L’amore al tempo del blog, o una sua svilita manifestazione. Nella mia esperienza di internauta ho osservato che se un blog è gestito da una ragazza (guai poi se la donzella mette la sua foto nell’avatar e risulta pure essere una creatura attraente) svolazzano stormi di passeri nel suo spazio, che dopo rapidi convenevoli imbastiscono un più o meno strisciante (ingenuo, o fastidioso, spesso banale) corteggiamento. Non è importante che la ragazza li incoraggi, o li assecondi, la cosa funziona a meraviglia anche a senso unico, diventa così un modo economico per gratificare il proprio ego. Se poi la ragazza esterna in un post un momento di sconforto, di tristezza, di delusione, si trasformano tutti in cavalieri serventi dall’armatura scintillante.

La rete (come il mondo) è piena di missionari, è piena di missionari che sperano di mettere qualcuno nella posizione del missionario.