastardo”!